Lega Serie A

2009 - OGGI

MAURIZIO BERETTA

Il Commissariamento della Lega Calcio da parte di Giancarlo Abete dura meno di quattro mesi ed il 18 settembre del 2009 l'Assemblea conferma Maurizio Beretta nuovo Presidente della Lega Calcio ratificando l'elezione del 25 agosto. Sotto la guida di Beretta avviene la svolta storica nel rapporto tra Serie A e Serie B, che dal 1° luglio 2010 prendono formalmente una propria autonoma identità dando vita a due Leghe separate. Durante il suo primo mandato al vertice del palazzo di Via Rosellini, dopo una trattativa durata un'intera stagione culminata con lo sciopero dei calciatori per la prima giornata del campionato 2011-2012, sigla il nuovo Accordo Collettivo con l'AIC il 5 settembre 2011. Gestisce inoltre la vendita dei diritti televisivi per il triennio 2012-2015. Il 18 gennaio 2013, dopo le due elezioni andate a vuoto del 20 dicembre 2012 e dell'11 gennaio 2013, viene riconfermato Presidente della Lega Serie A. Nel suo secondo insediamento a capo della Lega Serie A porta a termine, dopo un'Assemblea record durata quattro giorni consecutivi nel giugno del 2014, la vendita dei diritti televisivi per il triennio '15-'18 a RTI e Sky.

2006 - 2009

ANTONIO MATARRESE

Antonio Matarrese viene eletto Presidente della Lega Nazionale Professionisti, che già aveva guidato dal 1982 al 1987, l'8 agosto del 2006. In un momento di difficoltà per il calcio italiano reduce dallo scandalo di "calciopoli" resta al vertice della Lega Calcio per tre stagioni e introduce, nel luglio del 2007, il pallone unico della Nike per i campionati di Serie A, Serie B e Primavera. Sotto la sua gestione avviene la scelta dell'advisor Infront che affiancherà la Lega Calcio nella vendita dei diritti televisivi collettivi a partire dal 2010 e l'introduzione della Finale unica di TIM Cup a Roma, dove nel 2008, per la prima volta, la premiazione viene effettuata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A seguito della mancata elezione, provata in quattro diverse Assemblee, dei vertici della Lega Calcio, il Consiglio Federale del 5 maggio 2009 dichiara decaduti gli organi di Governo della LNP. Il 28 maggio del 2009 Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, viene chiamato a dirigere la Lega in qualità di Commissario Straordinario. Il suo insediamento dura meno di quattro mesi, durante i quali gestisce la delicata fase di transizione nella quale i club di A e B trovano l'accordo per dare vita a due Leghe separate a partire dal luglio del 2010.

2002 - 2006

ADRIANO GALLIANI

Adriano Galliani, eletto Presidente della Lega Nazionale Professionisti per la prima volta il 9 Luglio 2002 e rieletto il 23 Marzo 2005.

1997 - 2001

FRANCO CARRARO

Si passa attraverso il primo sciopero del calcio italiano (17 marzo '96); i parametri vengono abbattuti anche per i giocatori italiani; il governo si impegna a garantire una copertura ai club che rischiano il fallimento. Si va avanti in una situazione di grandi contrasti e di polemiche crescenti, aggravate dall'eliminazione dell'Italia dagli Europei, che segna la fine della presidenza federale di Matarrese. Per la prima volta nella storia del calcio, i dirigenti di serie "A" e "B" decidono di varare il calendario dei campionati dimezzato: non più di dieci giornate. Vogliono prima assicurazioni dal governo sulla trasformazione delle società per azioni in S.p.A. con fini di lucro e sulla spalmatura delle perdite di bilancio, in conseguenza della sentenza-Bosman. Il governo aderisce alle richieste. Nizzola viene eletto alla presidenza della Federcalcio il 14 dicembre '96. Gli succede il 21 febbraio '97, alla guida della Lega di Milano, Franco Carraro, che dà il via a un piano di profonda ristrutturazione dell'organizzazione del calcio professionistico (con la creazione di un gruppo di lavoro delle Leghe europee con i dirigenti Uefa) occupandosi subito del nuovo accordo televisivo per il triennio 1999-2002, con divisione dei proventi fra società attraverso un'intesa che duri sei anni. Si discute il principio storico della soggettività dei diritti tv criptati per le società: si fa sempre più decisa la volontà di riforma delle tre Coppe europee. Ed è la Lega a presentare il progetto del primo sorteggio arbitrale integrale della storia, che la Federcalcio approva nel luglio '98.

1987 - 1996

LUCIANO NIZZOLA

Le società ottengono il terzo straniero in "A" e il ritorno della massima serie a 18 squadre. Nel '90 viene siglato un nuovo accordo con la Rai, per la cessione dei diritti tv e la cifra appare favolosa: 324.999.000.000 lire per il triennio, poco meno del doppio del precedente contratto. La primavera '92 vive all'insegna di una dura battaglia con il sindacato per l'allargamento della quota di stranieri. Per un accordo Uefa - Comunità europea, il tesseramento degli stranieri comunitari diventa libero, ma alla fine viene raggiunta un'intesa affinchè nella lista dell'arbitro vengano inseriti soltanto tre stranieri. Il primo luglio '92 Nizzola viene rieletto presidente, ma la grande novità è il contratto televisivo: la Rai ottiene i diritti in chiaro fino al 30 giugno '96, pagando 423 miliardi, 109 milioni e 710.000 mila lire; Telepiù, la prima pay-Tv italiana, versa 148 miliardi, 409 milioni e 740.800 mila lire per tre anni di anticipi di serie "B" e di posticipi di serie "A". E' il progetto che apre le porte a "Telecalcio", l'iniziativa varata, dopo contrasti, anche politici, e interminabili riunioni. Il campionato viene trasmesso in diretta a casa, alla domenica pomeriggio, attraverso il primo caso italiano di pay-per-view. Nelle casse dei club arriva un fiume di denaro: 1.189 milioni in tre anni, fra diritti in chiaro e criptati. Il contratto che scadrà il 30 giugno '99, chiude una drammatica stagione, agitata dalla scioccante sentenza-Bosman (15 dicembre '95), che spalanca le frontiere e azzera i parametri.

1982 - 1987

ANTONIO MATARRESE

Antonio Matarrese diventa presidente della Lega il 10 marzo '82. Arriva il secondo straniero a partire dalla stagione '82-'83. Nell'85 presenta uno studio con richiesta di intervento statale per il calcio, attraverso un mutuo a tasso agevolato. Il deficit sale a 200 miliardi, contrassegnato da un calo degli spettatori, dal secondo scandalo-scommesse, dalle disavventure azzurre ai Mondiali del Messico, tutti episodi destinati a portare al commissariamento della Federcalcio (prima Carraro e poi Manzella). Matarrese lascia la Lega a fine ottobre '87. Domenica primo novembre viene eletto presidente della Federcalcio e il suo posto viene preso da Luciano Nizzola, eletto il 27 novembre all'unanimità.

1978 - 1981

RENZO RIGHETTI

La presidenza di Renzo Righetti segna il ritorno degli stranieri in Italia: nel maggio '80, viene stabilito che le società di serie "A" hanno la possibilità di tesserare un giocatore proveniente da federazione estera. E' una decisione sofferta, che arriva in uno dei periodi più bui del calcio italiano, quello legato al primo scandalo delle scommesse, che condurrà a punizioni esemplari da parte della Disciplinare, in grandissima parte confermate (o aggravate) dalla Caf. Mercoledì 4 marzo '81 viene approvata la legge 91, che segna l'abolizione del vincolo: entro i cinque anni successivi dall'entrata in vigore della legge, tutti i calciatori italiani sarebbero stati liberi di stipulare contratti di durata ben definita e di decidere il proprio futuro sportivo. I giocatori a fine contratto diventano liberi di cercarsi una squadra, che dovrà corrispondere al club cedente un indennizzo, calcolato in base a precisi coefficienti. Nell'86 il vincolo cadrà definitivamente per tutti. L'8 maggio '81, l'assemblea dei presidenti di serie A e B decide la liberalizzazione delle sponsorizzazioni per la stagione '81-'82. Righetti, nella primavera '81, si trova di fronte alla prima occasione per alzare il prezzo per la cessione dei diritti tv. La Fininvest annuncia pubblicamente di essere disposta ad offrire molto di più della Rai, ma non è ancora tempo di cedere i diritti ad una emittente privata che non ha la diretta, e di cui ancora non tutti si fidano, nonostante l'ottimo test del Mundialito. Così per tre anni, la Rai si tiene il calcio, ma deve versare 5 miliardi 816 milioni e 174mila lire. Righetti, per motivi di salute, lascia con tre mesi di anticipo sulla scadenza del mandato.

1977 - 1978

FRANCO CARRARO

Con la dimissione di Griffi torna, da commissario, Franco Carraro, già presidente della Federcalcio, ma si dimette nel maggio '78, quando il centravanti del Vicenza, Paolo Rossi, in comproprietà con la Juventus, viene valutato dal presidente biancorosso Farina 5 miliardi e 224 milioni di lire, con un'offerta reale, in busta chiusa, per la metà di 2 miliardi e 612 milioni (con gli 875 milioni della Juve). Scrive Carraro: "L'entità finanziaria con cui si è risolta la compartecipazione del giocatore Paolo Rossi mi induce oggi a rivedere i miei programmi". Il '78 è anche l'anno del mercato fuorilegge, dei carabinieri all'hotel Leonardo Da Vinci di Milano, inviati dal pretore Costagliola, su esposto dell'avvocato Campana, nella convinzione che vengano commessi reati di mediazione, e del calcio che si ferma, nel giorno stesso in cui il Consiglio di Stato dichiara decaduto dalla presidenza del Coni l'avvocato Onesti (7 luglio). La Lega invita le società alla serrata "sospendendo ogni attività". Interviene il governo, viene ridefinita la figura del calciatore, il calciomercato riapre nella sede del Totocalcio.

1976 - 1977

ANTONIO GRIFFI

Il 9 ottobre '76 viene eletto presidente della Lega l'avvocato Antonio Griffi, che deve affrontare la spinosa questione della firma contestuale dei calciatori sui contratti di trasferimento. Un mese dopo Griffi illustra il proprio programma: chiusura dei vasi comunicanti fra Serie A e Serie B da una parte e il settore semiprofessionistico della Serie C dall'altra, diciotto squadre in A e in B, legge penale contro i mediatori, limitazione degli acquisti dei giocatori secondo le reali possibilità economiche delle società.
Griffi si dimetterà il 18 luglio '77, dopo che venti società su trentasei avevano sottoscritto un documento, con la richiesta di un commissario in Lega, per far fronte ai gravissimi problemi del settore. Il deficit è salito a 50 miliardi complessivi.

1973 - 1976

FRANCO CARRARO

Franco Carraro diventa presidente delle società di A e di B alla vigilia del campionato '73-'74 ; il calcio chiede più soldi al Coni: vengono considerati troppo modesti i 500-600 che arrivano dal Totocalcio, capaci di produrre 33 miliardi di utili. Carraro si trova ad affrontare il caso di Scala, in forza al Cesena, ceduto al Bologna e poi dirottato ad Avellino a ottobre. Scala rifiuta e la Lega considera annullato il contratto.

1965 - 1973

ALDO STACCHI

Nell'agosto del '65, la Lega sceglie un nuovo presidente: è Aldo Stacchi, che resterà in sella fino al marzo '73, se si esclude la parentesi commissariale di Franchi, dopo la disfatta contro la Corea del Nord del luglio '66. L'obiettivo è quello di realizzare la trasformazione delle società di calcio in società per azioni senza fini di lucro. Il campionato di "A" passa da 18 a 16 squadre (la novità entrerà in vigore a partire dalla stagione '67-'68 e durerà fino all'87-'88) e viene deciso il blocco degli stranieri (in vigore fino al maggio '80). Il 13 luglio '68 nasce a Milano l'associazione italiana calciatori, presieduta dall'avvocato Sergio Campana. Nell'estate del '70, per la prima volta il calendario di serie "A" e "B" viene varata attraverso il computer del Coni. Contestato da una sparuta minoranza di società che non vogliono farsi imporre una politica di maggior rigore, Stacchi convoca un'assemblea e sottopone un programma in linea con la sua politica gestionale. L'Assemblea approva all'unanimità. Stacchi presenta le sue dimissioni irrevocabili il 14 febbraio 1973. Successivamente tutte le società di Lega gli conferiscono un pallone d'oro in ricordo della sua Presidenza.

1958 - 1964

1958-1962 GIUSEPPE PASQUALE 1962-1964 GIORGIO PERLASCA 1964-1965 ARTEMIO FRANCHI

Subito dopo il k.o. con l'Irlanda del Nord, a Belfast (15 gennaio '58), la Lega elegge il nuovo presidente: Giuseppe Pasquale. Nel direttivo entrano Andrea Rizzoli, Umberto Agnelli e Angelo Moratti, i padroni di Milan, Juve e Inter, decisi ad accentuare l'autonomia delle società nei confronti della Federcalcio, soprattutto in materia di stranieri. Ma il 3 agosto '58, in un durissimo intervento, il presidente del Coni, Onesti, attacca i presidenti di società: è il discorso in cui conia la definizione di "ricchi scemi" . L'accusa è di spendere troppo per il calcio. Barassi è costretto a dimettersi dalla presidenza della Federcalcio, che il 13 agosto '58 viene commissariata, attraverso il segretario del Coni, Bruno Zauli. Stessa sorte subisce la Lega, affidata a Pasquale. Il 30 giugno '59, si conclude la gestione commissariale di Zauli, che si basa su un punto fondamentale: il settore professionistico (comprendente 36 società) deve essere nettamente diviso dagli altri tre (semipro, dilettanti e giovanile). Il 21 luglio '59 la Lega di Milano conferma alla guida Pasquale, non più in veste di commissario, mentre Umberto Agnelli viene eletto presidente della Figc il 9 agosto e resta in carica nel '6l; Pasquale rimane ancora un anno, prima di cedere la guida della Lega a Giorgio Perlasca, che viene eletto il 24 luglio '62 e che resterà fino al 12 luglio '64. Perlasca se ne va a sorpresa, lasciando spazio al commissariamento di Franchi, quando si rende conto di non poter tener fede al proprio programma: "Massima organizzazione e minori debiti".

1946 - 1957

RAPALLO NASCE LA LEGA NAZIONALE

Fra il 14 e il 16 maggio '46, le società aderenti alla Federcalcio danno vita a una vera e propria costituente, dalla quale nasce un nuovo organismo, il Consiglio Federale, con un presidente (Barassi), due vice e un segretario generale. A Rapallo nasce la Lega Nazionale, con sede a Milano. Il primo presidente è l'ingegner Piero Pedroni, che guida l'istituzione milanese per quattro anni, fino al '50, passando attraverso il più lungo campionato della storia, quello del '47-'48, a ventuno squadre. A Pedroni succede il conte Saverio Giulini, che realizza la riforma dei campionati di serie "A" e "B", riportandoli a 18 squadre. La sconfitta della nazionale a Roma contro l'Ungheria (0-3), il 17 maggio '53, fa scattare la smobilitazione della "legione straniera" nell'arco di tre campionati. Il Consiglio delle Leghe delibera il ripristino della vecchia norma, in base alla quale i pagamenti della campagna acquisti devono avvenire attraverso la Federcalcio, con esclusione delle cambiali. Nel frattempo si cerca di mantenere fede all'impegno preso nel '51, con rose bloccate a 16 giocatori, emolumenti e premi prefissati. Nel '55-'56 viene tentato l'esperimento degli arbitri stranieri nella fase finale del campionato, e per la prima volta viene teletrasmessa in diretta una partita di campionato, anticipata al sabato, per non danneggiare gli incassi delle altre società.