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SALA STAMPA

GARRONE:
23/07/2012

GARRONE: "LAVORIAMO PER UNA SAMP SEMPRE PIU' SOLIDA"

Edoardo Garrone è un fiume in piena. Di parole, di concetti, di idee. Guarda indietro, agli errori da non ripetere, ma guarda soprattutto avanti. Alla Sampdoria e al suo futuro, tecnico, sportivo. Guarda al calcio in generale, alla sua gestione, alla governance della Lega e delle società, ai vivai e agli impianti. Tutto questo e molto altro in una lunga intervista rilasciata dal vicepresidente vicario blucerchiato a Bardonecchia. «L'impegno che avevo preso lo abbiamo mantenuto - comincia -. È stato molto più difficile di quanto pensassimo, ma come in tutte le cose complicate venirne a capo è stata una grande gioia: la soddisfazione della serata di Varese è stata enorme, proprio per come ci si è arrivati. Ora siamo di nuovo in Serie A e stiamo lavorando per fare una Sampdoria sempre più solida. Abbiamo rafforzato anche la struttura societaria e adesso sono molto più tranquillo rispetto ad un anno fa». 

I tifosi avevano già dato fiducia a lei e alla società dodici mesi fa sottoscrivendo più di 17.000 abbonamenti.
«Anche quando le cose non funzionavano, abbiamo avuto un grandissimo sostegno nelle partite in casa e anche in quelle in trasferta. Certo, l'apporto lontano da Marassi poteva essere ancora maggiore ma non lo è stato a causa della Tessera del Tifoso o per mancanza di posti disponibili in alcuni stadi, come a Varese nell'ultima gara dei playoff. Imprese come quella della passata stagione si ottengono soltanto se tutte le componenti lavorano per lo stesso obiettivo e con grande coesione. Adesso siamo ripartiti con questo spirito, il punto di partenza migliore per far bene anche in Serie A».

Che lezione è rimasta dopo gli errori che hanno portato la Sampdoria in B?
«La lezione della retrocessione mi ha dato un'indicazione molto chiara, sulla quale ho lavorato tutto quest'anno che ci siamo lasciati alle spalle: in qualsiasi azienda bisogna avere competenze giuste e ruoli chiari, persone giuste al posto giusto. Nell'anno della caduta c'è stata qualche defezione sotto questo punto di vista. Sappiamo quanto siano fondamentali la pancia e le gambe oltre che la testa. Avevamo un gruppo che per una serie di vicende, penso a Cassano, penso a Pazzini, s'è ritrovato a dover lottare per un obiettivo che non era quello per il quale era stato costruito. Era un gruppo a cui mancavano le componenti caratteriali per lottare per la salvezza. All'epoca sono stati fatti degli errori di valutazione; lo scorso gennaio invece abbiamo portato elementi di temperamento e carattere».

Mai più in Serie B. Una promessa che si sente di fare?
«Il danno che ha procurato la B, non solo morale ma soprattutto economico, è stato tale che non possiamo permetterci di ricaderci. Più che una promessa, è una necessità. Se il prossimo campionato di A non sarà magari competitivo al vertice, lo sarà molto di più da metà classifica in giù. Le squadre che potrebbero rischiare di stare in pochi punti saranno almeno una dozzina: l'obiettivo è dunque di ridurre al minimo la possibilità di essere invischiati nella parte bassa e di stazionare il più possibile nella parte alta. Per il momento le zone altissime non ci riguardano, anche se in ogni stagione ci sono delle sorprese e a giro potrebbe capitare a noi di recitare questo ruolo».
(Foto LaPresse)


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