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LE DICHIARAZIONI DI CARRERA E AGNELLI A VILLAR PEROSA
17/08/2012

LE DICHIARAZIONI DI CARRERA E AGNELLI A VILLAR PEROSA

Le dichiarazioni di Carrera e del presidente Agnelli in margine della tradizionale giornata a Villar Perosa.

 

CARRERA: «Era così anche quando giocavo - ricorda Massimo Carrera al termine della gara -  qui c'è sempre una dimostrazione di affetto incredibile». Il tecnico fa quindi il punto sulla preparazione dei bianconeri: «Quello di oggi è stato un ottimo allenamento. Siamo al 70, 80% e anche contro il Napoli abbiamo dimostrato di essere un diesel, vendendo fuori alla distanza e non mollando sino alla fine. Ora c'è il "Berlusconi", valuteremo la condizione dei ragazzi e decideremo chi schierare». A Villar non è stato impiegato il solo Chiellini, «per precauzione. Si è scaldato, ma abbiamo preferito non rischiarlo». Tra i più positivi va segnalato Paul Pogba, subito padrone del centrocampo: «E' un buon giocatore e soprattutto è giovane. E' un ‘93, quindi può ancora migliorare molto, allenandosi al fianco dei campioni».

 

AGNELLI: «Le sensazioni sono positive. C'è un percorso iniziato due anni fa, con un cambio quasi totale della squadra. Ora i risultati sono arrivati, la conferma arriva da Pechino con una Supercoppa vinta meritatamente. Ma la mentalità nostra deve essere quella di guardare ai prossimi obiettivi, le vittorie del campionato e della Supercoppa fanno parte del passato e noi dobbiamo guardare la prossima. In ogni manifestazione la Juve partecipa con lo spirito di vincere. Le competizioni, sia all'estero che in Italia, ci vedranno impegnate con altre pretendenti alla vittoria, ma la nostra squadra che può dire la sua. In Italia dobbiamo ripetere l'annata precedente, in Europa dobbiamo avere la mentalità di poter sognare ancora». Infine, un riferimento alla maglia numero 10 bianconero che, ad ora, non ha ancora un padrone. Conclude Agnelli: «La maglia 10 è pesante, ci hanno fatto la riflessione Conte e i ragazzi. È una maglia da grandi giocatori. Alessandro è stato un grande giocatore, come Baggio, Platini, Sivori. Al momento giusto andrà sulle spalle di qualcuno, oggi a differenza di allora non c'è l'obbligo di schierarla in campo».


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