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LA ROMA HA PRESENTATO CLEMENT GRENIER

Voglia di imporsi, di crescere, di aiutare la squadra. Voglia di far bene alla Roma, per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi in questa prima parte del 2017. Clement Grenier ha parlato così ai media nella consueta conferenza di presentazione: “Ho il desiderio di dimostrare che il Lione si è sbagliato e che la Roma fa bene a puntare su di me”.

Che impressioni hai avuto di questa prima settimana alla Roma?
“È andata bene, ho avuto la fortuna di ricevere una splendida accoglienza da parte dei calciatori e dei dirigenti: ho fatto conoscenza coni miei compagni. Sono felice di essere qui a Roma e di aver ricevuto la fiducia del Club”.

Quanto gli infortuni in carriera hanno rallentato il tuo percorso di crescita?
“Ho avuto due infortuni seri, uno tre anni fa e l’altro due anni e mezzo fa che mi hanno privato la possibilità di giocare il Mondiale in Brasile del 2014, ma è una pagina che ormai appartiene al passato. Se è vero che da un verso hanno rallentato la mia crescita, dall’altro mi hanno aiutato a forgiare il carattere. Non ho più problemi, sta andando tutto per il meglio, spero di non avere più infortuni di questo tipo, ma credo che facciano parte della vita di un professionista. Queste cose mi hanno aiutato a lavorare ancora di più per diventare più forte”.

Perché hai perso la fiducia dell’allenatore in questo periodo?
“I motivi sono senz’altro legati agli infortuni che mi hanno condizionato in passato, smaltiti i problemi fisici sono rientrato e a centrocampo dove c’era tanta concorrenza. L’allenatore ha fatto le sue scelte e io non sono più rientrato nei suoi piani. Ho continuato ad allenarmi duramente, volevo riconquistarmi un’opportunità e, come detto, questa esperienza mi ha rafforzato caratterialmente. Non ho mai compreso fino in fondo perché io non sia rientrato più nei piani societari del Lione. Io in ogni caso ho continuato a impegnarmi per la prima occasione possibile, che mi si è presentata con la Roma. Mi dispiace che l’esperienza al Lione si sia chiusa male, giocando poco, ma resterà in ogni caso una pagina importante della mia carriera”.

Come è nata la trattativa per venire alla Roma?
“Ha giocato un ruolo importante la volontà di acquistarmi dimostrata della Roma. Poi forse anche il Lione voleva separarsi da me. Io volevo venire qui, ho la fortuna di arrivare in uno dei migliori Club di Europa e del mondo. Grazie alla volontà delle parti siamo riusciti a trovare rapidamente un accordo che mi ha permesso di arrivare in fretta”.

Come giudichi il campionato italiano e la Juventus?
“Ritengo che il campionato italiano sia competitivo, molto tattico, ma giocano un ruolo importante anche l’aspetto fisico e tecnico. La Juventus è la squadra che negli ultimi anni ha vinto diversi scudetti, ma io ritengo che la Roma non sia lontana per valori tecnici dai bianconeri e spero possa superarla. Questa è una squadra che merita di vincere titoli per regalarli ai tifosi. La Roma è una grande squadra, già dalle prime sedute di allenamento ho  capito che questa squadra ha tutto, è in possesso di un gran potenziale, del livello della Juventus: possiamo giocarcela con loro, ne sono convinto, perché abbiamo una delle migliori squadre del campionato”.

Hai parlato con Pjanic prima di venire alla Roma?
“Ho parlato con Pjanic e con Mapou che era mio compagno di squadra al Lione. Sapevo di arrivare in un grande club e loro non hanno fatto altro che confermarmelo. Entrambi mi hanno descritto l’esperienza a Roma come straordinaria, hanno speso parole di elogio per il gruppo, l’allenatore, la Città e mi hanno convinto a venire qui. Mapou mi ha anche raccontato il Derby, dell’importanza del match, ha avuto fortuna di segnare in una partita che per lui ha significato tanto”.

Spalletti sembra intenzionato a schierarti come play davanti alla difesa. Ti ci vedi? Chi batte meglio le punizioni? Te o Pjanic?
“Ho avuto già modo di parlare e discutere con i mister sulle mie qualità e caratteristiche e sul ruolo più adatto. Sono polivalente, ho giocato in tutti ruoli del centrocampo. Ho voglia di mettere a disposizione le mie qualità al servizio della squadra, che sia davanti difesa, in mezzo campo o dietro le punte. È una decisione che spetta al mister. Mi piace calciare le punizioni, ho avuto la fortuna di avere avuto un maestro come Juninho, ma anche qui alla Roma ci sono grandi tiratori, a partire da Totti”.

Non potrai giocare l’Europa League in questa stagione: per te la Roma è un punto di partenza o di arrivo?
“È vero, non potrò giocare l’Europa League, ma la Roma è ancora in piena corsa in tre competizioni. Spetterà a me dare il massimo in allenamento per ritagliarmi spazio, l’obiettivo è giocare quante più partite possibili, dimostrando ad allenatore e squadra che posso dare il mio contributo. Ci sono tante partite da giocare e spero che la Roma possa arrivare il più lontano possibile in tutte le competizioni e raggiungere gli obiettivi prefissati. La Roma è un gande club, mi darà l’opportunità di migliorare, ho 26 anni, questo è il momento perfetto per continuare a crescere. Voglio restare qui a lungo e di tornare in Nazionale francese: l’obiettivo passa per un grande club come la Roma, che mi darà questa possibilità. In termini di impegno dovrò dare il massimo sia in allenamento che in partita”.

In questi primi allenamenti quale compagno ti ha impressionato di più?
“Mi ha impressionato tutta la squadra, l’intensità con cui ci si allena. Questa è una squadra con grandissimi campioni, talenti di esperienza come De Rossi e Totti. È un onore giocare al loro fianco.

Qual è il suo giudizio su Francesco Totti?
“Totti ha una carriera ventennale, ha fatto la storia del calcio della Roma e anche della Nazionale italiana. Era un sogno per me giocare al suo fianco e ora l’ho realizzato. Ho voglia di imparare, ascoltando i loro consigli per poter crescere”.

(Foto AS Roma)

www.asroma.com



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