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DE ROSSI: "TENEVO PARTICOLARMENTE A QUESTO SCUDETTO"

“Queste due partite ce le ricorderemo a lungo”, ha dichiarato l’allenatore al termine del match conquistato ai rigori contro la Juve. “Perlomeno per quanto mi riguarda sono state due partite particolari. Ci tenevo particolarmente a questo Scudetto, anche se l’ultimo, quello vinto nel 2011, fu intenso”.

“Sono tutte partite tirate queste delle fasi finali, tutte squadre forti, come la Juventus. Questa sera i ragazzi, come con l’Inter in cui è successo di tutto, sono stati tranquilli, sereni e arrabbiati. Questa sera hanno sbagliato certe cose, ma si sono rialzati, va sottolineata la prova di carattere e di freddezza. Sono ragazzi di 18 anni, ci hanno regalato una gioia veramente grande”.

Un match finito 1-1 ai supplementari, poi i calci di rigore dove Crisanto ha respinto uno dei tiri bianconeri dando la possibilità a Marchizza di tirare il penalty decisivo, ma il centrale giallorosso, contrariamente al solito, ha calciato fuori.

“Non so da quanto tempo è che non sbaglia un calcio di rigore (ride, ndr). Finalmente abbiamo anche sfatato questo tabù che vede la Roma non vincere mai ai rigori. Anche se parecchi non sono d’accordo su questo aspetto, noi i rigori li proviamo sempre in settimana, almeno due tre volte. È vero che quello battuto in allenamento non avrà mai il pathos di quello di in una finale, però è anche vero che come al solito noi pensiamo che il gesto tecnico debba sempre essere allenato”.

Al secondo rigore a oltranza, Crisanto si è ripetuto, permettendo a Lorenzo Grossi di regalare il tricolore ai giallorossi.

L’ultimo è sempre più bello?

“Onestamente tenevo molto a questo titolo, perché il settore giovanile della Roma merita ogni tanto una vittoria. Sappiamo che è il settore giovanile per antonomasia in Italia, ma qualcosa va vinta, anche se non è il nostro primo obiettivo: noi dobbiamo formare i ragazzi ma ogni tanto bisogna anche vincere”.

Baldissoni ha avuto parole di elogio per il suo operato.

“Mi fa molto piacere. Tendo a tenere da parte i miei obiettivi personali, ma io sono orientato a mettermi a disposizione completa della società che ha un obiettivo: cioè tirare fuori qualche ragazzo. È un piacere e un dovere: ti dà un senso di appartenenza diverso di questa società”.

Ha una dedica dopo questa vittoria?

“Ne avrei tante, ma se devo fare un nome direi Nura. È stato un ragazzo molto sfortunato, l’ho sentito ieri e l’altro ieri. Non è niente di grave, ma quando la sfortuna si accanisce così con un ragazzo mi dispiace ancora di più. Si è messo a disposizione, in rampa di lancio, ma da novembre gli è successo di tutto. Quindi la dedichiamo a lui”.

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(Foto www.asroma.com)



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