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SETTI: "IL MIO VERONA SI DEVE SALVARE"

Le dichiarazioni del Presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate durante la trasmissione 'Lunedì nel Pallone' condotta dal giornalista Gianluca Tavellin.
 
"Il Verona è tutto di Setti, ci sono delle società fiduciarie ma sono tutte mie anche quelle. Nella vita contano i fatti, dirigo la mia azienda dall’89, lo stesso telefono dal ‘90, ho una passione, quella del calcio, non mi interessa apparire ma il fare. La mia amicizia con Volpi? Ormai è una leggenda metropolitana, un personaggio che prima non esisteva e ora per mille motivi compare nelle cronache. Non mi interessano le voci, se un domani Volpi vorrà venire a darmi una mano non lo rifiuterò, come ho chiesto una mano agli imprenditori veronesi, ma finora nessuno si è fatto avanti, ma questo non lo dico per criticare. Se i tifosi si preoccupano del risultato sportivo li capisco, ma altri discorsi no, siamo una società solida e questo è riconosciuto da tutti a livello nazionale. Su questa città e questi tifosi, che sono il valore aggiunto, stiamo facendo un percorso coerente dal primo giorno. Se qualcuno oggi ha da criticare la società allora c’è qualcosa che non va. Non mi stanno bene nemmeno le critiche al calciomercato, abbiamo speso dei soldi per prendere calciatori di ottima prospettiva e riconosciuti a livello nazionale. Io a Verona per fare Io venuto per fare business del calcio? Mi basterebbe non rimetterci soldi, il bilancio che andiamo a chiudere presenta un meno che andrà sanato, questo fa parte del gioco. Non ho guadagnato niente, siamo sotto, pronto a dimostrarlo a chiunque. Lo stadio? Il Comune è predisposto ad ascoltarci, la mia priorità rimane il centro tecnico, una struttura adatta per la prima squadra e per crescere i ragazzini, il futuro del Verona".
 
"Ci manca il risultato ma questo è l’anno più bello a livello societario, perché lavoriamo nel vero modo che ho sempre desiderato, che è di altissimo livello. Quest’anno abbiamo speso 7 milioni in meno e tutti i calciatori sono di proprietà tranne uno. Preferisco avere una società con logica aziendale di sostenimento, inoltre paghiamo regolarmente gli stipendi regolarmente ogni mese".
 
"La conferma di Mandorlini? Non è stata scelta economica, il mister è stato confermato esclusivamente perché ha dimostrato che ha in mano la squadra. Il mio rapporto con l’allenatore è cresciuto tantissimo col tempo, abbiamo cercato il confronto ogni volta che c’è stato problema, abbiamo deciso di continuare il nostro percorso insieme. Non pensiate e che lui sia contento di questa situazione, è il primo che sta male per la situazione del Verona. Se torneremo sul mercato a gennaio? Noi ci muoviamo sempre, deve essere ben chiaro che andiamo avanti perché sappiamo ciò che bisogna fare, se servirà intervenire allora lo faremo. Iturbe e Schelotto? Di sicuro non c’è nulla, stiamo cercando informazioni ma dobbiamo aspettare gennaio. Il ritorno di Juancito lo vedo difficile, ma dovesse partire da Roma sicuramente non disdegnerebbe una squadra e una piazza che già conosce".
 
"Il Verona è una società che deve fare del salvataggio il suo mestiere, il mister lo sa e deve dare qualche stimolo in più. Difendere meglio dopo l’1 a 0? Questo è uno degli aspetti da migliorare, Mandorlini sa dove deve intervenire, ci siamo parlati. Non sono arrabbiato, ho sensazioni positive di chi sa che deve lottare per salvarsi. Il Napoli? Loro stanno vivendo un grande momento, ma il calcio è bello perché non è scontato. Firmerei per chiudere l'andata con 15-16 punti e pensiamo al Napoli come ad una ripartenza dal punto di vista dell’atteggiamento, si può perdere ma se arrivano i segnali giusti…".

(Foto LaPresse)

www.hellasverona.it



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