Allegri contro Gasperini, due modelli a confronto
Da una parte Massimiliano Allegri, secondo soltanto a Giovanni Trapattoni per Scudetti conquistati e vittorie in Serie A. Dall'altra Gian Piero Gasperini, che con la partita del Maradona supererà Nils Liedholm, diventando il quarto allenatore più presente nella storia del nostro campionato con 645 panchine. Due mostri sacri del calcio italiano, accomunati da una carriera lunghissima ai massimi livelli ma divisi da filosofie di gioco profondamente diverse.
Il pragmatismo di Allegri, diventato celebre anche attraverso l'etichetta del cortomusismo, mette al centro l'equilibrio, la solidità difensiva e la capacità di adattarsi all'avversario. Dall'altra parte, il calcio aggressivo e offensivo di Gasperini, costruito su pressing, marcature a uomo e duelli individuali a tutto campo. Un modello che ha influenzato il calcio europeo, proponendo un'alternativa ai principi del gioco posizionale e mettendone in discussione alcune certezze.
Due interpretazioni quasi opposte, che negli anni hanno dato vita a una rivalità tattica tra le più interessanti della Serie A. Con un dato particolarmente significativo: negli scontri diretti, Allegri ha spesso trovato il modo di disinnescare il sistema del Gasp.
I precedenti: Allegri ha trovato l'antidoto
Quella del Maradona sarà la 32ª sfida tra Allegri e Gasperini, l'avversario che entrambi hanno affrontato più volte in carriera. Dei 31 precedenti, 25 si sono disputati in Serie A, a partire dagli incroci tra Cagliari e Genoa tra il 2008 e il 2010.
Il bilancio del campionato sorride nettamente al tecnico toscano: Allegri ha evitato la sconfitta in 20 confronti su 25. Tre dei cinque successi di Gasperini risalgono al periodo in cui Max allenava il Cagliari. Da quando è passato sulle panchine di Milan e Juventus, invece, Allegri ha perso appena due dei 21 scontri diretti. Il dato diventa ancora più eloquente restringendo il campo agli incontri recenti: una sola sconfitta negli ultimi 17 confronti e una serie aperta di sette partite senza perdere.
L'ultima vittoria del Gasp risale al novembre 2021, quando la sua Atalanta espugnò l'Allianz Stadium grazie a un gol di Duván Zapata. Da allora Allegri si è preso due rivincite in campionato: lo 0-2 della Juventus a Bergamo nel maggio 2023, firmato da Iling-Junior e Vlahović, e l'1-0 del Milan a San Siro nella scorsa stagione, deciso da Pavlović.
Non sono mancati, comunque, gli incontri equilibrati e ricchi di gol. Il risultato più frequente tra i due è il 2-2, registrato sei volte: quasi una partita su quattro.
Due finali, due trofei e la rivincita europea del Gasp
La rivalità ha vissuto anche due appuntamenti decisivi per l'assegnazione di un trofeo, entrambi vinti da Allegri.
Il primo risale al 2011, quando il Milan di Max superò l'Inter di Gasperini nella Supercoppa Italiana disputata a Pechino. Il successo rossonero contribuì a complicare fin dall'inizio l'avventura del tecnico piemontese sulla panchina nerazzurra, destinata a interrompersi dopo poche settimane.
Il secondo incrocio arrivò il 15 maggio 2024, nella finale di Coppa Italia all'Olimpico. Alla Juventus bastò un gol di Dušan Vlahović per battere l'Atalanta e conquistare il trofeo nell'ultima partita di Allegri sulla panchina bianconera.
Per Gasperini sembrava l'ennesima occasione sfumata per mettere in bacheca un titolo. Ma appena una settimana dopo, a Dublino, il Gasp avrebbe cambiato per sempre la propria storia e quella dell'Atalanta: il 3-0 al Bayer Leverkusen nella finale di Europa League gli consegnò il primo trofeo internazionale della carriera, coronando un percorso che aveva portato la Dea ai vertici del calcio europeo. Una soddisfazione continentale che, al contrario, è sempre sfuggita ad Allegri.
Pressing e aggressività: la Roma segue il Gasp
Le filosofie dei due tecnici trovano una conferma piuttosto netta nei numeri di questo inizio di stagione. La Roma di Gasperini sta già esaltando i tratti distintivi del suo allenatore: pressione alta, recupero aggressivo del pallone e ricerca immediata della porta avversaria.
Il confronto con il Napoli di Allegri è eloquente. La Roma è terza in Serie A per PPDA (8,88), indicatore dell'intensità della pressione, mentre il Napoli occupa l'undicesima posizione con 13,12. Ancora più marcata la differenza nella riconquista del pallone: i giallorossi guidano il campionato sia per possessi vinti nell'ultimo terzo (5,1 a partita contro i 3,4 del Napoli, nono) sia per high turnovers, con 70 recuperi alti contro i 30 degli azzurri, ultimi in questa graduatoria. Una superiorità che si traduce anche in occasioni offensive: la Roma ha prodotto 19 tiri in seguito ad azioni di pressing, più di chiunque altro, mentre il Napoli è quindicesimo con appena sei.
Gasperini ha trasferito rapidamente alla Roma i principi che avevano reso riconoscibile la sua Atalanta. Allegri, invece, resta fedele a un'impostazione più prudente, meno orientata alla riconquista immediata del pallone e maggiormente attenta alla gestione degli spazi. Al Maradona, la capacità del Napoli di superare la prima pressione giallorossa potrebbe diventare una delle chiavi della partita.
Roma lanciata, Napoli a caccia della svolta
La classifica, per il momento, premia Gasperini. Con 17 punti, la Roma ha firmato il proprio miglior avvio di campionato dal 2014/15, portandosi a sole due lunghezze dalla vetta. Il Napoli di Allegri, invece, occupa la nona posizione e deve già recuperare sette punti ai giallorossi.
La Roma ha inoltre mantenuto la porta inviolata in tutte e tre le trasferte di campionato e non ha ancora subito gol nel primo tempo. Una solidità che potrebbe complicare i piani del Napoli, ancora a secco di reti nei primi quindici minuti e finora più produttivo con il trascorrere delle partite.
Allegri ha dalla sua il peso dei precedenti, Gasperini la forza dei risultati recenti. Al Maradona, il Gasp cerca una vittoria che manca dal 2021; Max, l'ennesima conferma di saper trovare le contromisure giuste per disinnescare il gioco del rivale.