Atlante della Serie A: le nazionalità comparse una sola volta nel nostro campionato
La Serie A è sempre stata una calamita per i talenti internazionali, ma non tutti i Paesi del mondo hanno avuto una lunga e affollata rappresentanza nel nostro campionato. Anzi, alcune nazionalità sono comparse una sola volta nella storia, lasciando un’impronta fugace, o magari invece indelebile.
L’ultimo nome ad aggiungersi a questo album di rarità è Andrias Edmundsson, difensore dell’Hellas Verona e primo calciatore proveniente dalle Isole Far Oer a giocare in Serie A. Un primato storico, per un giocatore arrivato nella stessa finestra di mercato in cui Oumar Ngom, appena firmato dal Lecce, ha solo sfiorato l’ingresso nel club degli “unici”, diventando invece il secondo mauritano del torneo dopo Souleymane Doukara (Catania). Edmundsson, prelevato dal Wisla Plock e già 21 presenze con la nazionale faroese, entra così in una galleria di storie che raccontano il lato più curioso e globale del nostro campionato.
EUROPA: Mkhitaryan e gli altri, quando l’eccezione diventa leggenda
Con l’ingresso delle Isole Far Oer, la Serie A Enilive ha ormai visto in campo quasi tutte le federazioni UEFA. Restano escluse soltanto Azerbaigian, Andorra, Gibilterra, Malta e Irlanda del Nord, mentre anche micro-Stati come San Marino (Bonini e Mancina) e Liechtenstein (Frick e Büchel) hanno avuto ben due rappresentanti.
Tra le presenze uniche spicca Issa Bah, lussemburghese di origini guineane: otto minuti in Serie A con il Venezia, nella sconfitta casalinga contro l’Atalanta dell’aprile 2022, sufficienti per entrare negli archivi.
Più recente è la parentesi di Raimonds Krollis, attaccante lettone classe 2001 ancora oggi in attività: per lui quattro presenze con lo Spezia nel 2023.
Il nome più illustre tra gli europei, però, è quello di Henrikh Mkhitaryan, unico armeno nella storia della Serie A ma anche uno dei protagonisti più longevi. Dal 2019 a oggi ha collezionato 203 presenze, prima con la Roma e poi con l’Inter. In giallorosso ha vinto la Conference League e stabilito il record di 13 gol in un singolo campionato di una top-5 europea (2020/21), mentre in nerazzurro ha conquistato lo Scudetto 2023/24, primo titolo nazionale della sua carriera nei maggiori tornei continentali. Miglior marcatore di sempre dell’Armenia con 32 reti, il suo essere “unico” lo ha reso ancora più speciale.
Il Kazakistan entra nella lista grazie ad Alexander Merkel, giocatore di origini tedesche e prodotto del vivaio del Milan. Esordisce in rossonero nella stagione dello Scudetto di Allegri, ma quella che sembrava una promessa destinata a sbocciare si trasforma in un percorso frammentato tra Milan, Genoa e Udinese, prima dell’addio all’Italia.
Meteore, eroi e simboli: l’Africa delle bandiere solitarie
l continente africano è quello che più di ogni altro racconta l’evoluzione del rapporto tra la Serie A e il calcio globale, passando da icone immortali a comparse tanto brevi quanto memorabili. Il primo nome da incidere nei libri di storia è quello di François Jean Zahoui, ivoriano e primo calciatore africano di sempre a esordire in Serie A, con la maglia dell’Ascoli di Carlo Mazzone nei primi anni Ottanta. Un’apparizione che apre simbolicamente una porta destinata a non richiudersi più.
La vera svolta, però, arriva negli anni Novanta dalla Liberia, grazie a George Weah. Dal 1995 al gennaio 2000 il futuro Pallone d’Oro illumina il Milan con 114 presenze, 46 gol e due Scudetti, quello firmato Capello nel 1995-96 e quello del Centenario con Zaccheroni nel 1998-99. Weah resta tuttora un unicum: l’unico calciatore africano ad aver vinto sia il Pallone d’Oro che il FIFA World Player. Curiosamente, rimane anche l’unico liberiano ad aver giocato in Serie A, visto che il figlio Timothy Weah, nonostante le due stagioni alla Juventus, rappresenta gli Stati Uniti.
Tra le altre nazionalità “solitarie” spicca il Burkina Faso di Bryan Dabo, presente nel nostro campionato dal 2018 al 2023 con Fiorentina, SPAL e Benevento: 74 presenze complessive e tre gol per il centrocampista.
Il Kenya ha invece trovato il suo unico rappresentante in McDonald Mariga, volto familiare tra Parma e Inter: 49 presenze e un gol con i ducali in A, 21 apparizioni in nerazzurro e un ruolo da comprimario nel Triplete del 2010.
Breve anche la parentesi del Madagascar, rappresentato da Andy Pelmard, difensore classe 2000 passato dal Lecce due stagioni fa, con tre presenze in giallorosso prima di proseguire la carriera all’estero. La Repubblica Centrafricana compare invece grazie a Geoffrey Kondogbia, centrocampista francese naturalizzato, che con l’Inter totalizza 50 presenze e due gol in due stagioni.
C’è poi il caso particolare di Elio Capradossi, nato in Uganda da padre romano e madre congolese: cresciuto calcisticamente in Italia, ha scelto di rappresentare la nazionalità di nascita, e ha collezionato tre presenze in Serie A tra Roma e Spezia. Lo Zimbabwe è oggi rappresentato da Jordan Zemura, attualmente in attività con l’Udinese: 61 presenze e due gol complessivi, con 11 apparizioni nella stagione in corso.
Tra il 2015 e il 2017 anche il Togo ha avuto il suo unico portabandiera: Serge Gakpé, ala francese naturalizzata, che ha vestito le maglie di Genoa, Atalanta e Chievo, chiudendo l’esperienza italiana con 34 presenze e quattro reti.
L’epopea dei portabandiera africani solitari in Serie A tocca il suo picco narrativo con Henok Goitom. Nato a Solna, in Svezia, di origini eritree, l’attaccante diventa protagonista di una delle storie più incredibili del campionato: una sola presenza in Serie A con l’Udinese nella stagione 2004-05, con ingresso in campo a otto minuti dal termine e gol dell’1-1 contro l’Inter di Toldo segnato di testa, in pieno recupero. Una rete, una presenza, una nazione intera rappresentata. Goitom non giocherà mai più in Serie A, proseguendo la carriera tra Spagna e Svezia, ma resterà per sempre l’unico eritreo ad aver giocato e allo stesso tempo segnato nel nostro campionato.
Curiosamente, la Somalia non rientra in questa lista, avendo avuto due rappresentanti, Ayub Daud e Abel Gigli, con una presenza a testa.
Dall’Arabia Saudita alla Corea del Nord: quando la Serie A diventa un evento storico
Il viaggio asiatico in Serie A parte da un dato che colpisce: né Cina né India hanno mai avuto un calciatore nel massimo campionato italiano. Un’assenza che rende ancora più singolari le storie di chi, invece, è riuscito a varcare questo confine.
Il Qatar trova il suo unico rappresentante in Guilherme, brasiliano naturalizzato qatariota, che all’Udinese colleziona 39 presenze in due stagioni, diventando una presenza riconoscibile del centrocampo friulano.
Fresco il caso di Saud Abdulhamid, primo calciatore dell**’Arabia Saudita** a giocare in Serie A. Nella scorsa stagione scende in campo quattro volte con la Roma, servendo anche un assist a Nicolò Pisillì nel successo contro il Torino, prima di trasferirsi al Lens in Ligue 1.
Una storia che va oltre il campo è quella di Han Kwang-song, primo calciatore della Corea del Nord a sfondare fuori dal proprio Paese. Con il Cagliari colleziona 12 presenze in Serie A, dopo una parentesi molto positiva in Serie B col Perugia. Il suo gol in campionato al Torino nell’aprile 2017 resta negli annali come un evento sportivo e simbolico di portata storica.
Diversa, e più numerosa, la presenza della Corea del Sud: tre i rappresentanti. Il primo è Jung-hwan Ahn, protagonista con il Perugia con 30 presenze e cinque gol, prima di diventare una figura controversa eliminando l’Italia ai Mondiali del 2002, episodio che di fatto segna la fine della sua avventura umbra. Seguono Lee Seung-woo, scuola Barcellona, con 14 presenze e un gol al Verona, e Kim Min-Jae, pilastro della difesa del Napoli di Spalletti campione d’Italia.
Isole, goleador e bandiere solitarie dal Centro-Sud America
Anche il Centro-Sud America regala alla Serie A una collezione di storie curiose, spesso legate a territori poco rappresentati. Dalle isole caraibiche francesi arriva Emmanuel Rivière, unico giocatore della Martinica ad aver giocato in Serie A, con un gol in una stagione al Crotone. Da Saint Martin proviene invece Wilfried Dalmat, sette presenze con il Lecce nel 2004.
Il Panama trova il suo simbolo in Julio Dely Valdés, autentico goleador del Cagliari tra il 1993 e il 1995. Il suo biglietto da visita è una doppietta di testa all’esordio; il bottino finale parla di 21 gol in 64 partite di campionato, numeri che lo rendono una delle bandiere straniere più efficaci di questo elenco.
La Bolivia compare grazie a Jaume Cuéllar, che dopo il percorso nella Primavera della SPAL raccoglie due presenze in Serie A con i ferraresi. El Salvador, invece, è rappresentato da Joshua Pérez, una sola apparizione con la Fiorentina nel 2016 prima di una stagione in Serie C con il Livorno.
Dall’altra parte del mondo: l’Oceania in Serie A
L’Oceania è naturalmente dominata dagli australiani, 12 esponenti guidati dal recordman di presenze “Aussie” in Serie A: Mark Bresciano (247). L’unico altro rappresentante dell’Oceania è Liberato Cacace dalla Nuova Zelanda: 86 presenze e 2 gol tutte con l’Empoli in Serie A, prima del trasferimento al Wrexham in Championship.
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