Caccia al Gol – I Cannonieri del Torneo
Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata.
A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz.
Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda
Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26.
I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08.
Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista.
È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol.
Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma
Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13.
Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile.
L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini.
Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A.
Douvikas e il Como delle meraviglie
Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas.
Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato.
Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio.
Thuram, l’uomo della volata Scudetto
Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato.
Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri.
Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati.
Højlund, il centravanti totale del Napoli
Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese.
Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra.
Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo.
Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia
Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica.
Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21).
Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05.
L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere.
Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta.
Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A.
Azzurri a quota 10
Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa.
Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo.
Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove).
Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù.
Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano
Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato.
Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73.
Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz.
Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui
Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari.
La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69).
Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano.
Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione.
In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.