Chi ben comincia fa tre punti
In una Serie A che ci ha abituato a grandi rimonte, in un campionato in cui si gioca sempre di più e i minuti finali offrono nuove opportunità per ribaltare i risultati, la sesta giornata ha seguito un copione diverso. Al ritorno dalla sosta per le Nazionali, diverse squadre hanno scelto di non aspettare: partire forte, colpire subito e costruire nei primi minuti le basi per conquistare i tre punti.
Il Genoa ha inaugurato la tendenza, subito imitato dall'Inter. Napoli, Lazio e Atalanta hanno seguito la stessa strada, mentre Bologna e Torino hanno trovato la rete del vantaggio prima dell'intervallo, per poi conquistare i rispettivi successi. Un copione che ha lasciato fuori Roma e Milan: i giallorossi non hanno sfruttato l'occasione per sbloccare subito la sfida con il Como, mentre i rossoneri hanno trovato il gol soltanto nella ripresa, senza riuscire a conservarne il vantaggio. Chi ha colpito per primo, questa volta, ha avuto quasi sempre l'ultima parola.
Genoa e Inter, uno-due da tre punti
A inaugurare il trend del weekend è stato il Genoa, che ha impiegato appena quindici minuti per portarsi sul 2-0 contro la Fiorentina. Un avvio che al Ferraris mancava dal 20 settembre 2020, quando Mattia Destro e Goran Pandev avevano segnato al 6' e al 9' contro il Crotone. Questa volta a colpire sono stati Milutin Osmajić e Junior Messias, con il primo autore anche dell'assist per il compagno.
Un'altra conferma dell'impatto di Osmajić, già a quota tre reti nelle prime cinque presenze in Serie A con il Genoa: un avvio che in rossoblù mancava dai tempi di Antonio Sanabria, nella stagione 2018/19. Il doppio vantaggio ha poi consentito alla squadra di De Rossi di resistere al ritorno della Fiorentina e conquistare il successo per 2-1.
L'Inter ha raccolto immediatamente il testimone. Contro il Parma, Sučić al 13' e Çalhanoğlu al 18' hanno firmato un uno-due fulminante, prima del tris di Thuram al 31'. I nerazzurri non segnavano due reti nei primi venti minuti di una partita di Serie A dal 30 agosto 2024, quando contro l'Atalanta erano arrivati l'autorete di Djimsiti al 3' e il gol di Barella al 10'. Stavolta, in poco più di mezz'ora, la squadra di Chivu aveva già fissato il risultato sul definitivo 3-0.
Napoli e Lazio, vietato aspettare
Il Napoli di Massimiliano Allegri ha impiegato qualche minuto in più per trovare il gol contro il Frosinone, ma ha preparato il terreno fin dalle prime battute. Il doppio vantaggio, firmato da De Bruyne e Lang tra il 29' e il 32', è stato il coronamento di un primo tempo trascorso all’attacco.
A raccontare la spinta azzurra sono soprattutto i numeri: 27 tocchi nell'area del Frosinone, 13 conclusioni e tre grandi occasioni create. Primati stagionali per il Napoli, che mai nelle precedenti giornate aveva prodotto tanto nei primi 45 minuti. Una superiorità concretizzata prima del riposo e completata nella ripresa con il gol del definitivo 3-0.
La Lazio ha impiegato appena tre minuti per sbloccare la sfida con il Monza, firmando il gol più rapido della giornata. Tocco di Noslin e sassata dalla distanza di Nuno Tavares, al primo gol in biancoceleste dopo 64 presenze tra tutte le competizioni.
Il vantaggio non ha frenato la spinta dei padroni di casa, che al 23' hanno trovato anche il raddoppio: ancora Noslin nelle vesti di assistman, questa volta per il sinistro a giro di Isaksen. Due gol costruiti dallo stesso rifinitore e un margine che, nonostante la reazione del Monza, ha permesso ai biancocelesti di imporsi 3-1.
Atalanta, sei minuti per mettere la freccia
A completare il quadro delle partenze sprint è stata l'Atalanta, protagonista nel posticipo del lunedì di un avvio ancora più travolgente. Contro il Venezia, ai bergamaschi sono bastati sei minuti per costruire il doppio vantaggio con le reti di Kessie e Krstovic.
Uno scatto che mancava dal 4 aprile 2019, quando Josip Iličić aveva firmato una doppietta nei primi sei minuti contro il Bologna. I nerazzurri hanno poi trovato anche la terza rete prima dell'intervallo, ancora con il montenegrino, tornando a segnare almeno tre gol nel primo tempo di una gara di Serie A per la prima volta nell’ultimo anno.
Il Venezia ha reagito nella ripresa, creando diverse occasioni e mettendo in difficoltà i padroni di casa. Troppo tardi, però, per cancellare un avvio che aveva già compromesso la partita: il 3-1 finale ha premiato ancora una volta chi aveva saputo colpire subito.
Bologna e Torino, la prima mossa è quella giusta
La stessa tendenza ha accompagnato anche Bologna e Torino, pur senza le accelerazioni travolgenti delle altre protagoniste del turno. Entrambe hanno trovato la via del gol del vantaggio nel primo tempo, gettando così le basi per il successo.
Il Bologna di Raffaele Palladino ha stappato il match con la spettacolare rovesciata di Riccardo Orsolini al 17', primo gol stagionale dell'esterno. Il Lecce ha risposto nella ripresa con Amar Fatah, alla prima rete in Serie A, ma i rossoblù sono tornati avanti grazie a Jay Enem, anche lui al primo centro nel massimo campionato.
Il 2-1 ha regalato al Bologna la prima vittoria stagionale, interrompendo un digiuno che durava dal 17 maggio, quando i rossoblù avevano battuto 1-0 proprio l'Atalanta allenata allora da Palladino. In questo caso il vantaggio iniziale non è bastato, ma il Bologna ha saputo ritrovare nella ripresa lo slancio necessario per conquistare i tre punti.
Anche il Torino di Ignazio Abate ha sbloccato la sfida contro l'Udinese prima dell'intervallo, grazie a Daniel Bragança. Una rete che ha scritto una piccola pagina di storia granata: il centrocampista, al primo gol in Serie A, è diventato il primo calciatore portoghese a segnare con il Torino nel massimo campionato. Un vantaggio che ha aperto la strada alla prima vittoria casalinga della gestione Abate.
Le eccezioni: occasioni mancate e vantaggi sfumati
La partenza, invece, non ha sorriso alla Roma. Nel big match contro il Como, Dybala ha avuto subito l'occasione per sbloccare il risultato, senza riuscire a concretizzarla. Al Sinigaglia l'equilibrio non si è più spezzato e i giallorossi hanno dovuto accontentarsi dello 0-0.
Il Milan ha dovuto aspettare il 63' per passare avanti contro il Sassuolo, grazie a Rabiot. Un vantaggio durato appena cinque minuti, prima che Odenthal riportasse il risultato in parità. Anche per i rossoneri, dunque, un solo punto.
L'eccezione alla regola è stata il Cagliari, che il vantaggio lo aveva trovato con il solito Maldini. I rossoblù hanno resistito a lungo all'assalto della Juventus, sostenuti dalle parate di un grande Caprile, ma all'81' Kolo Muani ha trovato il gol del pareggio, facendo sfumare una vittoria che sembrava ormai vicina.
In un campionato nel quale i finali possono ancora cambiare tutto, la sesta giornata ha premiato soprattutto chi ha saputo colpire prima dell'intervallo. Questa volta, molte partite si sono decise quando al novantesimo mancava ancora parecchio.