D’Aversa al timone, il Torino cambia pelle
Cambio di rotta. Dopo 26 giornate di campionato il Torino ha deciso di chiudere il rapporto con Marco Baroni, affidando la guida tecnica a Roberto D’Aversa. Un profilo esperto attorno al quale la società spera di poter registrare una risalita immediata. I granata si trovano ora a soli 3 punti sopra la terzultima posizione e, considerando i recenti risultati, il rischio di proseguire la flessione va di pari passo con la paura di infilarsi definitivamente tra le corde di una bagarre salvezza delicata e piena di insidie. La scelta ricaduta sul tecnico abruzzese è sinonimo di praticità e sostanza: D’Aversa nei suoi trascorsi in Serie A ha spesso vissuto scenari caratterizzati da finali concitati, giocandosi fino all’ultima traccia le proprie chance salvezza. Domenica tra le mura amiche arriva la Lazio, avversario ostico e sulla carta più attrezzato, ma allo stesso tempo un banco di prova adeguato a testare le risposte di gruppo dopo i primi giorni di lavoro del nuovo allenatore. Da qui alla linea del traguardo sul calendario le gare segnate sono ancora 12, il Torino ha tutte le carte in regola per far riemergere il valore complessivo della propria rosa; D’Aversa porta una ventata di freschezza e con la nuova veste granata punta a trovare la propria dimensione.
A Lanciano i primi buoni risultati, con il Parma è feeling immediato
Ripercorrendo le tappe della carriera da allenatore di Roberto D’Aversa, è necessario riavvolgere il nastro fino al 2014, anno della prima esperienza con la Virtus Lanciano. Alla sua stagione d’esordio in panchina ottiene subito una salvezza tranquilla in Serie B, attestandosi sul 14° gradino al termine del campionato. Chiude il rapporto a metà della seconda annata in rossonero verso gennaio 2016, con la squadra al penultimo posto.
Pochi mesi più tardi la chiamata del Parma, con cui instaura un sodalizio destinato a durare. Il club crociato è in netta ascesa dopo il fallimento del 2015: agganciata la Serie C la nuova dirigenza punta ad affidare la guida tecnica ad un profilo in rampa di lancio e carico di ambizioni. D’Aversa impatta frontalmente l’avventura emiliana: arriva in fondo al percorso playoff, il 17 giugno 2017 batte 2-0 in finale l’Alessandria e conquista il pass per il ritorno in cadetteria. Il capitolo 2017-18 richiama le vibrazioni della precedente cavalcata e porta al doppio salto di categoria; il Parma sorprende la concorrenza e sale nella massima serie vincendo il campionato sospinto dai desideri d’affermazione del proprio tecnico. Le porte della Serie A si spalancano, il Parma di D’Aversa prosegue nel suo percorso di maturazione con margini di miglioramento; due salvezze in serie con discreta tranquillità, caratterizzate da un 14° e un 11° posto, mettono fine alla prima lunga parentesi ducale; il coach abruzzese lascia il Parma nell’estate del 2020. La lontananza tra le due parti non dura e D’Aversa viene richiamato al timone per sostituire Fabio Liverani a gennaio 2021, ma l’inevitabile retrocessione si materializza comunque al termine della stagione.
Samp, Lecce, Empoli: sportellate per la corsa salvezza
Chiuso per la seconda volta il rapporto con i gialloblù, è la Sampdoria a scommettere sul tecnico nato a Stoccarda. D’Aversa eredita una squadra giunta a metà classifica nel campionato appena terminato; le mire societarie, per l’annata successiva, si orientano verso la conferma del posto in graduatoria, ma la strada si rivela più dura del previsto. Il girone d’andata è in chiaroscuro: la Samp scivola in zona retrocessione, salvo poi riprendere la marcia e uscire dalle sabbie mobili anche grazie alla vittoria nel derby con il Genoa; i blucerchiati riemergono, ma una serie di ko portano all’esonero di D’Aversa con la squadra comunque al 14° posto, fuori dalla zona retrocessione.
Il passaggio successivo si chiama Lecce. Il campionato 2023-24 parte fortissimo per i salentini, anche grazie all’assetto convincente disegnato da D’Aversa. Il gruzzoletto di punti racimolato nel girone d’andata, però, non basta ancora per l’obiettivo finale: nei primi mesi del 2024 la squadra si inceppa e un filotto di sconfitte consecutive portano alla separazione tra l’allenatore e i giallorossi. Come già stato con la Samp, anche a Lecce D’Aversa lascia il club in posizione di salvezza (15° posto, sopra di una lunghezza alla linea rossa).
Roberto D’Aversa rimane in Serie A anche per il 2024-25, direzione Empoli. I mesi iniziali ricalcano l’esperienza pugliese: dopo 5 giornate i toscani non hanno ancora perso (2 vittorie e 3 pareggi), raggiungono la 5ª posizione in classifica, strappando consensi trasversali. Il sentiero si fa gradualmente più tortuoso e l’Empoli viene trascinato in una lotta salvezza spietata. Contestualmente, in Coppa Italia Frecciarossa si aprono orizzonti virtuosi con la squadra capace di eliminare in sequenza Catanzaro, Torino, Fiorentina e la Juventus ai quarti all’Allianz Stadium ai calci di rigore, per poi perdere nella doppia semifinale contro il Bologna. Storia di una provinciale ad un passo dal sogno, purtroppo scolorita dalla retrocessione in Serie B all’ultima giornata. D’Aversa lotta, registra due successi preziosissimi nei turni 36 e 37 del campionato rispettivamente con Monza e Verona, ma alla 38ª il Verona passa allo stadio Castellani 1-2 e condanna gli azzurri.
Raccogliere le fila della carriera di Roberto D’Aversa è un esercizio da compiere con cura. Si parla di un profilo sempre pronto a misurarsi su terreni di battaglia impervi, coraggioso nelle scelte, esperto nei finali concitati. Il suo passato è un vortice di emozioni e storie intense; il Torino ha scelto lui per riaccendere gli umori della piazza.