Da Crespo a Di Natale, Parma-Udinese è una questione di gol
Ci sono nomi che, anche a distanza di anni, bastano a evocare un'epoca del calcio italiano. Hernán Crespo e Antonio Di Natale sono certamente tra questi. Due attaccanti diversi per caratteristiche, percorsi e modo di interpretare il ruolo, ma accomunati da una qualità che li ha resi indimenticabili: la capacità di trasformare un pallone in un gol, spesso con una naturalezza disarmante. E nella storia di Parma-Udinese, la sfida in programma mercoledì 28 ottobre al Tardini, le loro firme occupano un posto speciale.
Hernán Crespo, il simbolo del grande Parma
Per Crespo, Parma è stata la città della consacrazione. Arrivato in Emilia nell'estate del 1996, dopo essersi messo in luce con il River Plate, l'argentino è diventato uno dei simboli di una squadra capace di competere ai massimi livelli in Italia e in Europa. Erano gli anni di un Parma ricco di talento e ambizioni, nel quale Crespo rappresentava il terminale offensivo ideale: rapidità nei movimenti, straordinario senso della posizione e un repertorio che gli permetteva di segnare praticamente in ogni modo.
Con la maglia gialloblù ha conquistato una Coppa Italia, una Coppa UEFA e una Supercoppa Italiana, tutte nel 1999, contribuendo a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia del club. In un attacco che poteva contare su giocatori di grandissimo livello, Crespo era spesso l'uomo capace di trasformare la qualità della manovra in qualcosa di concreto. E anche contro l'Udinese ha saputo lasciare il segno, come nella sfida del novembre 1998, quando una sua tripletta accompagnò il Parma alla vittoria per 4-1.
Antonio Di Natale, la leggenda dell'Udinese
Se Crespo ha rappresentato uno dei volti del Parma delle grandi conquiste, Antonio Di Natale è stato molto più di un attaccante per l'Udinese. Arrivato in Friuli nel 2004, dopo l'esperienza all'Empoli, è diventato progressivamente il simbolo della squadra bianconera, fino a legare indissolubilmente il proprio nome alla storia del club.
Totò aveva un modo tutto suo di interpretare il calcio. Non era un centravanti tradizionale, non aveva bisogno di imporsi fisicamente sui difensori. Gli bastavano pochi metri, un movimento improvviso, un controllo orientato nella direzione giusta. Poi arrivava il tiro, spesso preciso, qualche volta imprevedibile, quasi sempre difficile da leggere per i portieri avversari. Con il passare delle stagioni ha affinato ulteriormente il proprio istinto realizzativo, diventando uno degli attaccanti più prolifici del campionato e conquistando per due volte consecutive il titolo di capocannoniere della Serie A, nel 2009/10 e nel 2010/11.
Il Parma è stato uno degli avversari contro i quali Di Natale ha trovato più volte la via della rete, contribuendo ad arricchire una storia fatta di gol, giocate e sfide tra due squadre che, in diverse epoche, hanno saputo ritagliarsi un ruolo importante nel calcio italiano.
Grandi attaccanti e storie differenti
Due percorsi differenti, dunque, ma anche due modi di rappresentare il rapporto tra un grande attaccante e la propria squadra. Crespo è stato uno dei protagonisti di un Parma capace di conquistare trofei e affermarsi sulla scena internazionale, prima di proseguire una carriera ai vertici del calcio europeo. Di Natale ha invece scelto di costruire quasi tutta la propria leggenda a Udine, diventando il punto di riferimento di generazioni di tifosi bianconeri.
E attorno a loro, nella storia di Parma-Udinese, sono passati tanti altri attaccanti capaci di lasciare il segno. Marco Di Vaio, Oliver Bierhoff e Adriano sono soltanto alcuni dei nomi che hanno impreziosito questo confronto: interpreti diversi del gol, ciascuno con il proprio stile e la propria personalità, protagonisti di un'epoca nella quale Parma e Udinese potevano contare su alcuni dei migliori talenti offensivi del campionato.
Una nuova pagina al Tardini
Mercoledì 28 ottobre, al Tardini, toccherà a nuovi protagonisti provare a lasciare il proprio nome nella storia di Parma-Udinese. Una storia che custodisce il ricordo di grandi campioni e di un calcio capace di regalare emozioni attraverso le giocate dei suoi attaccanti.
Perché cambiano le generazioni, le maglie e i protagonisti, ma il fascino di un gol decisivo rimane sempre lo stesso.