Dimarco, professione assistman
Federico Dimarco sta ridefinendo il concetto stesso di esterno nel calcio moderno. La sua stagione in Serie A Enilive è un manifesto: numeri da trequartista, continuità da regista offensivo e una capacità di incidere che lo proietta tra i migliori assist-man d’Europa. Il numero 32 nerazzurro sta riscrivendo le regole del suo ruolo: ogni pallone che parte dal suo sinistro sembra avere un destino già tracciato, una traiettoria disegnata per trasformarsi in gol. In un’Inter che macina occasioni e risultati, il suo piede è diventato una fonte inesauribile di vantaggi.
Record e numeri: una stagione senza precedenti
Contro il Torino, Dimarco ha offerto l’ennesima dimostrazione del suo repertorio: prima un cross calibrato alla perfezione per Thuram, poi un corner telecomandato sulla testa di Bisseck. Due assist “al bacio”, che portano il totale stagionale a 18 assist in campionato. Un numero che lo proietta tra i top assoluti in Europa, al pari di Bruno Fernandes e Michael Olise, e che diventa ancora più straordinario se inserito nel contesto della Serie A.
Dimarco ha infatti superato il record di 16 assist stabilito da due maestri dell’arte della rifinitura, come Papu Gomez (nel 2019/20) e Ronaldinho (nel 2009/10). Il suo impatto non si ferma qui: 6 gol e 18 assist lo portano a 24 partecipazioni totali, un dato che rappresenta un nuovo riferimento storico per un difensore nel campionato a 20 squadre, superando anche il record di Massimo Oddo (20 nel 2005/06, con 7 gol e 13 assist).
La gara col Toro non è stata un episodio isolato: è la terza partita stagionale con almeno due assist, dopo i successi larghi contro Como (4-0) e Pisa (6-2). Il picco resta però la notte perfetta contro il Sassuolo, quando Dimarco ha distribuito tre assist in una sola gara, guidando il 5-0 nerazzurro.
Il linguaggio del mancino: tutte le strade portano al gol
Dietro ai numeri c’è un’identità tecnica precisa. Le modalità con cui Dimarco riesce a recapitare i propri inviti ai compagni cambiano continuamente, rendendolo imprevedibile, ma tutto nasce da una costante: il sinistro fatato, un marchio di fabbrica capace di generare pericoli in ogni situazione.
Dei suoi 18 assist, 10 arrivano in movimento (7 cross e 3 passaggi filtranti), mentre gli altri 8 nascono da calcio d’angolo.
In un contesto virtuoso sulle palle alte, come quello dell’Inter primatista nei gol da corner (17 in stagione), il suo contributo è stato decisivo anche sulle palle inattive. Una gamma completa di soluzioni, che rende Dimarco imprevedibile e completo nella rifinitura. Non è un caso che sia primo in Serie A anche per passaggi chiave (80), con ampio margine su Yildiz (64) e Barella (61).
La sua continuità è altrettanto impressionante: almeno un assist in 13 partite su 32, con una media di 0.56 assist a gara, ovvero uno ogni 140 minuti effettivi. Numeri da vera élite europea.
Le connessioni: Thuram, il partner perfetto
La varietà di soluzioni si riflette anche nella capacità di distribuire assist a un’ampia platea di destinatari: Dimarco ha mandato in rete sette compagni diversi, dagli attaccanti ai migliori specialisti nel gioco aereo.
| Thuram | 6 |
| Bonny | 3 |
| Lautaro Martinez | 2 |
| Pio Esposito | 2 |
| Akanji | 2 |
| Bisseck | 2 |
| Carlos Augusto | 1 |
Tra tutti i compagni, è Marcus Thuram il principale beneficiario del talento di Dimarco: sei gol segnati su suo assist, la metà esatta del bottino stagionale dell’attaccante francese.
L’intesa è diventata anche immagine iconica. Dopo il gol contro il Torino, Thuram ha “celebrato” il compagno lucidandogli simbolicamente la scarpa sinistra, per rendere omaggio a quel mancino che è solito recapitare nella sua direzione, con puntualità quasi scientifica, dei “cioccolatini” da scartare.
Dalla crescita alla consacrazione
La stagione 2025/26 è il punto più alto di un percorso in costante ascesa. Dal primo assist in Serie A con l’Empoli nel 2016, passando per gli 8 passaggi vincenti in due stagioni all’Hellas Verona, fino all’esplosione definitiva con l’Inter: 4, 5, 6, 9 assist nelle ultime stagioni, prima della consacrazione sotto la guida di Cristian Chivu.
Oggi Dimarco è arrivato a 51 assist in Serie A, ma soprattutto ha trasformato il ruolo di esterno nel 3-5-2.
Un’interpretazione destinata a fare scuola
Nel 3-5-2 nerazzurro, Dimarco ha trovato l’habitat perfetto per esprimersi, rivoluzionando il ruolo di esterno sinistro oltre i canoni tradizionali. Dalla lettura più “classica” del sistema di gioco con Conte, passando per l’evoluzione di Inzaghi che lo ha trasformato in un vero regista laterale, fino alla libertà totale concessagli da Chivu, che ne ha favorito l’exploit e lo ha reso uno dei giocatori più influenti del campionato, capace di incidere con regolarità in fase offensiva.
Un’evoluzione tecnica e tattica che unisce quantità e bellezza, precisione e creatività, e che sta già riscrivendo i record. Un modello destinato a fare scuola, in Italia e non solo: perché quando il pallone arriva sul suo sinistro, la sensazione è sempre la stessa. Qualcosa sta per succedere.
La ciliegina sulla torta potrebbe arrivare già questa domenica: il secondo Scudetto in carriera del beniamino dei tifosi nerazzurri, proprio contro il Parma. Una sfida che chiude un cerchio: con i ducali Dimarco non era mai riuscito a servire alcun assist, ma con la maglia gialloblù segnò il suo primo gol in Serie A — proprio contro l’Inter — con una perla mancina da fuori area, primo assaggio di quello che sarebbe diventato uno dei sinistri più decisivi del nostro campionato.
(Foto Inter FC)