È stato turno sospeso? Non proprio…
Un turno interlocutorio solo in apparenza, una giornata che non stravolge la classifica, ma carica di elettricità il finale di stagione. La 27ª giornata di Serie A Enilive lascia infattiinalterati gli equilibri di vertice ma alza ulteriormente la tensione su ogni lato della classifica, rimandando ai prossimi incroci diretti i possibili strappi decisivi. L’Inter continua a marciare con il passo della capolista, consapevole della propria forza, il Napoli ritrova il sorriso in extremis, mentre il pareggio spettacolare tra Roma e Juventus tiene i bianconeri agganciati al treno Champions e impedisce ai giallorossi di effettuare uno scatto potenzialmente risolutivo. Alle loro spalle il Como si arrampica fino al quinto posto, l’Atalanta paga le fatiche dell’impresa di Champions col Dortmund e la zona salvezza resta cristallizzata, con l’unico balzo in avanti del Torino all’esordio di D’Aversa.
Tensioni di classifica a parte, il weekend di campionato è stato impreziosito da reti di rara fattura: il missile di Michael Folorunsho ad aprire la giornata, l’esterno al volo di Federico Dimarco, il capolavoro balistico di Francisco Conceição, fino al colpo da golf di Jens Odgaard.
Alla Unipol Domus va in scena una sfida salvezza fra Cagliari e Parma bloccata a lungo e accesa da un lampo: il “missile” dalla distanza di Michael Folorunsho – non un caso, se si pensa che quattro dei suoi sette gol in Serie A sono arrivati da fuori area – porta avanti il Cagliari, ma all’80’ Gaetano Oristanio ristabilisce l’equilibrio per il Parma, fissando l’1-1 e prolungando a quattro la striscia d’imbattibilità degli emiliani, la migliore sotto la gestione di Carlos Cuesta. I sardi, al secondo pareggio consecutivo, confermano una certa fragilità nei finali di gara: 10 gol subiti negli ultimi 15 minuti di gioco. Al triplice fischio, rossoblù e ducali si accontentano di un punto per parte che mantiene entrambe a distanza di sicurezza dalla zona calda.
Il Como non smette di stupire e continua a macinare punti, regolando il Lecce con 3 reti. Sotto dopo un quarto d’ora per effetto della zampata di Coulibaly – tutti e tre i suoi gol stagionali sono arrivati nei primi 20 minuti – la squadra di Fàbregas reagisce con personalità e qualità, ribaltando tutto già nel primo tempo. Tre reti nella frazione iniziale: in Serie A ai lariani non accadeva dal 1987. Tasos Douvikas raggiunge Nico Paz a quota nove centri come miglior marcatore straniero del club in una singola stagione di Serie A, mentre Jesús Rodríguez, il più giovane tra i giocatori con almeno otto partecipazioni attive (1 gol e 7 assist), trova il suo primo centro nel massimo campionato. Marc Oliver Kempf invece firma il quarto gol stagionale, suo nuovo primato personale nei cinque grandi tornei europei. È un successo che vale il quinto posto e certifica una candidatura di peso per l’Europa.
Al “Bentegodi” la gara fra Hellas e Napoli si accende subito con Højlund che di testa segna dopo 1’46” il gol più veloce di partenopei in questo campionato. L’Hellas Verona non si scompone e trova il pari con il primo centro in gialloblù di Akpa Akpro ma quando il pareggio sembra scritto, emerge la forza delle grandi squadre: al 95’11” Romelu Lukaku firma il gol più tardivo del Napoli in questa Serie A e interrompe un digiuno personale di 281 giorni, il più lungo tra due reti nei Big-5 della sua carriera. Per Conte è un ritorno al successo che rimette gli azzurri in carreggiata; per il Verona, invece, è l’ottava sconfitta del 2026, più di chiunque nei top-5 campionati, e la terza consecutiva.
L**’Inter** dà l’ennesima dimostrazione di solidità e qualità, infilando con il Genoa l’ottava vittoria consecutiva in campionato. A stappare la partita è un capolavoro tecnico di Dimarco, che colpisce al volo col sinistro e firma il suo sesto gol stagionale, nuovo primato personale in Serie A. Çalhanoglu chiude i conti dal dischetto: dal suo arrivo in nerazzurro nessuno ha segnato più rigori nel torneo (21). I numeri raccontano una corazzata dominante: 22 vittorie complessive, più di chiunque nei cinque maggiori campionati europei, e 15 clean sheet, altro primato continentale.
Il Milan, alla vigilia del derby, risponde da Cremona ai rivali cittadini con un uno-due nel finale che pesa in chiave morale e classifica. Allo Zini, Strahinja Pavlovic sblocca all’89’ – terzo gol in campionato, già superato il bottino della scorsa stagione – e Rafael Leão raddoppia al 94’ in contropiede su invito di Nkunku. I rossoneri registrano il valore di Expected Goals più alto del loro campionato, e confermano la propria solidità esterna: sette vittorie nelle ultime nove trasferte e imbattibilità fuori casa nei Big-5 tornei europei, come solo il Bayern Monaco. La Cremonese, invece, resta impantanata: appena 4 punti nelle ultime 13 giornate e 11 gare senza segnare nello stesso arco temporale.
È una vittoria che pesa doppio quella del Sassuolo contro l’Atalanta. Ridotto in dieci uomini dopo appena 16 minuti per l’espulsione di Pinamonti, il gruppo di Grosso compie un’impresa di carattere, trovando il doppio vantaggio con Koné e Thorstvedt. Laurienté veste ancora i panni dell’assist-man: secondo match consecutivo con più di un passaggio vincente, sette in totale in campionato (solo Dimarco ha fatto meglio; tre da corner, anche qui secondo soltanto all’esterno interista). È la terza vittoria di fila per i neroverdi, traguardo mai raggiunto in stagione. Alla Dea non basta il primo gol in maglia atalantina di Yunus Musah: le fatiche europee si fanno sentire.
Nuovo corso, nuovo slancio. Debutto vincente per Roberto D’Aversa sulla panchina del Torino, che supera la Lazio con le firme di Simeone e Duván Zapata. Per il colombiano è la rete numero 126 in Serie A, che gli vale il 50° posto solitario nella classifica marcatori all-time del torneo. I granata tornano a fare del “Grande Torino” un fortino: due vittorie nelle ultime tre gare interne, tante quante nelle precedenti otto. La Lazio, al contrario, si inceppa: due sconfitte nelle ultime tre e terza partita consecutiva senza segnare.
Il cuore della giornata batte forte all’Olimpico. Roma e Juventus si sfidano senza risparmiarsi e danno vita a un 3-3 che mescola qualità, orgoglio e colpi di scena. I padroni di casa, in vantaggio al 39’ con Wesley, sembrano poter piazzare l’allungo Champions, ma al 93’ Federico Gatti, appena entrato, firma un pareggio che mantiene intatto l’equilibrio rimescola tutte le carte nella corsa al quarto posto. In mezzo, il primo gol juventino di Boga, il secondo centro consecutivo di Ndicka, il capolavoro balistico di Conceição e le accelerazioni di Malen, tra i più prolifici nei top-5 tornei europei dal suo primo gol in Serie A con già 6 reti a referto. I giallorossi, solidissimi per mesi, incassano tre reti in una sola sera per la prima volta in questo campionato. I bianconeri confermano la propria attitudine negli scontri diretti d’alta quota, con un primato di 11 punti raccolti contro le prime cinque, condiviso con Napoli e Milan.
Colpo in extremis del Bologna, che passa sul campo del Pisa grazie al “colpo da golf” di Jens Odgaard allo scadere: quattro dei suoi cinque gol stagionali sono arrivati in trasferta. I rossoblù infilano la quinta vittoria consecutiva in tutte le competizioni e il quarto clean sheet di fila, prima assoluta sotto la gestione di Vincenzo Italiano. Il Pisa allunga a 16 la striscia senza successi, nonostante una prova generosa fermata anche dalle parate decisive di Skorupski.
Al Bluenergy Stadium l’Udinese ritrova brillantezza e concretezza dopo tre gare senza vittorie, superando la Fiorentina con tre reti e una prova di autorità. Kabasele firma il suo terzo gol stagionale – record personale in Serie A – Davis trasforma un rigore e sale a otto centri (il doppio rispetto a quanto segnato nelle prime 65 gare nei Big-5), Buksa chiude i conti. Per la Viola è una serata nera: nessun tiro nello specchio per la prima volta in stagione e prima sconfitta senza segnare nel 2026.