Franco Israel: il destino si chiama Torino
Serie A Enilive

Franco Israel: il destino si chiama Torino

Il nuovo numero uno granata arriva dal Portogallo: portiere di scuola Juventus, reduce dalle coppe europee con lo Sporting, per il DS Vagnati è il profilo ideale per il dopo-Milinković

Il mercato del Torino prende slancio con un avvicendamento tra i pali. Dopo sei stagioni in granata, Vanja Milinković-Savić saluta e si accasa al Napoli. A sostituirlo sarà Franco Israel, estremo difensore uruguaiano proveniente dallo Sporting CP, dove ha ricoperto il ruolo di vice negli ultimi tre anni.
Per Israel si tratta di un ritorno nel capoluogo piemontese: dopo l’esperienza con la Juventus Next Gen, vestirà ora la maglia del Toro, approdando sulla sponda opposta della città. È il quarto innesto del club per la stagione 2025/26 dopo gli arrivi di Anjorin, Ismajli e Ngonge.

CHI È FRANCO ISRAEL: DAL NACIONAL ALLA SERIE A

Originario di Nueva Helvetia, cittadina in Uruguay fondata da emigrati tedeschi e svizzeri, Franco Israel Wibmer è un ragazzo classe 2000 in possesso anche del passaporto italiano. Cresciuto nelle scuole calcio dell’Artesano e del Nacional, club più titolato del piccolo stato sudamericano, nel 2018 vola in Italia per firmare con la Juventus, che lo integra immediatamente nella propria Primavera e successivamente nella seconda squadra, la Juventus Next Gen. Con l’U23 bianconera, raccoglie 59 presenze tra Serie C e Coppa Italia di Categoria, riuscendo a mantenere la porta inviolata in 15 occasioni. Nel 2022 si trasferisce in Portogallo per vestire la maglia dello Sporting. Nei tre anni vissuti a Lisbona, ricopre il ruolo di secondo portiere dietro a Adán, e in seguito anche a Rui Silva, pur ricevendo l’occasione di mettersi in mostra sul palcoscenico internazionale. Nelle 53 partite giocate con lo Sporting, spiccano le gare in Europa League e in Champions League: in particolare, nella scorsa stagione, è stato titolare per tutta la fase a giorni della principale competizione continentale, registrando 12 gol subiti e 2 clean sheet in 8 presenze.

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Con la nazionale uruguaiana, ha percorso tutta la trafila delle giovanili e ha all’attivo una presenza in amichevole con la selezione maggiore. È stato convocato anche per la Copa América 2024, pur senza scendere in campo, chiuso da Sergio Rochet.

COSA PUÒ PORTARE FRANCO ISREAEL AL TORINO: UN NUOVO MILINKOVIĆ-SAVIĆ

Alto 1,90 metri, dotato di struttura fisica importante, Israel porta al Torino caratteristiche simili a quelle di Milinković-Savić. Come il portierone serbo, protagonista di un super campionato, fa della copertura dello specchio e del piazzamento la sua dote principale, dimostrando ottimi riflessi tra i pali e sicurezza nelle uscite. Efficace nei duelli ravvicinati e capace di partecipare alla costruzione dal basso, l’ex Sporting ha finalmente la possibilità di consacrarsi in Serie A Enilive, obiettivo solo sfiorato ai tempi della Juventus. Dovrà giocarsi il posto con Alberto Paleari, secondo nelle gerarchie dell’ultima stagione.

LA TRADIZIONE URUGUAIANA DEL TORINO

Franco Israel s’inserisce in una tradizione florida per la scuola “charrúa” al Toro: dai casi più celebri di fantasisti come Carlos Aguilera, “el Príncipe” Enzo Francescoli e Alvaro Recoba, ad altri esponenti meno noti della dinastia “celeste” che hanno comunque lasciato una traccia in granata come Diego Laxalt, Guillermo Rodríguez, Gastón Silva, Gustavo Méndez e Federico Magallanes. C’è anche un precedente tra i pali, quello di Salvador Ichazo, 11 presenze divise in tre stagioni. Nel panorama della Serie A, altri portieri uruguaiani hanno lasciato il segno soprattutto nella Capitale: da Goicoechea alla Roma a Fernando Muslera della Lazio. (Foto Sito Torino FC + Getty Images)