Giampaolo e la Cremonese, progetto salvezza
Un vento fresco soffia sulle rive del Po. È Marco Giampaolo il nuovo condottiero della Cremonese, chiamato a rincorrere una salvezza in questa fase finale del campionato. Il cambio al timone, e il conseguente addio di Davide Nicola, hanno già riabilitato le quotazioni della formazione grigiorossa, uscita domenica scorsa dallo stadio Tardini di Parma con 3 punti vitali in tasca, per tornare così ad accarezzare corde positive. Il traguardo è ancora distante, la squadra ha vissuto mesi tumultuosi e un solo successo non basta a placare le acque. Con Nicola alla guida tecnica la squadra è brava ad inquadrarsi da neopromossa nella realtà Serie A Enilive: tanti punti durante i primi turni la certificano di diritto come rivelazione della parte iniziale. L’ultimo acuto alla 14ª giornata: la Cremonese batte il Lecce 2-0 in casa, sale all’ottavo posto a quota 20 punti e scava una voragine tra sé e le squadre in fondo a battagliare. Presto, però, i desideri ambiziosi del gruppo lasciano spazio ad un calo nei risultati difficilmente sanabile: i lombardi, da poco prima di Natale a metà marzo, racimolano soltanto 4 punti in 15 match e vengono catapultati gradualmente nella bagarre per la lotta a non retrocedere. La sconfitta interna del 16 marzo tra le mura amiche contro la Fiorentina rappresenta lo spietato epilogo dell’avventura di Nicola con i grigiorossi. Giampaolo raccoglie il testimone e un capitolo tutto nuovo prende vita.
L’abito nuovo della Cremo
Il cambio di allenatore porta con sé diverse componenti, assimilabili in tempi diversi attraverso processi d’evoluzione più o meno marcati. Nello 0-2 contro il Parma c’è del merito per Giampaolo, abile ad incanalare le motivazioni del momento nella mente dei giocatori, spronati a buttare la testa fuori dalle sabbie mobili. I giorni di lavoro prima della gara al Tardini si contano sulle dita di una mano; troppo poco per sconvolgere i concetti tattici e d’interpretazione della squadra, più facile invece intervenire sulla sfera psicologica. Ad ogni modo, una novità si è già vista: il passaggio alla difesa a 4 ha liberato gli esterni di centrocampo da compiti difensivi estremi, fino a sguinzagliare le capacità di corsa dei tanti laterali presenti in rosa. Anche lo spostamento di Vandeputte sull’esterno ha dato i propri frutti: il belga, sbloccatosi in zona gol con una rete bella e pesante, ha mostrato naturalezza nell’occupazione in ampiezza aggiungendo poi qualità nell’attacco alle zone interne del campo.
Il prossimo obiettivo può essere la ricerca di una coppia d’attacco in grado di regalare gol pesanti da qui a maggio. Bonazzoli ha sempre trainato il gruppo con colpi di genio e sacrificio, ma la spalla deve essere intercambiabile a seconda del contesto. Djurić è l’ariete, Sanabria l’affidabile da rivitalizzare, Okereke la sorpresa in corso d’opera. Un discorso a parte lo merita Jamie Vardy, approcciatosi a petto in fuori nelle pieghe del campionato italiano, ora bisognoso di ripescare quegli stimoli e quella fame indispensabili per saltare sull’onda giusta. L’ex Leicester ha segnato 6 reti, ma non timbra da inizio gennaio; a Parma è rientrato nel secondo tempo dopo l’assenza contro la Fiorentina, adesso anche lui deve compiere uno step di crescita per trascinare con il carisma la squadra verso le ultime tappe del percorso.
Le spalle larghe del nuovo tecnico
Marco Giampaolo è sinonimo di resilienza e predisposizione alla lotta. L’ultima annata a Lecce è un bel ricordo con il quale risulta semplice riaccendere la fiamma della speranza. Al Via Del Mare ci arrivò per sostituire Luca Gotti in corso d’opera a novembre 2024. L’allenatore nato a Bellinzona era reduce da uno stop di quasi due stagioni, figlio di risultati poco edificanti con Milan, Torino e Sampdoria. Il merito di Giampaolo fu proprio quello di perseguire la propria strada, lontano dagli spifferi degli esperti, senza cambiare la propria filosofia, tranquillizzando il gruppo anche nei passaggi più delicati della stagione. Due vittorie in fondo al 2024/25, tra cui lo 0-1 sulla Lazio all’Olimpico all’ultima giornata, misero il sigillo definitivo alla salvezza. Al termine del percorso, il tecnico lasciò il Salento con l’impronta del condottiero fiero e spavaldo di fronte a qualunque ostacolo. Telefono in tasca, suoneria impostata e finalmente la chiamata della Cremonese. Marco Giampaolo accetta senza esitazioni il compito di provare a condurre la nave in porto, pur consapevole del poco margine a disposizione. Spirito propositivo e coraggioso, ha chiesto queste caratteristiche al gruppo alla prima conferenza stampa; dopo Parma-Cremonese ha parlato di volontà e senso di squadra per definire la vittoria ottenuta. Concetti potenti per un allenatore sempre disposto a sporcarsi le mani per ultimare con profitto e soddisfazione la propria opera.