Gilardino, ritorno al futuro: da Parma a San Siro, vent’anni dopo
Sabato 10 ottobre alle 18:00, a San Siro, Inter e Parma si affrontano per la sesta giornata di Serie A Enilive. Una sfida che per Alberto Gilardino avrà inevitabilmente un sapore particolare, riportandolo nello stadio che lo ha visto protagonista da calciatore e dove ora tornerà a misurarsi dalla panchina.
Per Gilardino, infatti, Parma è uno di quei luoghi nei quali prima o poi si finisce per tornare. È qui che, oltre vent'anni fa, cominciò a costruire la propria fama a suon di gol; ed è qui che è tornato oggi per aprire un nuovo capitolo della sua storia, questa volta dalla panchina. Il calendario gli ha riservato subito un appuntamento particolarmente evocativo: l'Inter e San Siro, un'avversaria e uno stadio che riportano direttamente agli anni della sua esplosione in gialloblù.
Parma, dove tutto cambia
Gilardino arriva a Parma nell'estate del 2002, a vent'anni, dopo le esperienze con Piacenza e Verona. La prima stagione serve soprattutto per ambientarsi e trovare spazio, ma da quella successiva cambia tutto.
Nella Serie A 2003/04 realizza 23 reti, contribuendo in maniera decisiva al quinto posto del Parma e imponendosi tra i grandi attaccanti del campionato. Quello che poteva sembrare l'anno della definitiva esplosione diventa invece l'inizio di una straordinaria continuità realizzativa: nel 2004/05 i gol in Serie A sono ancora 23.
Quarantasei reti in due campionati raccontano meglio di qualsiasi definizione che cosa abbia rappresentato Parma nella carriera di Gilardino. È in gialloblù che nasce definitivamente il centravanti destinato a entrare nell'immaginario del calcio italiano, quello capace di vivere dentro l'area di rigore e di accompagnare i suoi gol con la celebre esultanza del violino, nata proprio negli anni di Parma.
E anche l'ultima pagina della sua prima storia parmense porta la firma di Gila. Nel giugno 2005, nello spareggio per non retrocedere contro il Bologna, dopo la sconfitta per 1-0 dell'andata al Tardini, Gilardino segna al Dall'Ara il 2-0 che vale la salvezza del Parma. È il suo ultimo gol in gialloblù prima della partenza per Milano: un modo decisamente significativo per salutare il club nel quale era diventato grande.
Prima dell'addio, però, in quella stessa stagione c'è anche un doppio appuntamento con l'Inter che oggi assume un significato particolare.
Due partite, due gol contro l'Inter
Il primo arriva proprio a San Siro, il 26 settembre 2004. Inter-Parma è una partita spettacolare e Gilardino impiega appena 17 minuti per lasciare il segno, trovando la deviazione vincente sugli sviluppi di un calcio d'angolo e portando avanti gli emiliani. Martins pareggia per i nerazzurri, Marchionni restituisce il vantaggio al Parma e ancora Martins firma il definitivo 2-2.
Qualche mese più tardi, il 6 febbraio 2005, la storia sembra quasi ripetersi al Tardini. Parma e Inter chiudono nuovamente sul 2-2 e Gilardino trova ancora la via della rete: Simplicio porta avanti i padroni di casa, Córdoba pareggia, Gila firma il 2-1 prima del definitivo pareggio di Vieri.
Nella sua ultima stagione parmense, dunque, Gilardino affronta due volte l'Inter, segna sia all'andata sia al ritorno e raccoglie due pareggi con lo stesso risultato. Più di vent'anni dopo ritrova i nerazzurri in una veste completamente diversa, ma ancora una volta con il Parma addosso.
Chivu e Gilardino, destini incrociati
Anche dall'altra parte della linea laterale c'è però un pezzo di storia recente del club emiliano, perché sulla panchina dell'Inter siede Cristian Chivu. Ed è qui che la sfida propone uno dei suoi incroci più curiosi.
Gilardino è tornato nel club che lo aveva consacrato da calciatore; Chivu affronta invece il club che gli ha offerto la prima opportunità alla guida di una prima squadra. Il tecnico rumeno arrivò a Parma nel febbraio 2025 e, nelle tredici partite sulla panchina gialloblù, riuscì a condurre la squadra alla salvezza prima di compiere, pochi mesi più tardi, il salto verso l'Inter.
Oggi quella panchina appartiene a Gilardino. Da una parte c'è Chivu, che proprio a Parma ha mosso i primi passi da allenatore in Serie A; dall'altra Gilardino, che in gialloblù ha scelto di tornare, riallacciando un filo interrotto oltre vent'anni fa.
C'è poi un altro curioso punto di contatto: nel maggio scorso Chivu ha conquistato matematicamente il suo primo Scudetto da allenatore proprio contro il Parma, battuto 2-0 a San Siro. Cinque mesi più tardi ritrova i gialloblù nello stesso stadio, ma sulla loro panchina c'è ora uno dei giocatori che ha scritto pagine importanti della storia recente del club.
Da Parma a Milano, e ritorno
E proprio San Siro aggiunge l'ultima suggestione a una partita già ricca di richiami al passato.
Perché il percorso che aveva reso Gilardino uno dei centravanti più desiderati d'Italia si concluse, nell'estate del 2005, esattamente lì. Gila lasciò l'Emilia per trasferirsi al Milan, facendo dello stadio nel quale pochi mesi prima aveva segnato contro l'Inter la sua nuova casa.
In rossonero avrebbe vissuto tre stagioni, collezionando 132 presenze e 44 gol in tutte le competizioni e facendo parte della squadra che conquistò la Champions League 2006/07, la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club nel 2007. Proprio nel cammino verso la Champions lasciò una delle immagini più importanti della sua esperienza milanista, segnando il terzo gol nel 3-0 contro il Manchester United nella semifinale di ritorno a San Siro che spalancò al Milan le porte della finale di Atene.
Era la naturale prosecuzione di un percorso cominciato proprio a Parma, il club che gli aveva permesso di affermarsi ai massimi livelli e di guadagnarsi il salto in una delle grandi del calcio europeo.
Per questo il ritorno a San Siro con i ducali ha qualcosa di circolare. Lo fa oltre vent'anni più tardi, tornando al punto di partenza della sua grande storia calcistica, ma osservando tutto da una prospettiva completamente nuova.
Parma lo aveva accompagnato fino a San Siro. Oggi è proprio Parma a riportarcelo, questa volta dalla panchina.