I centravanti della Serie A Enilive: finalizzatori o rifinitori?
La tripletta di Donyell Malen si è presa la copertina della giornata inaugurale della Serie A Enilive 2026/27: il centravanti olandese conferma il suo status di candidato più valido al trono di capocannoniere, soprattutto in una squadra che lo vede come finalizzatore designato e che ha in rosa giocatori altamente compatibili e funzionali proprio alla messa in moto del talento arrivato in Serie A dall’Aston Villa solo qualche mese fa.
L’arte dello smarcamento
Il grande merito della punta della Roma, oltre a saper essere veramente letale negli ultimi 16 metri, sta proprio nella capacità di dettare il passaggio: il dato che sorprende è proprio dettato dalla capacità di non riuscire a farsi marcare da vicino con costanza, nella ricerca dello spazio preventivo rispetto ai difensori. Nella prima giornata, considerando i principali pari ruolo fra le squadre di Serie A, solo Boulayé Dia ha registrato un indice di disponibilità al passaggio – inteso come capacità di smarcarsi senza dare punti di riferimento – più alto rispetto a Donyell Malen.
Dimostrazione evidente delle qualità della punta della Roma nell’ultimo dei tre gol segnati alla Fiorentina: come possiamo vedere con le visualizzazioni di Imcoach, nella transizione offensiva della Roma condotta da Lulli (77), Malen (14) è rapidissimo a staccarsi dalla copertura di Dodo (2), favorendo con un tocco leggero l’inserimento di Dybala (21), facendo poi ricorso alla sua esplosività per riprendere il centro dell’area, là dove nessun difensore della Fiorentina riesce a recuperare la posizione. Il gol insomma è costruito prima del tocco decisivo, con la lettura dell’azione e la consapevolezza innata dello spazio libero da attaccare.
Il centravanti rifinitore
La prestazione di Boulayé Dia, al contrario, è rilevante proprio per mostrare la differenza di utilizzo del centravanti in base alle caratteristiche dello stesso e della squadra: l’attaccante della Lazio è stato determinante nel senso opposto rispetto a Malen, ovvero come rifinitore e valorizzatore dei compagni, grazie alla sua capacità di ricevere palla anche lontano dalla porta, spalle alla stessa, e di smistare il pallone. L’azione del gol di Frattesi, decisivo ai fini della vittoria finale della Lazio a Bologna, racchiude perfettamente il concetto di centravanti-boa, determinante per esaltare le qualità da incursore di centrocampisti con le caratteristiche dell’ex giocatore dell’Inter: sviluppo della rimessa laterale, palla indirizzata verso Frattesi (16) che combina con Dia (19), il cui tocco di prima di tacco, oltre che delizioso tecnicamente, è perfettamente calibrato nello spazio per l’inserimento del compagno di squadra e taglia fuori ben 3 difendenti.
La partita di Dia, anche in numeri, ci racconta di un playmaker aggiunto, utilizzato non come terminale offensivo ma al contrario come fulcro del gioco: fra le punte, nessuno ha creato più pericolosità di lui nella connessione con i compagni di squadra nel primo turno di campionato (4 passaggi chiave, come Dybala e meno solo di Volpato).
Esposito, prestazione da centravanti completo
Nella giornata di Malen e Dia, i Campioni d’Italia dell’Inter hanno invece messo in mostra nuovamente il miglior prospetto nostrano in termini di centravanti per il futuro, e già per il presente: la prestazione di Pio Esposito contro il Monza è perfetta per raccontare come il centravanti moderno debba unire gli aspetti del gioco che abbiamo descritto in precedenza: capacità di alternare disponibilità sul lungo e sul corto, con la
stessa precisione e la medesima capacità di adattarsi nella zona centrale del campo sia sulla trequarti che in area di rigore, dove con la sua fisicità e la sua pericolosità nel gioco aereo rappresenta una minaccia costante (nota a margine: l’Inter nella prima giornata ha effettuato molti meno cross – 16 – rispetto alla media della scorsa stagione – quasi 28 – proprio preferendo la palla a terra in verticale direttamente verso il suo centravanti per poi aggredire l’area con i centrocampisti).
Indicativo il gol che ha aperto le ostilità, con la firma di Calhanoglu: l’azione manovrata parte dai piedi di Martinez: come più volte accaduto nel match, l’Inter svuota il centrocampo per andare direttamente a cercare le punte, in questo caso Lautaro (10) che lascia parzialmente sfilare la sfera verso Pio Esposito (94). La protezione del pallone è uno dei pezzi forti del giovane attaccante nerazzurro, in grado di difendere il possesso contro tre difendenti attirati dal pallone, per poi favorire la corsa dell’accorrente Diouf (17) prima di ributtarsi in area di rigore, per ammirare da prospettiva privilegiata il siluro di Calhanoglu che ha inaugurato la stagione italiana.
Per dare uno sguardo ai numeri, la partita di Esposito è stata dominante:
Una prestazione che, soprattutto per la giovane età e la completezza di repertorio che sta mostrando, farà molto felice, oltre che Cristian Chivu, anche Roberto Mancini.