I rientranti da tenere d’occhio
Il calciomercato non vive soltanto di acquisti e cessioni. Ogni estate i club ritrovano giocatori reduci da esperienze in prestito o da una stagione trascorsa lontano dalla Serie A, chiamati a convincere nuovi allenatori e a ritagliarsi un posto nelle rotazioni. C'è chi rientra con un bagaglio di esperienza più ricco rispetto a dodici mesi fa, chi spera in una seconda occasione dopo un'annata complicata e chi, invece, è destinato a ripartire nuovamente.
Inter, Juventus, Milan e Napoli sono tra le società maggiormente coinvolte da questo fenomeno, ma anche il Torino osserva con attenzione la crescita di uno dei giovani italiani più interessanti dell'ultima Serie B.
Ecco i profili che potrebbero trasformare un semplice rientro in una vera occasione.
Juventus, Douglas Luiz cerca il rilancio
Alla Continassa i riflettori sono puntati soprattutto su Douglas Luiz e Nico González, due investimenti importanti dell'estate 2024 che, dopo una sola stagione in bianconero, hanno cercato continuità altrove.
Il brasiliano è quello che sembra avere oggi maggiori possibilità di convincere Luciano Spalletti. Reduce dalle esperienze con Nottingham Forest e Aston Villa, dove ha raccolto complessivamente 34 presenze senza ritrovare il rendimento mostrato nelle stagioni migliori, Douglas Luiz ha sfruttato il precampionato per rilanciarsi. È partito titolare in tutte le amichevoli accanto a Manuel Locatelli, aumentando progressivamente intensità e condizione fino all'ottima prova contro il Chelsea. La Juventus continua a valutare il mercato per rinforzare il centrocampo, ma il classe 1998 si sta candidando con forza per una seconda occasione.
Diversa la situazione di Nico González. L'argentino è reduce dalla Coppa del Mondo con l'Albiceleste, culminata con la finale disputata da titolare contro la Spagna, e raggiungerà soltanto in ritardo il ritiro bianconero. La stagione all'Atlético Madrid si è chiusa con cinque gol in 37 presenze, numeri molto simili a quelli fatti registrare nella sua unica annata juventina, quando aveva segnato altrettante reti in 40 partite. Sarà Spalletti a decidere se rilanciarlo o se il suo futuro sarà ancora lontano da Torino.
Inter, il ritorno di uno Stanković
Tra i volti nuovi della rosa di Cristian Chivu ce n'è uno che, ad Appiano Gentile, richiama inevitabilmente la memoria dei tifosi nerazzurri. Aleksandar Stanković torna all'Inter tredici anni dopo l'ultima partita disputata in nerazzurro da papà Dejan, ma lo fa con un percorso già importante alle spalle.
Nato a Milano nel 2005 e cresciuto interamente nel vivaio interista, Aleksandar ha completato in nerazzurro tutta la trafila delle giovanili, condividendo parte del percorso con Pio Esposito proprio sotto la guida di Cristian Chivu. Mediano per caratteristiche naturali, ma utilizzabile all’occorrenza anche come centrale in una difesa a tre, fa della lettura delle situazioni, della capacità di recuperare palloni e della qualità nella distribuzione del gioco i propri punti di forza, senza rinunciare a un ottimo tiro dalla distanza.
Le esperienze all'estero hanno accelerato la sua crescita. Dopo le 40 presenze e i tre gol con il Lucerna, il passaggio al Club Brugge lo ha consacrato anche a livello internazionale: 54 partite, 9 reti – di cui tre in UEFA Champions League - e un campionato belga conquistato da protagonista. Memorabile la sua prestazione nell'ultima giornata della fase a gironi della Champions contro il Marsiglia, chiusa con un gol, due assist e il premio di migliore in campo. Nel frattempo sono arrivate anche le prime convocazioni nella Serbia maggiore, con cui ha già collezionato otto presenze e un gol, condividendo il ritiro di giugno con il fratello Filip, portiere del Venezia.
Il precampionato ha confermato quanto Chivu creda nelle sue qualità. Nell'amichevole contro il Manchester City è stato tra i migliori in campo, dimostrando personalità sia in fase di interdizione sia nella costruzione. Parte alle spalle di Çalhanoğlu, ma età, caratteristiche e personalità ne fanno uno dei profili su cui l'Inter può costruire il futuro del proprio centrocampo.
Accanto a lui c'è anche un ritorno più esperto. Benjamin Pavard ha concluso la parentesi all'Olympique Marsiglia con 37 presenze, un gol e due assist e, se resterà a Milano, rappresenterà un'opzione di assoluto livello per la difesa di Chivu. Dopo le 70 presenze e lo Scudetto conquistato nelle sue prime due stagioni interiste, il francese conosce già perfettamente l'ambiente e in estate è stato impiegato stabilmente come braccetto destro.
Milan, Camarda e Chukwueze ripartono da Amorim
Tra i rientri più attesi c'è quello di Francesco Camarda. Il classe 2008 torna a Milanello dopo una stagione complicata al Lecce, interrotta dal grave infortunio alla spalla che lo ha costretto a saltare quasi tutto il girone di ritorno. Prima dello stop, però, aveva già scritto una pagina importante della propria carriera segnando il primo gol in Serie A.
Il Milan continua a credere nel suo talento e Ruben Amorim sta valutando di tenerlo in prima squadra come prima alternativa a Gonçalo Ramos. Le indicazioni del precampionato sono incoraggianti: la doppietta realizzata contro il Celtic e l'intesa mostrata con Samuel Chukwueze confermano che il giovane attaccante può ritagliarsi spazio anche tra i grandi.
Proprio Chukwueze sembra essere uno dei giocatori maggiormente valorizzati dal nuovo tecnico portoghese. Dopo una stagione positiva al Fulham, chiusa con 23 presenze, tre gol e quattro assist in Premier League, il nigeriano è tornato a Milanello trovando un allenatore che sembra poterne esaltare le caratteristiche. Amorim lo ha schierato fin dai primi allenamenti come esterno destro a tutta fascia nel proprio 3-4-2-1, in un ruolo simile a quello ricoperto negli anni migliori al Villarreal. Dribbling, uno contro uno e capacità di creare superiorità numerica rappresentano qualità considerate fondamentali dal tecnico, tanto da spingerlo a valutare anche uno spostamento di Saelemaekers sulla corsia opposta pur di garantirgli continuità.
Proprio Chukwueze sembra essere uno dei giocatori su cui il nuovo tecnico portoghese vuole puntare. Dopo una stagione positiva al Fulham, chiusa con 23 presenze, tre gol e quattro assist in Premier League, il nigeriano è tornato a Milanello con caratteristiche che possono risultare particolarmente funzionali al calcio di Amorim. Accelerazione, dribbling e capacità di creare superiorità nell'uno contro uno sono qualità che il tecnico spera di valorizzare, riportandolo magari ai livelli raggiunti negli anni migliori al Villarreal.
Nel precampionato Amorim lo ha provato soprattutto come esterno destro a tutta fascia nel 3-4-2-1, soluzione che potrebbe portare Saelemaekers a essere spostato sulla corsia opposta. Chukwueze può però trovare spazio anche più avanti, nella coppia di trequartisti alle spalle della punta: un'alternativa particolarmente preziosa considerando la lunga assenza di Christian Pulisic per infortunio.
Più incerto, invece, il destino degli altri rientranti, da Yunus Musah ai giovani Christian Comotto e Alphadjo Cissé.
Napoli, un'occasione per Lang e Lucca
A Napoli, Massimiliano Allegri ritrova due attaccanti in cerca di rilancio: Noa Lang e Lorenzo Lucca.
Noa Lang aveva lasciato Napoli nel gennaio 2026 per trasferirsi al Galatasaray dopo il limitato spazio trovato con Antonio Conte. L'avventura turca non ha prodotto i risultati sperati: appena due reti, entrambe in UEFA Champions League, e il mancato riscatto da parte del club di Istanbul.
Discorso diverso per Lorenzo Lucca. Attaccante strutturato e già autore di 21 gol in Serie A, rappresenta un profilo molto vicino alle preferenze di Allegri. Dopo una prima parte di stagione difficile in azzurro e una seconda metà non particolarmente brillante al Nottingham Forest, il centravanti ha dato segnali incoraggianti durante il precampionato, andando subito a segno nell'amichevole contro l'Osasuna. Per caratteristiche fisiche e capacità di giocare spalle alla porta, potrebbe rappresentare il vice ideale di Højlund.
Torino, il talento di Cacciamani
Tra i rientri più intriganti dell'estate c'è anche quello di Alessio Cacciamani. Il classe 2007 ha vissuto la stagione dell’esplosione alla Juve Stabia, dove Ignazio Abate lo ha trasformato da esterno offensivo a quinto di centrocampo, intuendone il potenziale nelle progressioni e nella corsa.
Il risultato è stato un campionato da protagonista: 33 presenze, 2 gol, 2 assist e un ruolo determinante nell’esaltante cavalcata della squadra campana fino ai playoff di Serie B. Le sue prestazioni gli sono valse anche la prima convocazione nell'Italia di Silvio Baldini, arrivata in occasione dell'amichevole contro la Grecia dello scorso 7 giugno.
Ora Cacciamani torna al Torino e ritrova proprio Abate, nel frattempo diventato il nuovo allenatore granata. La conoscenza reciproca e un sistema di gioco già familiare possono facilitarne l'inserimento e offrirgli l'occasione di proseguire il proprio percorso di crescita anche in Serie A.