Il nuovo assetto del Napoli di Antonio Conte
L’anticipo della 34° giornata di Serie A ha visto il Napoli tornare alla vittoria contro la Cremonese: mai in questa stagione i partenopei si erano imposti su un avversario con uno scarto così ampio, e mai avevano approcciato un primo tempo in modo così deciso (i 14 tiri totali registrati nei primi 45’ sono infatti record per il Napoli nell’attuale campionato, migliorando i 12 della sfida interna contro la Fiorentina del 31 gennaio).
La chiave per gli Azzurri – motivati di fronte al proprio pubblico a riscattare la prova deludente contro la Lazio della settimana precedente – è stato il rimescolamento delle carte a centrocampo proposto da Antonio Conte, che ha lanciato dal 1’ Alisson Santos al posto di Anguissa, arretrando quindi la posizione di partenza di Scott McTominay, protagonista assoluto della sfida di venerdì 24 aprile.
Arretrare per aumentare la pericolosità
Nella partita contro la Lazio valida per la giornata 33, il centrocampista scozzese non aveva tratto giovamento dalla posizione di partenza sulla trequarti offensiva, chiudendo con 2 soli tiri verso la porta per un valore complessivo di 0,11 xG e 2 tocchi in area avversaria: un dato insolito per un centrocampista che spesso viene sfruttato proprio per la sua capacità di rendersi determinante negli ultimi 16 metri.
Forse anche a causa della scarsa brillantezza messa in mostra dal Napoli nelle ultime due partite, Conte ha preferito approcciare la sfida con la Cremonese schierando il suo uomo più pericoloso nell’uno contro uno, Alisson Santos, permettendogli di svariare sul fronte sinistro della trequarti offensiva, liberando lo spazio centrale destinato alle cavalcate di McTominay, come apprezzabile dalle posizioni medie in possesso dei partenopei.
L’intenzione della squadra di casa è stata chiara sin dalle prime battute: l’arretramento di McTominay non rappresenta infatti una limitazione delle sue responsabilità, quanto invece una valorizzazione delle qualità di box-to-box midfielder che lo hanno reso uno dei giocatori più determinanti nel campionato italiano.
Abbinando l’equilibrio di Lobotka alla regia offensiva di De Bruyne e alla crescita nel gioco spalle alla porta di Hojlund, il Napoli ha trovato una ricetta di altissima qualità: da questa coverage di Imcoach, è possibile apprezzare la combinazione che ha portato McTominay vicino al vantaggio al 2’ minuto di gioco.
Dopo circa un giro di lancette da questo episodio è arrivato il gol del vantaggio, ancora una volta sfruttando la lettura degli spazi e le qualità in conduzione di McTominay, che avvia l’azione nella sua metà campo e la chiude con il tiro da fuori.
La soluzione definitiva?
La posizione di McTominay non è una novità in questa stagione: anche a causa della situazione infortuni che Conte ha dovuto gestire soprattutto nei mesi invernali, la duttilità dello scozzese è stata una chiave per permettere al suo allenatore di elaborare soluzioni diverse. Dando uno sguardo alle prestazioni nelle sue partite giocate da mediano, la ricerca dello spazio e la possibilità di coprire più metri di campo, sia in conduzione che senza palla – con la possibilità quindi di scansionare gli ultimi metri di gioco provenendo dalle retrovie – sembrano essere le prerogative per massimizzare la sua resa.
L’aggiunta di Alisson, variabile imprevedibile nell’ultimo terzo
Come già anticipato in principio, il fattore scatenante dei cambiamenti tattici apprezzati contro la Cremonese è stato l’inserimento di Alisson Santos, alla 5° da titolare su 10 presenze in Serie A con il Napoli. Conte ha affiancato l’esterno brasiliano a De Bruyne sulla trequarti, concedendogli però la licenza di svariare su tutto l’asse di sinistra per esaltare le sue qualità nell’uno contro uno, cercando quindi di isolarlo contro il suo diretto avversario.
Se nel corso del primo tempo il gioco del Napoli si è sviluppato prettamente sulla destra, con le costruzioni che hanno poi valorizzato i movimenti di McTominay nell’asse centrale che abbiamo descritto poc’anzi – beneficiando anche dello spazio creato con l’allargamento in ampiezza di Alisson – nella ripresa il Napoli si è appoggiato di più alla qualità individuale del giocatore arrivato a gennaio dallo Sporting Lisbona.
Come vediamo in questa occasione al 67’ minuto, la densità del Napoli attira la Cremonese nella copertura dell’asse centrale, lasciando Zerbin a prendersi cura di Alisson in solitaria. L’esterno del Napoli è anche ben protetto alle proprie spalle da Gutierrez, che lungo tutti i 90’ nelle situazioni di possesso ha accentrato e alzato la propria posizione media, proprio per garantire al Napoli la parità numerica in mezzo al campo coprendo contemporaneamente le spalle all’attaccante brasiliano.
Nella situazione che vi proponiamo qui con la coverage di Imcoach, Alisson vince il duello individuale, entra in area di rigore e crea un’occasione importante per il Napoli.
In vista del Como
La prossima giornata vedrà il Napoli fare visita al Como, squadra contro cui in stagione i partenopei hanno faticato sia in Coppa Italia – venendo eliminati ai calci di rigore – che in campionato. Nella partita di andata, giocata al Maradona e terminata 0-0, il Napoli ha collezionato la 3° peggior prestazione stagionale per quanto riguarda la produzione offensiva: 0,62 xG, superiori solo alle performance contro Roma (0,25) e Bologna (0,16). Ma il dato più interessante della partita della 10° giornata di andata è rappresentato dal Field Tilt, indice che misura la percentuale di passaggi nell’ultimo terzo di una squadra rispetto all’altra: il Como registrò il 75% di Field Tilt nel 1° tempo, a dimostrazione di quanto i lariani misero in difficoltà con la propria pressione organizzata la circolazione dei padroni di casa.
Proprio in quest’ottica, il cosiddetto “effetto molla” di McTominay e la pericolosità nell’ultimo terzo di Alisson Santos possono essere due soluzioni intriganti in occasione dell’ultimo big match che vedrà impegnati i partenopei in questo finale di stagione, che potrà valere la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League.