Il riassunto della 20ª giornata
Va in archivio la 20ª giornata di Serie A Enilive. Aspettando i recuperi del 16° turno, che decreteranno la squadra campione d’inverno, il primo atto del girone di ritorno ha fornito diversi spunti, modellando la classifica sia davanti che in coda.
La corsa scudetto si arricchisce: Inter e Napoli hanno pareggiato nello scontro diretto, il Milan è stato bloccato a Firenze e - grazie alle vittorie contro Sassuolo e Cremonese - Roma e Juventus hanno ritrovato slancio, avvicinando una vetta che ora è lontana solo 4 lunghezze (al netto, ovviamente, dei recuperi). Pari in chiave Europa tra Como e Bologna; ne approfitta l’Atalanta, vittoriosa 2-0 in casa con il Torino e adesso a distanza di tiro dal 6° posto dei lariani. In fondo, vittoria pesante del Parma a Lecce, mentre il Pisa strappa un pari prezioso a Udine, ma resta ancora sul fondo. Successo per la Lazio di Sarri, capace di scacciare un momento delicato e di prendersi lo 0-1 al Bentegodi ai danni del Verona, ancora relegato in zona retrocessione. Il lunedì si chiude con l’affermazione rotonda del Genoa sul Cagliari e con una Juventus a valanga sulla Cremonese di Davide Nicola.
Como-Bologna finisce 1-1. Si ferma la striscia di 3 vittorie di fila per i ragazzi di Fabregas, bloccati in casa da un Bologna molto combattivo. È la squadra di Italiano ad uscire con il rammarico dal Sinigaglia, dopo aver resistito per più di mezz’ora con l’uomo in meno. Il match si sblocca al 49’ grazie alla firma di Cambiaghi, poi espulso dieci minuti più tardi. Nonostante l’inferiorità numerica i rossoblù tengono botta fino ai minuti di recupero, salvo poi venire raggiunti dal secondo gol in campionato del croato Baturina. I padroni di casa restano così saldamente in zona europea, emiliani scavalcati dalla Lazio ma rinfrancati dall’ottima prestazione sulle rive del Lago.
Finisce in parità il confronto tra Udinese e Pisa. Emozionante e particolarmente tirata la sfida del Bluenergy Stadium, conclusasi 2-2, dopo un tira e molla che ha coperto tutto l’arco dei 90 minuti. A partire forte sono gli uomini di Alberto Gilardino, trascinati dalla rete di Tramoni, ormai punto fermo dell’attacco nerazzurro. Il vantaggio iniziale dura poco: Zaniolo da corner pesca la testa di Kabasele, il difensore belga trafigge Scuffet e firma la parità al minuto 17. Prima dell’intervallo è Davis a completare la rimonta, segnando il gol del 2-1 su calcio di rigore. Nella ripresa il Pisa non molla, l’Udinese perde Zaniolo per infortunio e Meister con un tap- in vincente in area fissa il punteggio sul 2-2. Nella seconda parte della frazione va messo a referto anche un palo per lo stesso autore del pari, ma il risultato non cambia più. Gilardino guadagna un punto e va a -4 dal quartultimo posto occupato dal Lecce. Non riesce a dare continuità di vittorie l’Udinese, piazzata al decimo posto in classifica.
La Roma non trema contro il Sassuolo. Secondo successo di fila per Gasperini, bravo a sfruttare un calendario senza scontri diretti. Come il Lecce, anche i neroverdi vengono piegati senza subire gol. La formazione di Fabio Grosso ha avuto il merito di resistere per 75 minuti, mettendo sul campo intensità e qualità da contrapporre al talento e al dominio giallorosso. La partita svolta al 76°, quando Koné riesce a sfruttare un cross di Soulé, battendo in controtempo Muric. Passano pochi minuti e questa volta è lo stesso numero 18 giallorosso a timbrare il cartellino con un piazzato preciso e vincente che vale il 2-0 finale. Roma a quota 39, sempre agganciata al treno di vetta; Sassuolo al secondo ko consecutivo, chiamato a reagire nel prossimo turno.
Non si ferma la corsa dell’Atalanta, che batte 2-0 il Torino. Palladino ripropone l’undici vincente a Bologna, i granata si presentano con l’ex Zapata a guidare l’attacco. Già dalle prime battute sono i bergamaschi a dettare i ritmi della partita, aiutati dal gol iniziale di De Ketelaere sull’assist di un Bernasconi particolarmente in crescita. In una prima frazione in cui il Torino non riesce a rendersi pericoloso, Zalewski sfiora il raddoppio, ma il risultato non muta. Il secondo tempo è più equilibrato: la squadra di Baroni manca l’1-1 con Maripán e Simeone, anche grazie alle parate di Carnesecchi; a recupero inoltrato è però Mario Pasalic a punire in contropiede un Torino totalmente sbilanciato in avanti. Il croato firma il 2-0 e lancia la sua Dea al terzo successo in altrettanti match. I granata si allontanano dalla parte sinistra della classifica, riflessioni aperte per Baroni in vista del prossimo turno, per evitare di essere risucchiato in un vortice pericoloso.
Colpaccio esterno del Parma. Al Via del Mare, nel lunch match di domenica, Cuesta si impone su Di Francesco in rimonta, tornando a vincere dopo un solo punto guadagnato nelle ultime due gare. Avvio sprint dei salentini, in gol dopo meno di un minuto con la splendida rete di Štulić, costruita in maniera perfetta da Kaba e Banda. Gli emiliani faticano a trovare ritmo, Maleh centra il palo durante il primo tempo e il Parma resta in partita nonostante una prova opaca nella prima metà di gara. La sliding door del match arriva al 57’ con il rosso diretto estratto ai danni di Banda, che esce in lacrime dal terreno di gioco. Traversa di Bernabé allo scoccare dell’ora di gioco, pareggio poco dopo, con l’autorete di Tiago Gabriel al 64’. I padroni di casa si coprono, ma Pellegrino trova il modo di colpire di testa e ribaltare la situazione sull’assist del solito Bernabé. Nel recupero espulso anche Gaspar, Lecce che termina in 9. Vince Cuesta, bravo a sfruttare gli episodi giusti; Di Francesco cede il passo e resta 17° in classifica.
Fiorentina-Milan, un punto a testa. Molto combattuta la gara del Franchi: a recriminare maggiormente sono i ragazzi di Vanoli, in vantaggio per larghi tratti della ripresa, raggiunti nel finale e sfortunati nel recupero. Allegri, per la trasferta toscana, lascia inizialmente in panchina Rabiot, Leão, Modrić, Bartesaghi e Fofana, mischiando le carte in maniera netta. La Fiorentina si affida ai fedelissimi, interpretando a ritmi alti il match. Le emozioni non mancano: Pulisic non sfrutta tre occasioni in serie nel primo tempo, Vanoli viene espulso per proteste ad un passo dall’intervallo. Nella ripresa, i viola crescono fino a sbloccare la gara al minuto 66 con la zuccata di Comuzzo sulla pennellata da corner di Guðmundsson. I rossoneri vacillano ma i padroni di casa non la chiudono e allora, proprio allo scoccare del 90°, Nkunku punisce De Gea con un bolide sul primo palo. C’è ancora tempo nel recupero per una clamorosa occasione per Brescianini che viene fermato dalla traversa: il risultato finale si fissa sull’1-1. Terzo risultato utile consecutivo per Vanoli, che comincia ad intravedere la luce; il Milan resta secondo, ma vede avvicinarsi Roma e Juventus nella corsa Champions.
Al Bentegodi la spunta la Lazio. È uno 0-1 dal peso specifico non indifferente quello che i biancocelesti portano a casa dalla trasferta veneta; Maurizio Sarri ritrova il sorriso grazie all’autorete di Nelsson nella parte finale del match. Partita bloccata, caratterizzata da un Verona compatto e attento a non concedere il fianco al palleggio dei capitolini. Nel primo tempo il più vicino al gol è l’ex Noslin, ma il risultato resta a reti bianche. Non accade granché fino all minuto 79, quando la conclusione provata da Lazzari è deviata in maniera inesorabile proprio da Nelsson. Si accendono gli ultimi minuti: Valentini in area spaventa Provedel, a tempo scaduto Mosquera non sfrutta di testa e la Lazio vince di misura. Biancocelesti ottavi dopo il sorpasso al Bologna, Verona penultimo a -4 dalla zona salvezza.
Inter e Napoli impattano 2-2. Senza esclusione di colpi il big match della ventesima giornata a San Siro, che vive di momenti palpitanti e grandi giocate. I nerazzurri iniziano con la marcia ingranata e, come nella trasferta di Parma, ci pensa Dimarco a sbloccare l’empasse. McTominay sbaglia, Thuram ne approfitta e il laterale mancino conclude incrociando per l’1-0 al 9° minuto. Reazione da campione per lo stesso Scott McTominay: lo scozzese, al 26°, anticipa Akanji e si crea lo spazio giusto per battere Sommer con il sinistro. Partita piacevole, in cui non mancano potenziali momenti decisivi, come quello a metà ripresa con Rrahmani che commette fallo in area su Mkhitaryan; l’arbitro concede il rigore che Çalhanoğlu trasforma spiazzando Milinković-Savić. Ancora una volta, però, il Napoli la riprende ed è sempre McTominay a siglare da attaccante puro, su grande assist di Lang, il punto del definitivo 2-2. Le due squadre restano alla stessa distanza in classifica, il pari è tutto sommato giusto, per lo spettacolo gustato al Giuseppe Meazza e la lunga corsa verso la lotta scudetto resta viva più che mai.
Il primo posticipo del lunedì è del Genoa. La sfida tutta rossoblù sorride al Grifone, in grado di imporsi nettamente 3-0 sul Cagliari. L’equilibrio dura poco nel primo tempo e viene rotto dopo soli 7 minuti da Lorenzo Colombo, alla terza rete consecutiva e decisamente protagonista di questa fase di stagione. Pisacane non ci sta: i sardi macinano buon gioco, ma Esposito e Luvumbo vengono respinti dalle parate di Leali. Il match si indirizza ad un quarto d’ora dalla fine con il gol di Frendrup, seguito poco dopo da quello di Østigård. 3-0 e Genoa finalmente fuori dalle zone calde; Cagliari raggiunto in classifica, con un solo punto nelle ultime tre partite disputate.
Juventus spettacolare contro la Cremonese. La vittoria più larga del turno di campionato si registra all’Allianz Stadium, grazie al 5-0 rifilato dai bianconeri ai grigiorossi di Nicola. Match in discesa al 12° con il gol di Bremer che devia in porta il tiro di Miretti; passano tre giri di lancette e David raddoppia in contropiede per il 2-0. Intorno alla mezz’ora Feliciani, dopo consulto del VAR, revoca un rigore precedentemente concesso alla Cremonese, Nicola viene espulso per proteste e al 35° Yıldız corregge in rete un penalty parato da Audero allo stesso attaccante turco. Sul 3-0 la partita si placa: nella ripresa la Juve arrotonda con l’autogol di Terracciano e grazie al timbro di McKennie. Spalletti si gode il momento, divide il terzo posto con la Roma e comincia a sognare in grande; Cremonese che incappa nella terza sconfitta in 4 gare e ora inizia a guardarsi dietro.
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