Inter–Napoli, notte Scudetto a San Siro
Domenica 11 gennaio alle 20.30 San Siro accende i riflettori su Inter-Napoli, crocevia pesantissimo nella corsa Scudetto della Serie A Enilive. Da una parte la squadra di Cristian Chivu, lanciata verso il primato e pronta ad aprire un solco forse decisivo; dall’altra il Napoli di Antonio Conte, chiamato a una prova di forza per arrestare la fuga della capolista e riaprire i giochi. Una notte da grandi firme, con Lautaro Martínez e Rasmus Højlund pronti a caricarsi le rispettive squadre sulle spalle.
Inter, il tabù degli scontri diretti
Dopo la sconfitta nel derby, l’Inter ha innestato la marcia più alta: sei vittorie consecutive che hanno permesso ai nerazzurri di costruire il primo vero margine sulle inseguitrici, sfruttando anche i recenti passi falsi casalinghi di Milan e Napoli, e di avvicinare il titolo simbolico di Campione d’Inverno – recuperi permettendo.
La storia recente sorride a chi chiude davanti il girone d’andata: dal 2004/05, con il campionato a 20 squadre, la capolista di metà stagione ha poi vinto lo Scudetto in tutti i casi tranne quattro. Un dato che rende ancora più pesante il peso specifico della sfida di San Siro.
C’è però un dato che Chivu vuole cancellare: l’Inter non vince uno scontro diretto contro Napoli, Milan o Juventus dal derby Scudetto del maggio 2024. Una squadra dominante in campionato, capace di travolgere quasi tutti, ma che negli incroci al vertice ha spesso trovato difficoltà. Tre delle quattro sconfitte stagionali dei nerazzurri sono arrivate contro squadre immediatamente alle spalle di Lautaro e compagni.
Napoli rappresenta il primo grande ostacolo per spianare davvero la strada verso il tricolore: battere gli azzurri significherebbe volare a +7 sui campioni in carica.
I nerazzurri restano comunque la macchina offensiva più potente della Serie A Enilive: 40 gol segnati, undici in più del Milan, con 24 reti realizzate a San Siro. L’Inter è prima per tiri totali (316), tiri in porta (112) e occasioni create (240), ma non sempre ha trasformato l’enorme mole di gioco in vantaggio immediato: ha segnato solo una volta al primo tiro del match, contro la Roma, segnale di una produzione offensiva talvolta meno cinica di quanto auspicato.
Napoli, Conte e la sfida alla capolista
Antonio Conte conosce bene questo tipo di palcoscenici. Pressione, dettagli, intensità: è il terreno ideale per un allenatore che ha costruito i suoi successi proprio nelle grandi notti. La scorsa stagione i due pareggi per 1-1 furono fondamentali per tenere l’Inter a distanza e restare in corsa fino alla fine, mentre il 3-1 del girone d’andata al Maradona spezzò l’inerzia nerazzurra e rilanciò il Napoli dopo il ko con il Torino.
Rispetto a quella gara, Conte dovrà fare a meno di pedine importanti come De Bruyne e Anguissa, oltre a un David Neres che nelle ultime settimane aveva trovato continuità e brillantezza.
Gli azzurri restano una squadra solidissima nella gestione del vantaggio – nessun punto perso una volta avanti – e la migliore del campionato nei gol di testa (sette). Il vero tallone d’Achille è il rendimento esterno: tutte e quattro le sconfitte in Serie A Enilive sono arrivate lontano dal Maradona, compreso il precedente a San Siro contro il Milan, uno stadio che Conte vuole finalmente espugnare e che rende il big match di domenica un banco di prova decisivo per le ambizioni dei partenopei.
Lautaro contro Højlund, duello da bomber
Il confronto più atteso è quello tra i due centravanti simbolo del momento. Lautaro Martínez arriva da un turno a secco a Parma che ha interrotto una striscia di cinque partite consecutive in gol, ma il suo contributo resta da leader assoluto: 10 reti e 4 assist in campionato, con sei gol risultati decisivi, primato della Serie A Enilive. Specialista della conclusione di prima intenzione, il “Toro” ha segnato otto dei suoi dieci gol al primo tocco, dimostrando una coordinazione balistica fuori dal comune.
Rasmus Højlund ha vissuto un dicembre ancora più prolifico, con quattro gol contro i tre dell’argentino, frutto di due doppiette pesantissime e impreziosito dalle prestazioni di alto livello in EA Sports FC Supercup. Il danese abbina potenza e velocità ed è estremamente preciso: 6 gol su undici tiri nello specchio, a fronte dei 25 tentativi vincenti di Lautaro. Tutte le sue reti sono arrivate in area di rigore, così come quelle del capitano interista, a conferma di due centravanti puri, letali negli ultimi sedici metri.
Gli altri protagonisti: qualità e ritorni speciali
Alle spalle dei bomber, l’Inter può contare su Federico Dimarco, tornato ai suoi livelli migliori: tre gol e sette assist, primo tra i difensori nei passaggi chiave (43) e nelle big chances create. In Europa, nel suo ruolo, solo Grimaldo tiene il passo. Occhi puntati anche su Piotr Zieliński, ex di serata, che ritrova il Napoli nel momento più alto della sua parabola nerazzurra.
Dall’altra parte, Scott McTominay ha interrotto contro il Sassuolo un digiuno lungo più di due mesi, ritrovando il gol in un contesto a lui favorevole: contro l’Inter ha già segnato due reti decisive in tre confronti, un dettaglio che aggiunge ulteriore pepe alla sfida.
(Foto LaPresse)