Italia: i volti nuovi della Serie A per la Nations League
Il Mancini-bis riparte dai nuovi. Com’era già accaduto durante la prima gestione, anche questa volta Roberto Mancini ha saputo sorprendere con la stilatura della lista di convocazioni per gli imminenti impegni di Nations League. Quasi un marchio di fabbrica per l’attuale commissario tecnico, capace di rompere gli schemi e proporre un’Italia che stuzzica la fantasia. Era stato così e lo sarà ancora. I fedelissimi del 2021 richiamati per il nuovo corso sono 6 (Donnarumma, Barella, Cristante, Bastoni, Raspadori e Di Lorenzo), mentre la parte sostanziosa del gruppo si dovrà amalgamare tra scelte completamente diverse e profili in cerca di rilancio.
La sosta nazionali formato extra large, in tal senso, casca a pennello con le esigenze di Mancini. L’elenco di ben 34 giocatori esprime flessibilità in termini di scelte, le tre settimane piene di lavoro rappresentano il punto di partenza per valutazioni trasversali e per trovare le connessioni ideali a creare il nuovo scheletro dell’Italia che verrà.
L’agenda azzurra prevede 4 match: esordio all’Olimpico con il Belgio, trasferte in Turchia e in Francia, chiusura del cerchio al Dall’Ara di Bologna di nuovo contro la Turchia il 5 ottobre. C’è da difendere la posizione in lega A, sempre confermata dalla nascita della competizione nel 2018, e provare ad andare più avanti possibile. “Voglio vincere subito”. Le dichiarazioni di Roberto Mancini in conferenza non lasciano spazio ad interpretazioni: l’obiettivo è tornare a sentirsi forti in vista del grande traguardo di Euro 2028. La Nations League come palestra, ma neanche troppo. Il gruppo è da scoprire, ma il talento da sprigionare strizza l’occhio ad un ciclo con il quale tornare a convincere e a coinvolgere i tifosi.
Partiamo prima dall’estero. In totale sono 9 i nomi derivanti da campionati fuori dall’Italia**. La buona notizia è il sì di Inácio dal Borussia Dortmund, mentre Zoma (Norimberga) e Doumbia (Sporting CP) rappresentano le novità in sintonia con il credo di Mancini. Un modo per allargare gli orizzonti, senza fermarsi per forza alla sicurezza del giardino di casa. Ad ogni modo, anche in Serie A il nuovo allenatore ha saputo attingere, dimostrando di non avere alcuna remora verso il nuovo che avanza, maturando in maniera indiretta alcune esclusioni eccellenti.
Quali sono le novità dalla Serie A Enilive?
Massimo Pessina
Diciottenne portiere del Bologna, la prima convocazione nell’Italia è una sorpresa a tutti gli effetti. Il talento lombardo aveva esordito nel campionato italiano la scorsa annata nella gara contro il Napoli, dimostrando immediatamente personalità e carattere tra i pali. Rimasto a Casteldebole sotto la guida di Domenico Tedesco, nella stagione corrente è stato promosso da terzo a secondo portiere in rosa, arrivando ad insidiare la titolarità di Skorupski. Con l’avvento di Palladino sulla panchina emiliana, punta a rovesciare le gerarchie. Roberto Mancini vuole approfondire le caratteristiche del giovane numero 1, dandogli l’opportunità di vivere la quotidianità di Coverciano al fianco di Donnarumma e soci. Il tempo è dalla sua, lui apprende in fretta.
Daniele Ghilardi
Difensore centrale scuola Fiorentina e Verona, a Roma con Gasperini ha avuto il merito di crescere esponenzialmente nel corso della prima stagione. La concorrenza non lo spaventa: in casa giallorossa, sulla carta, è dietro ai titolarissimi, ma tutto ciò non lo ha mai fermato. La peculiarità più apprezzabile del centrale lucchese è l’adattamento. Può essere il pilastro centrale di una difesa a tre, è in grado di fare il braccetto e di giocare in una difesa a quattro. A 22 anni e dopo un’ottima formazione con l’Under 21, sembra pronto per il confronto ad un livello successivo. Piedi buoni, profilo moderno da curare sul lungo periodo.
Eddy Kouadio
Nato a Prato, originario della Costa d’Avorio, il difensore classe 2006 è pronto a sfruttare l’effetto sorpresa. Di proprietà della Fiorentina, la formazione in prestito al Monza è iniziata in rampa di lancio. Mister Jurić lo ha messo sotto la sua ala, uno spazio ideale per imparare in fretta e bruciare le tappe. È veloce, bravo nell’uno contro uno e porta duttilità. All’occorrenza funge da esterno basso di destra, forte di spiccate qualità in accelerazione. In questo inizio di campionato è sempre stato schierato da centrale di destra in un reparto a tre, ruolo ideale per proseguire l’ascesa. La convocazione è allo stesso tempo un premio e un punto di partenza. Kouadio si mette a disposizione, Mancini lo tiene d’occhio da vicino.
Alessandro Romano
È andata a buon fine l’opera di convincimento di Roberto Mancini nei confronti del nuovo talento del Cagliari. Figlio di genitori italiani, il centrocampista scuola Roma ha sempre e solo giocato con la Svizzera nelle selezioni giovanili, arrivando ad un passo dalla convocazione in nazionale A con gli elvetici. L’esplosione nella prima parte di Serie A Enilive ha contribuito a spingere il nativo di Winterthur a preferire l’azzurro, complice anche l’attento corteggiamento del CT. Romano giocherà con l’Italia e c’è già chi chiede per lui un ruolo da protagonista all’interno del progetto. Il ragazzo ha mostrato carisma e sostanza nel centrocampo cagliaritano di Pisacane, segnando all’esordio in Serie A e mostrando a più riprese prestazioni sopra le righe. Come sempre, soprattutto in nazionale, è richiesto equilibrio. Mancini saprà ritagliargli lo spazio adeguato, il profilo da predestinato deve solo prendere la giusta forma.
Sebastiano Esposito
Il duro lavoro che alla fine paga sempre. Raggiunge Pio in azzurro e si gode la sensazione di avercela fatta. A Sassuolo si è preso la scena con il gol alla Juventus due giornate fa in campionato, Aquilani lo sta convincendo ad alzare l’asticella e lui non si è tirato indietro. L’emozione di vestire la divisa dell’Italia per la prima volta è lo stimolo più grande, la possibilità del tandem con il fratello la naturale conseguenza di un percorso da gustarsi a pieno. In termini tecnici, Seba Esposito fornisce a Mancini l’identikit di un attaccante funzionale a diversi sistemi di gioco. Seconda punta, centravanti mobile, esterno a piede invertito, la collocazione migliore si capirà anche a seconda dell’avversario da affrontare. Proverà a spaccare il mondo a petto in fuori con le sue giocate.
Antonio Vergara
Sulla scia di Sebastiano Esposito, il gioiellino di casa Napoli porta caratteristiche dinamiche all’interno del gruppo azzurro. In verità Antonio Vergara la sua possibilità in nazionale se l’era già costruita al tempo dei playoff per il Mondiale 2026, ma una fascite plantare non gli permise di rispondere presente a Gennaro Gattuso. Mesi dopo, la meritata convocazione giunge in maniera naturale: Mancini ha studiato le mosse dell’attaccante napoletano e si è convinto presto a coinvolgerlo nel nuovo corso. Prima Conte e poi Allegri come maestri nel salto in Serie A Enilive, il suo è un talento quasi unico, da lasciar esprimere senza troppi freni. La collocazione ideale si capirà cammin facendo.