Juventus-Roma, l’ambizione dei due tecnici
Serie A Enilive

Juventus-Roma, l’ambizione dei due tecnici

Sabato sera alle 20.45 il big match tra bianconeri e giallorossi. Sullo sfondo il duello tra due allenatori navigati come Spalletti e Gasperini, entrambi ex, tutti e due pronti a compiere il balzo in classifica.

Nel tratto di un lungo weekend che accompagna la EA SPORTS FC Supercup 2025/26, la Serie A Enilive non si ferma e, tra le corde del campionato, trova spazio un confronto da cerchietto rosso sul calendario. Sabato sera all’Allianz Stadium Juventus e Roma cercano consapevolezze e slanci da sguardi virtuosi, per riavvicinare chi, proiettato verso l’orizzonte asiatico della Supercoppa, giocoforza dovrà accomodarsi e attendere il proprio turno. L’occasione che si presenta per entrambe le squadre rappresenta una sorta di test d’ingresso nel calderone bollente delle contendenti al titolo, soprattutto per la Roma che arriva allo Stadium con 4 punti di vantaggio e ha già assaggiato il primato solitario**:** i bianconeri sono usciti dallo stadio Dall’Ara riattivando le sinapsi da grande squadra, sprigionando una prestazione matura e profonda che ha estratto i primi risultati del lavoro del nuovo allenatore**; i giallorossi, invece, si sono rimessi a caccia**, battendo il Como 1-0 hanno saputo alimentare le vecchie abitudini di inizio stagione, dove la caratterizzazione solida del gruppo aveva fruttato risultati preziosi e costanti.

Pensieri e ambizioni dei due tecnici

Spalletti conosce i momenti chiave con i quali determinare una stagione intera: vincere sabato sera significherebbe non solo un grosso passo avanti in classifica, ma soprattutto una presa di coscienza delle potenzialità del gruppo. Tra scatti veloci e brusche frenate, la Juve ha bisogno di tracciare una rotta decisa e coraggiosa per convincere tutto l’ambiente a credere di potersi ancora imbucare alla festa.

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Non vuole mettere firme Gian Piero Gasperini. Stuzzicato dall’idea di non accontentarsi del 4° posto, l’allenatore di Grugliasco in settimana è apparso particolarmente motivato a dimostrare di avere un gruppo capace di stupire anche con carichi di lavoro (e di pensiero) più pesanti. Il rientro nella sua Torino, da dove è partito, ha sempre quel sapore di casa, ma mai come in questa circostanza può essere visto come il trampolino di lancio per le ambizioni di primato. Il bottino pieno vorrebbe dire Roma capolista al fianco dell’Inter (che avrebbe naturalmente una gara da recuperare), lo scalpo in trasferta di una big e lo scherzetto a Spalletti farebbero risaltare i dettagli dell’opera d’autore.

Focus tattico

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Juventus che deve rinunciare a Koopmeiners, squalificato per il match della 16ª giornata. Mancando la regia dal basso del giocatore olandese, Luciano Spalletti studia le contromosse, aprendosi una strada diversa grazie al rientrante Bremer, visto in campo per uno spezzone nella partita di Bologna. In questi giorni si è fatta sempre più rumorosa la voce di un passaggio alla difesa a 4, opzione valida sia dal 1° minuto, sia a gara in corso a seconda dello scenario. I giallorossi -sulla carta- utilizzano lo stesso modello di partenza dei bianconeri (3-4-2-1): nella metà difensiva i due disegni si assomigliano, ma soprattutto nell’ultimo terzo di campo Spalletti e Gasperini considerano disegni di finalizzazione differenti. Da una parte la centralità di Yıldız, fulcro del gioco e di palloni bollenti fuori dal rettangolo, al contempo famelico cacciatore d’area, con o senza sfera tra i piedi; dall’altro lato l’asse Soulé-Pellegrini per dividersi oneri e onori, proponendo schemi diversi rispetto ai bianconeri, aiutandosi a vicenda per rafforzare reciprocamente le abilità del compagno. Dal duello in fascia tra Cambiaso e Wesley può orientarsi l’andamento della partita, ma attenzione al lavoro sul lato debole di uno come McKennie, sempre abile negli inserimenti silenziosi; lo stesso dicasi per gente come Cristante e Koné, riempitori d’area sui quali dovranno alzare le antenne i difensori bianconeri. In attacco David e Ferguson sono a caccia di certezze e nel ventaglio di scelte i vari Openda, Zhegrova, Dovbyk e il grande ex Dybala allungano la lista e i dubbi nella testa dei due tecnici.

La partita del cuore per Luciano e Gasp

Gli intrecci di questo Juventus-Roma si sprecano: in panchina le pieghe del racconto profumano di dolci trascorsi impossibili da chiudere in un cassetto dei ricordi.

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La carriera trentennale di Luciano Spalletti ha accarezzato i contesti più disparati, ma la doppia parentesi giallorossa diventa preponderante nella cronistoria dell’allenatore di Certaldo. Arrivato a Trigoria nel 2005 dopo aver condotto l’Udinese alla prima storica qualificazione in Champions League, Spalletti resta nella capitale fino al 2009, riportando a Roma trofei importanti (Supercoppa Italiana nel 2007 e due affermazioni consecutive in Coppa Italia); in campionato è l’antagonista principale dell’Inter dominatrice di quel tempo, conquista per tre volte di fila il 2° posto e il 6° nella stagione 2008-09. Torna in giallorosso nel gennaio 2016 per risollevare le sorti della squadra: grazie ad un filotto con una sola sconfitta su 19 in campionato, termina 3° in Serie A. Nell’annata 2016/17 fa ancora meglio: 2ª piazza conquistata, record di punti (87) e di reti segnate in una singola stagione (90), superando così tecnici del passato della Roma come Nils Liedholm e Fabio Capello.

Il rovescio della medaglia in panchina è certamente Gian Piero Gasperini. Da calciatore cresce nel vivaio della Juventus dal 1967 al 1977, togliendosi anche la gioia del debutto con la prima squadra di Giovanni Trapattoni in occasione della fase finale di Coppa Italia del ‘77. Prosegue la carriera da giocatore professionista con altre maglie, infine appende le scarpette al chiodo nel 1993. Un anno più tardi torna in bianconero per vestire i panni dell’allenatore. La Juventus gli affida la guida della formazione Giovanissimi, dopo due stagioni passa agli Allievi e nel 1998 viene designato come nuovo tecnico della Primavera. L’apice del periodo a Torino coincide con il trionfo nel prestigioso torneo di Viareggio del 2003: finale vinta allo stadio dei Pini contro lo Slavia Praga grazie alla rete di Chiumento che vale l’1-0 finale. Nell’estate del 2003 accetta la proposta del Crotone, fissando il campo base di una lunga e meravigliosa carriera da allenatore. (Foto Getty Images + LaPresse)