L’ascesa dei difensori – Palestra e la rivoluzione del ruolo
L’epoca dei difensori che sapevano solo difendere è finita già da un pezzo, oggi il ruolo impone un repertorio molto più ampio: costruire, correre, rifinire, creare superiorità numerica e, possibilmente, incidere anche in zona gol. La Serie A Enilive 2025/26 ha fotografato alla perfezione questa evoluzione, consacrando una nuova generazione di interpreti capaci di dominare entrambe le fasi del gioco.
Il volto simbolo di questa trasformazione è Marco Palestra, miglior difensore del campionato e autentica rivelazione della stagione. Ma accanto all'esplosione del giovane rossoblù non sono mancate le conferme dei grandi specialisti del ruolo, dai difensori goleador ai registi arretrati, fino ai guerrieri delle aree di rigore.
Marco Palestra, il difensore del futuro è già qui
La consacrazione di Marco Palestra rappresenta una delle storie più affascinanti dell'intera stagione. Il classe 2005, cresciuto nell'Atalanta e sbocciato definitivamente al Cagliari di Fabio Pisacane, si è aggiudicato il premio di Miglior Difensore della Serie A Enilive 2025/26 trasformandosi in una delle armi offensive più devastanti del torneo.
Schierato stabilmente da quinto di centrocampo, spesso con licenza da ala aggiunta, Palestra ha messo in mostra un mix raro di velocità, coraggio e capacità di saltare l'uomo. Non a caso ha conquistato anche il Frecciarossa Speed Award, riconoscimento assegnato al giocatore con la più alta velocità media negli sprint del campionato: 27,96 km/h, davanti a Rasmus Højlund (27,92) e Dodô (27,77).
I numeri raccontano un impatto impressionante. Terzo assoluto per dribbling tentati (118) e riusciti (81), Palestra è il difensore con più dribbling completati nei cinque principali campionati europei. Alle accelerazioni abbina una presenza costante nella metà campo avversaria: 67 tocchi in area rivale, quinto dato tra i difensori del torneo. La sua esplosività ha costretto spesso gli avversari alle maniere forti. Con 109 falli subiti, nessuno in Serie A è stato fermato irregolarmente più volte del laterale rossoblù. E la sua propensione alla corsa emerge anche nei dati atletici: primo per distanza totale percorsa in sprint (14,23 km) e terzo per distanza media delle singole accelerazioni.
A completare il quadro, una rete e quattro assist. Memorabile la prestazione contro la Fiorentina, impreziosita da un gol e un passaggio vincente: da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, soltanto Alessio Romagnoli e Destiny Udogie avevano realizzato una partita con almeno una rete e un assist da difensori Under 21.
I padroni delle corsie
Le corsie laterali hanno rappresentato uno dei principali laboratori tattici del campionato. Dodô si conferma una macchina da produzione offensiva con 86 tocchi nell'area avversaria, il dato più alto tra i difensori del torneo. Alle sue spalle emergono Davide Zappacosta e Mehmet Zeki Çelik, protagonisti costanti negli ultimi metri. Sul piano atletico brillano invece Marcus Pedersen e Wesley, specialisti della progressione palla al piede, mentre Alessandro Bastoni e Leonardo Spinazzola si distinguono per gli ingressi in area avversaria, entrambi a quota 63.
L’impatto offensivo dei difensori
La retroguardia della Juventus ha trovato nei suoi difensori due protagonisti assoluti della produzione offensiva. Con sette partecipazioni al gol ciascuno, Gleison Bremer e Andrea Cambiaso guidano la classifica dei difensori più incisivi della Serie A.
Bremer ha chiuso con quattro gol e tre assist, confermando il proprio dominio nel gioco aereo con ben tre reti di testa. Sedici delle sue 22 reti complessive in Serie A sono arrivate con questo fondamentale: primato tra i difensori dal suo esordio nel torneo nel 2018/19.
Cambiaso, invece, ha firmato la miglior stagione della carriera sotto il profilo realizzativo. Tre gol e quattro assist gli permettono di eguagliare il proprio record di passaggi vincenti e stabilire il nuovo primato personale di marcature in Serie A. A completare il quadro, il primo posto tra i difensori per occasioni create: ben 55.
I bomber della retroguardia
Le aree di rigore sono diventate terreno di conquista anche per chi, sulla carta, dovrebbe frequentare soprattutto la propria. E la classifica dei difensori più prolifici racconta una stagione ricca di specialisti.
Leo Østigård ha scritto una pagina di storia del Genoa con cinque reti, diventando il primo difensore centrale rossoblù a raggiungere questo traguardo in una singola stagione di Serie A. Nessun centrale dei cinque grandi campionati europei ha fatto meglio nel 2025/26: soltanto Luka Vušković dell'Amburgo ha eguagliato il norvegese.
Anche Strahinja Pavlović ha chiuso a quota cinque gol, diventando il primo difensore centrale straniero del Milan a riuscirci in una stagione di Serie A. Il serbo sotto Allegri ha inoltre scoperto una spiccata vocazione offensiva, risultando secondo tra i difensori per expected goals.
Cinque reti anche per Wesley, protagonista di una stagione straordinaria all’esordio assoluto in Serie A. Tra i difensori con almeno cinque gol nei top cinque campionati europei, soltanto Vušković è più giovane del brasiliano. La sua annata è impreziosita inoltre da una performance realizzativa di +3,52 rispetto agli expected goals, la quarta migliore dell'intero campionato.
Subito dietro si collocano Gianluca Mancini e Marc Oliver Kempf, entrambi a quota quattro reti, tutte di testa, raggiungendo anche il predominio di gol aerei nel torneo. Il capitano giallorosso ha firmato un primato storico nel Derby della Capitale, diventando il primo difensore a realizzare una doppietta nella sfida tra Roma e Lazio. Con 16 gol di testa in Serie A, inoltre, condivide con Bremer il primato tra i difensori dal 2017/18. Per Kempf, invece, i quattro gol rappresentano il miglior bottino realizzativo della carriera nei cinque maggiori campionati europei.
Aaron Martin e l’arte dell’assist
Tra i difensori assist-man continua a svettare Aaron Martín. Lo spagnolo del Genoa ha chiuso con cinque assist, confermandosi uno dei migliori specialisti del campionato nella rifinitura da corsia laterale.
Quattro dei suoi passaggi vincenti hanno trovato proprio Østigård, testimonianza di una connessione particolarmente efficace sulle palle inattive. Nelle ultime due stagioni soltanto Federico Dimarco e Nico Paz hanno servito più assist di Aaron Martín in Serie A. A ciò si aggiunge una produzione costante dal punto di vista dei cross: con 213 traversoni effettuati è il terzo miglior crossatore del torneo dietro a Dimarco e Valeri.
I costruttori: quando il primo regista gioca in difesa
La costruzione dal basso continua a essere una delle chiavi del calcio moderno e alcuni difensori hanno assunto un ruolo sempre più centrale nell'avvio della manovra.
Pierre Kalulu è secondo assoluto nel campionato per passaggi completati, dietro soltanto al compagno Manuel Locatelli, con 2309 giocate riuscite. Tra i difensori, seguono Manuel Akanji, Oumar Solet, Jacobo Ramon e Kelly, tutti protagonisti nel dare continuità e qualità alla circolazione del pallone delle rispettive squadre. La presenza anche di Lloyd Kelly ci fornisce un’ulteriore conferma della centralità della costruzione dal basso nella Juventus.
I signori delle trincee
Se alcuni difensori brillano per qualità tecniche e offensive, altri hanno costruito la propria stagione nella parte più dura del mestiere.
Victor Nelsson, leader difensivo dell'Hellas Verona, domina le classifiche dei duelli vinti (237), delle respinte difensive (195) e dei duelli aerei conquistati (154). Alle sue spalle emerge il giovanissimo Tiago Gabriel del Lecce, classe 2004, secondo in tutte e tre le categorie: 224 duelli vinti, 183 respinte e 152 successi nel gioco aereo. Ottimi numeri anche per Simone Canestrelli del Pisa e Leo Østigård, lottatori immancabili nelle rispettive aree di rigore.
Sul fronte delle letture difensive spiccano invece Evan Ndicka e Oumar Solet. Il centrale romanista è primo per palloni recuperati (269), davanti proprio al difensore dell'Udinese (249) e a Marin Pongracic (248).
Nella graduatoria degli intercetti emergono invece Filippo Terracciano (188) e ancora Solet (187), due difensori particolarmente efficaci nel leggere le linee di passaggio e spegnere le azioni avversarie prima ancora che si sviluppino.
Un'arma sempre più studiata: le rimesse lunghe
Tra le situazioni che hanno caratterizzato il campionato c'è anche il crescente utilizzo delle rimesse laterali lunghe come vera e propria soluzione offensiva. L'Hellas Verona ne ha fatto un marchio di fabbrica grazie alla gittata di Martin Frese, capace di produrre quasi due rimesse profonde a partita. Dietro di lui figurano Simone Canestrelli e Alessandro Bastoni, ulteriore dimostrazione di come anche i dettagli apparentemente marginali siano diventati strumenti tattici sempre più raffinati nel calcio moderno.