L'idolo della Bombonera sbarca al Brianteo
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L'idolo della Bombonera sbarca al Brianteo

Il Monza chiude il proprio mercato estivo con un colpo a sorpresa, portando in Italia Exequiel Zeballos, esterno classe 2002 cresciuto nel Boca Juniors e diventato uno degli idoli più recenti degli Xeneizes.

Dalla Bombonera al Brianteo, da Buenos Aires alla Brianza. Per Exequiel Zeballos il trasferimento al Monza significa lasciare per la prima volta l'Argentina, separandosi dall'unica maglia indossata in carriera, per misurarsi con il calcio europeo. Un salto tra due mondi lontanissimi, reso possibile dal blitz dei biancorossi, che sorprendono tutti nel finale di mercato assicurandosi uno dei talenti più interessanti cresciuti nel vivaio del Boca Juniors.

Un'operazione che completa un'estate nella quale il Monza ha guardato soprattutto a giovani di prospettiva e mercati meno battuti, salvo poi alzare il tiro negli ultimi giorni con profili di maggiore esperienza e spessore. Zeballos è la ciliegina sulla torta: un giocatore forgiato nel culto del Boca, passato attraverso gol, infortuni e rinascite prima di scegliere la Serie A per scrivere il primo capitolo della sua carriera lontano da casa.

Dalle giovanili al Superclásico: una vita al Boca

Nato a Santiago del Estero il 24 aprile 2002, Zeballos ha trascorso tutta la propria carriera calcistica al Boca, dalle giovanili fino alla prima squadra. Il Boca è nel DNA di una carriera intensa e tormentata tra dribbling e gol da una parte, una lunga serie di problemi fisici dall'altra.

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L'esordio tra i grandi arriva alla fine del 2020, ma è nel 2022 che “El Changuito” comincia davvero a prendersi il Boca a suon di gol e giocate, contribuendo anche alla conquista del campionato argentino. Nell'agosto dello stesso anno, però, la sua ascesa si interrompe bruscamente. Inizia un lungo calvario scandito da tre gravi infortuni nel giro di poco più di una stagione, che lo costringono a mesi di riabilitazione e gli fanno perdere di fatto quasi due anni di calcio.

Il 2025 diventa così l'anno della rinascita. È soprattutto nella seconda parte della stagione che Zeballos torna ad accendere la Bombonera, chiudendo il torneo di Clausura con 4 gol e 2 assist in 10 partite. Il momento che lo consacra definitivamente agli occhi del popolo del Boca arriva sul palcoscenico più importante: il Superclásico contro il River Plate.

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È Zeballos ad aprire le danze nel 2-0 degli Xeneizes, prima di correre a festeggiare in mezzo alla propria gente. Un gol al River, un Superclásico riconquistato in casa dopo tre anni e un abbraccio con la Bombonera che vale quasi un'investitura: da talento tormentato a beniamino de La Doce, la curva più calda del Boca. È forse l'immagine che meglio racconta cosa abbia rappresentato “El Changuito” nell'ultima parte della sua avventura argentina.

Il 2026 gli presenta un altro ostacolo, con un infortunio alla coscia che lo costringe a fermarsi all'inizio di febbraio. Zeballos riesce comunque a tornare in campo e a chiudere la sua ultima annata al Boca con un gol e 3 assist, prima di salutare Buenos Aires e scegliere, a 24 anni, di attraversare l'Atlantico per la prima esperienza europea della sua carriera.

Il DNA sudamericano de “El Changuito”

Anche il soprannome racconta qualcosa delle sue origini. “El Changuito”, letteralmente “scimmietta”, rimanda soprattutto al termine chango, utilizzato nel Nord dell'Argentina come appellativo affettuoso per indicare un ragazzo. Un nomignolo che Zeballos si porta dietro fin dagli inizi e che alla Bombonera è diventato ormai inseparabile dal suo nome.

In campo è un esterno offensivo rapido, estroso e istintivo, uno di quei giocatori che cercano il duello quasi per natura. Dribbling, cambi di ritmo e conduzione palla al piede sono il cuore del suo calcio. Nel suo repertorio ci sono anche un buon tiro e qualità sui calci piazzati, dalle punizioni ai rigori.

Il suo habitat naturale resta la fascia, soprattutto quella destra, anche se può partire da sinistra. Nel 3-4-2-1 di Ivan Juric il suo calcio potrebbe però evolvere: Zeballos ha le caratteristiche per occupare uno dei due posti alle spalle del centravanti, partendo più dentro al campo senza rinunciare alla possibilità di allargarsi per cercare l'uno contro uno.

Dalla Bombonera al Brianteo, il Monza porta così in Serie A un piccolo concentrato di calcio argentino: ora tocca a “El Changuito” mettere estro, dribbling e imprevedibilità al servizio della corsa salvezza biancorossa.