La lunga marcia del Milan verso il Derby della Madonnina
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La lunga marcia del Milan verso il Derby della Madonnina

A quattro gare dalla stracittadina, Allegri prepara l’inseguimento all’Inter tra primati da proteggere e suggestioni storiche: nel mirino la striscia record del Milan di Capello 1992/93

Quattro partite, recupero con il Como incluso, separano il Milan dal Derby della Madonnina dell’8 marzo. Otto punti dividono oggi i rossoneri dalla vetta, cinque in caso di successo contro i lariani: una distanza ancora non proibitiva, ma che impone un percorso netto nelle prossime settimane.

Davanti corre l’Inter, capace di imporre un ritmo quasi insostenibile per le rivali. I nerazzurri hanno già segnato 57 gol in 24 partite, contro i 38 in 23 gare del Milan, esprimendo il miglior attacco del campionato. La squadra di Chivu ha costruito la propria leadership soprattutto contro le formazioni di seconda fascia, lasciando punti quasi esclusivamente negli scontri diretti. Non perde dalla stracittadina d’andata e ha dimostrato una continuità offensiva senza eguali, una caratteristica però che Allegri non ha neanche l’ambizione di emulare.

Se l’Inter corre con l’attacco, il Milan risponde con equilibrio e consistenza. I rossoneri sono la terza miglior difesa del torneo con appena 17 gol subiti e presentano un track record immacolato negli scontri diretti. La striscia aperta di 22 risultati utili consecutivi racconta di una formazione che ha imparato a non perdere mai il controllo, anche quando non riesce a vincere: otto pareggi, contro uno solo dei nerazzurri, testimoniano una gestione lucida dei momenti critici della stagione.

Un dato certifica ulteriormente la solidità del gruppo: insieme al Bayern Monaco, il Milan è una delle sole due squadre ancora imbattute in trasferta nei cinque grandi campionati europei. Un primato che testimonia maturità e capacità di adattamento, qualità che diventano decisive nella volata verso il Derby.

Lo snodo Pisa, Parma e Cremonese

Il calendario riserva al Diavolo un passaggio chiave. Pisa, Parma e Cremonese rappresentano tre ostacoli sulla carta alla portata, ma proprio contro queste squadre il Milan ha lasciato terreno nel girone d’andata: due pareggi contro Pisa e Parma e l’unica sconfitta stagionale arrivata all’esordio contro la Cremonese.

Un rendimento - 2 punti su nove disponibili - che impone un cambio di passo immediato. L’anticipo all’Arena contro il Pisa assume così un valore simbolico, anche personale per Allegri: proprio in quello stadio, 37 anni fa, il tecnico livornese iniziava da calciatore la sua ormai decennale storia in Serie A. Oggi torna da protagonista in panchina, con la possibilità di scrivere un altro piccolo significativo capitolo della storia del Milan.

Verso il filotto di Capello: il parallelo con il Milan 1992/93

In caso di risultato positivo a Pisa, il Milan eguaglierebbe la striscia di 23 partite senza sconfitte del Milan di Fabio Capello 1992/93. Un paragone impegnativo, ma inevitabile quando i numeri iniziano a sovrapporsi. Quella squadra, costruita per dominare e reduce dallo Scudetto degli “Invincibili”, vinse il campionato con appena due sconfitte e la miglior difesa del torneo.

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Era l’ultima stagione in carriera di Marco Van Basten, autore di 13 gol in 15 partite, mentre Jean-Pierre Papin, arrivato dalla Francia, contribuì con 13 reti in 22 presenze. Il parallelismo con l’attualità passa anche da qui: come allora arrivò un Pallone d’Oro (appunto, Papin), così nella recente finestra di mercato a Milanello è approdato Luka Modrić, primo a interrompere l’egemonia Ronaldo-Messi nell’assegnazione del premio individuale più prestigioso. Suggestioni che alimentano il racconto, ma che Allegri preferisce lasciare sullo sfondo.

Allegri, la gestione del presente e il peso dei leader

Il tecnico rossonero continua a tenere il gruppo lontano da distrazioni e confronti prematuri, concentrato esclusivamente sul presente. La gestione dei momenti è una delle sue cifre distintive, supportata dall’esperienza di giocatori come Modrić e Rabiot, autentiche estensioni in campo del pensiero dell’allenatore.

La pausa forzata potrebbe restituire al Milan anche le sue stelle offensive, Pulisic e Leao, fin qui sostituite con efficacia da Nkunku e Loftus-Cheek. Un segnale chiaro della filosofia di gruppo che ha permesso ai rossoneri di trasformare le difficoltà in risorse.

La lunga marcia verso il Derby entra dunque nel vivo. Il Milan ha scelto la via della solidità e della continuità. Per restare agganciato alla vetta, però, ora serve un’accelerazione. E la storia insegna che quando i rossoneri raggiungono certi numeri, le imprese non sono più un’utopia.

(Foto Getty Images)