La riscossa dei neopromossi (e delle neopromosse)
Bierhoff, Batistuta, Chiesa, Inzaghi, Hübner, Vieri: questi nomi compaiono osservando la classifica marcatori della Serie B 1993/94, considerata la stagione con il valore tecnico probabilmente più alto – perlomeno dal punto di vista della qualità offensiva – della storia. Sei giocatori poi laureatisi capocannonieri della Serie A, pur non aggiudicandosi il titolo di miglior goleador di categoria in quell’annata (ci pensò Massimo Agostini, con la maglia dell’Ancona, a mettere tutti d’accordo con i suoi 18 centri, uno in più del tedesco futuro Campione d’Italia con il Milan nel 1999).
Dopo il periodo d’oro degli anni ’90, la serie cadetta aveva pian piano perso il suo appeal, pur vivendo annate di gloria in cui squadre blasonate erano costrette a ripartire dopo una stagione fallimentare, basti pensare alla stagione 2006/07 in cui a trovare la promozione diretta furono Juventus, Napoli e Genoa – unico caso in cui i playoff non si resero necessari in virtù del divario fra 3° e 4° in classifica – o alla 2011/12, con il Pescara di Zeman promosso direttamente insieme al Torino, mentre la Sampdoria strappava il terzo posto utile nella finale playoff contro il Varese, fresco di knockout ai danni del Verona in semifinale.
Episodi forse un po’ troppo sporadici per una categoria che a lungo aveva messo in mostra grandi talenti o squadre capaci di lasciare tracce anche nel massimo campionato, per un trend che negli ultimi anni sta cambiando, grazie ad altre grandi piazze che presentano progetti ambiziosi, in attesa di approcciare il palcoscenico più importante.
La riscossa delle neopromosse
Era dal 2013/14 che tutte e tre le neopromosse in una stagione di Serie A non riuscivano a portare a casa tre punti contemporaneamente nella stessa giornata: era l’11° turno, e Livorno, Sassuolo e Verona si imposero rispettivamente contro Atalanta, Sampdoria e Cagliari.
489 giornate dopo, eccoci di nuovo, con alcuni protagonisti che si intrecciano: lo stesso Sassuolo del carnefice Berardi, autore di una tripletta nella trasferta di Genova, diventa vittima del Frosinone trascinato dall’hattrick firmato Raimondo, il Cagliari si arrende al Monza, e Davide Nicola – sulla panchina del Livorno quella domenica 3 novembre 2013 – si ripete prendendosi addirittura il prestigioso scalpo del Napoli.
Una sorpresa, ma fino ad un certo punto: il Frosinone è una squadra con le idee chiare, intensa e veloce; il Monza ha raccolto ciò che ha seminato in un principio di stagione non semplice, in cui però i dettami di Juric si iniziavano già ad intravedere, e le occasioni da rete non sono solo state create, ma anche trasformate; il Venezia si è presentato in Serie A con ambizioni e un mercato di livello, e punta ora a trovare la quadra dopo lo sfortunato avvio targato Stroppa.
Cisse e Raimondo, dalla Serie B a protagonisti in Serie A
Uno si è guadagnato le copertine come italiano più giovane di sempre a siglare una tripletta europea, l’altro è in vetta alla classifica marcatori della Serie A: per Alphadjo Cisse e Antonio Raimondo i primi tre mesi scarsi della stagione 2026/27 stanno prendendo una piega tanto piacevole quanto inattesa.
Il giovane talento classe 2007 del Milan è reduce da un campionato da 6 gol in 22 presenze in Serie B con il Catanzaro, con l’aggiunta di un infortunio che ha privato la squadra allora allenata da Aquilani di un elemento fondamentale nella corsa alla promozione. Il centravanti di proprietà del Bologna, squadra con cui esordì in Serie A addirittura nel 2020/21, ha invece raggiunto la doppia cifra, siglando 11 reti nella Serie BKT 2025/26, bottino che con questo ritmo potrà essere presto superato nel livello più alto del calcio italiano.
I suoi numeri sono infatti da centravanti di razza: considerando solo gli attaccanti con almeno 10 tiri tentati, è il terzo più concreto del campionato, con i soli Varela e Maldini capaci di mettere a segno più tiri rispetto a quelli tentati, ma con una media realizzativa non paragonabile a quella fatta registrare finora dall’attaccante del Frosinone. Per Cisse invece, numeri che descrivono un attaccante vecchio stampo, con le caratteristiche più simili a una seconda punta piuttosto che a un esterno moderno, capace di abbinare la qualità palla al piede alla pericolosità in area di rigore.
Sulla scia di Pio Esposito
L’ultima giornata ha visto anche il primo timbro fra i grandi di Mattia Liberali, altro ragazzo di cui si è parlato molto quest’anno, anch’egli protagonista nel Catanzaro insieme a Cisse e conquistato dal Como, che dopo un precampionato interessante ha suggellato con un mancino pennellato la sua prima presenza da titolare in Serie A.
A lui si possono aggiungere altri giocatori visti anche con la maglia della Nazionale, come Doumbia e Romano, ma anche altri: calciatori potenziati da quello che sta tornando ad essere un vero e proprio campionato di sviluppo, fra i quali riassumiamo i nomi principali.
Discorsi e concetti già espressi un anno fa, quando Pio Esposito si stava imponendo come un co-titolare dell’Inter dopo la stagione passata allo Spezia, e che probabilmente si potranno ripetere anche la prossima stagione, quando la Juventus potrà beneficiare delle prestazioni del giovane Licina, ora in forza alla Cremonese, per rafforzare un trend positivo che può portare ulteriore valore all’intero ecosistema della Serie A.