La Serie A del futuro passa dai giovani: i migliori under del campionato
Serie A Enilive

La Serie A del futuro passa dai giovani: i migliori under del campionato

Cresce il rendimento dei calciatori destinati a scrivere il futuro del campionato e delle rispettive nazionali. Gli esempi virtuosi di Pio Esposito, Bartesaghi e Comuzzo, la consacrazione di Nico Paz, Yıldız e Castro

La prima parte di stagione della Serie A Enilive restituisce l’immagine di un campionato in cui il peso dei giovani è cresciuto in modo evidente e strutturale. Minutaggio crescente, responsabilità affidate con continuità e un impatto tangibile sui risultati raccontano di un percorso ormai avviato, fatto di scelte ponderate e di una progressiva integrazione dei talenti emergenti nei contesti di massima competitività.

Tra programmazione, sostenibilità economica e necessità di fare risultato, i club stanno trovando nella valorizzazione dei talenti emergenti un punto di equilibrio efficace. La fiducia degli allenatori in molti casi sta incontrando risposte puntuali sul campo: personalità, continuità di prestazioni e capacità di reggere la pressione hanno trasformato il ruolo dei più giovani, sempre meno comparse e sempre più protagonisti.

Il quadro che emerge al giro di boa è quello di una nuova generazione che ha già lasciato un segno riconoscibile sul campionato. I numeri, le prestazioni e l’impatto nelle partite chiave rendono ampia la platea dei profili meritevoli di attenzione. Il nostro focus si concentra su dieci nomi – cinque italiani e cinque stranieri – che meglio di altri hanno interpretato questo passaggio, offrendo uno spaccato del presente e, al tempo stesso, una prospettiva concreta sul futuro della Serie A.

BARTESAGHI (2005) – Le milanesi hanno messo al centro dei rispettivi progetti tecnici due ragazzi cresciuti nelle giovanili. Davide Bartesaghi, 20 anni, era partito dietro nelle gerarchie, tanto da essere la prima alternativa ad Estupiñan. Già un paio di anni fa, Ibrahimovic aveva promosso a parole il terzino sinistro di Erba come “vice Theo Hernandez”, ma la vera consacrazione è recente. Da fine settembre in poi viene preferito all'ecuadoregno ex Brighton per costanza e duttilità (esterno a centrocampo oppure centrale di difesa a tre) e di 16 presenze in campionato ne conta 13 da titolare, compresa la trasferta vincente di Como. Allegri ha affermato che il ragazzo “ha il physique du rôle per essere un giocatore da Milan”, esaltandone l'eleganza e lui ha ripagato con la prima doppietta in Serie A, la più giovane per un giocatore rossonero in campionato, contro il Sassuolo, promuovendosi come nuovo idolo.

C’è poi l’oro di Pio Esposito, che nel giro di pochi giorni ha inciso due volte sul cammino dell’Inter: prima risolvendo il recupero di campionato contro il Lecce, spingendo la squadra di Chivu a +6 sui campioni in carica del Napoli, poi firmando l’assist decisivo per Lautaro Martínez nella preziosa vittoria esterna di Udine.

Una stagione giunta solo al giro di boa, eppure già piena di traguardi: 2 gol in Serie A nella stagione del debutto, 3 reti con la Nazionale maggiore nel cammino verso i playoff per il Mondiale ed in mezzo anche la prima marcatura in Champions League, supportando coi fatti la teoria che sia già pronto per giocarsela ad alti livelli. Tutto secondo i piani, forse addirittura meglio delle attese, per lui che nella passata stagione aveva accumulato minuti e gol in doppia cifra in Serie B con lo Spezia, arrivando a centimetri dalla promozione.

A rendere il quadro ancora più solido, soprattutto agli occhi di Chivu, è l’intesa ormai naturale con Lautaro Martínez: tre assist in campionato, tutti per il capitano, fotografia di una connessione tecnica che va oltre l’episodio e racconta di una coppia già centrale nel presente e perfettamente allineata al progetto nerazzurro.

PALESTRA (2005) – Marco Palestra, invece, insegue ancora il primo gol nel campionato italiano, eppure il suo valore di mercato è cresciuto considerevolmente. Merito anche del Cagliari – che ha preceduto diverse altre squadre che lo avrebbero voluto in prestito dall'Atalanta - e della sensibilità che Fabio Pisacane ha per i giovani, in qualità di ex allenatore della Primavera rossoblù con cui ha vinto solo l'anno scorso la Coppa Italia di categoria all'Arena Civica di Milano. L'esterno di Buccinasco (Milano-Ovest) è sulla bocca di tutti per la facilità di corsa, capacità di abbinare qualità nelle due fasi, dando già dimostrazione di grande intelligenza tattica. Oggi fa parte dell'U21 azzurra, ma presto i cancelli della nazionale maggiore potrebbero aprirsi anche per lui.

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COMUZZO (2005) – A proposito di U21, con cui ha debuttato lo scorso novembre, altro profilo in netta crescita è quello del difensore centrale friulano Pietro Comuzzo. All'età di 14 anni la Fiorentina lo nota e lo preleva dal settore giovanile del Pordenone, poi tutta la trafila fino al debutto in Serie A nel 2023 con Vincenzo Italiano. È già alla terza stagione nella massima serie, ha da poco superato le 50 presenze e segnato di testa contro il Milan. Spicca per affidabilità e personalità; la Fiorentina vive una delle stagioni più difficili e controverse della sua storia recente, eppure lui sta dimostrando di avere le caratteristiche per essere una colonna della squadra toscana che da inizio febbraio arricchirà il suo organigramma col nuovo Direttore Sportivo Paratici.

BERNASCONI (2003) – Il capitolo italiano si chiude con un esterno che per il momento non ha incontrato promozione in chiave nazionale, ma che è stata a tutti gli effetti una bella sorpresa in casa Atalanta. Dopo 9 anni di epopea firmata Gasperini, a Zingonia il ruolo dell'esterno ha ereditato un'importanza strategica, quindi per le rotazioni l'affidabilità è una caratteristica imprescindibile. L'ultimo adepto è Lorenzo Bernasconi, che in pochi mesi è passato dalla Serie C con l'Under 23 nerazzurra, al debutto in Serie A e soprattutto in Champions League, figurando titolare 4 volte su 6, compresa la trasferta al Parco dei Principi in casa dei Campioni in carica del PSG e a Bergamo contro il Chelsea.

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GLI ARGENTINI - Ci sono giocatori per cui la definizione “Predestinato” sembra già quasi archiviata o riduttiva, ed è singolare se ci si riferisce ad un appena 21enne. Nico Paz è arrivato a Como con una Champions League nel palmares, non solo a livello virtuale perché nell'edizione 2023/24, poi vinta dal Real Madrid, segnò anche un gol. Tenuto a battesimo da Carlo Ancelotti sia in Europa sia in Liga, è poi atterrato sulle rive del Lago di Como, in uno dei luoghi più affascinanti d'Italia. Ciò che si diceva di lui non solo era vero, ma forse persino riduttivo.

La doppietta alla Lazio, la prima in Serie A, ha portato il suo bottino in campionato a otto reti in 21 presenze, due in più rispetto a quelle realizzate nello scorso torneo ma in 35 gare disputate. Numeri che assumono un significato ancora maggiore se letti in chiave continentale: Nico Paz è il giocatore più giovane ad aver raggiunto questo traguardo nei cinque maggiori campionati europei. I paragoni intergenerazionali a volte sono forzati, ma il fatto che sia argentino, trequartista e calci col sinistro fa sognare in grande i tifosi del Como e non soltanto.

Gli argentini in Italia sono tanti e si ambientano facilmente. Nico Paz è in buonissima compagnia, lo sanno bene a Bologna. Ammirano il percorso virtuoso delle ultime stagioni, lucidano la Coppa Italia Frecciarossa da poco vinta, cullano l'istinto del gol incontrastabile di Santiago Castro. Anche lui classe 2004, è arrivato in Italia a inizio 2024, provenienza Velez. L'ambientamento, il primo gol in campionato contro la Juventus, quindi le 8 reti della passata stagione, con movenze e attitudini che hanno spinto alcuni a sovrapporlo all'acerbo Lautaro Martinez quando era appena arrivato in Italia. Hanno segnato entrambi nell'ultimo Inter-Bologna, ma ha festeggiato solo “El Toro”, mentre “Toto” - come preferisce essere chiamato - prende appunti e aspetta come lo scorso marzo una chiamata da Scaloni.

LINGUACCE TURCHE - Altro nome frequentemente citato fra i divi del domani, ma già oggi concretamente al centro del progetto Juventus nelle mani di Spalletti è quello di Kenan Yıldız. Appena tre stagioni in Serie A, già oltre 100 partite ufficiali in bianconero, la linguaccia come esultanza evocando una leggenda come Alex Del Piero e quell'abitudine ad essere incisivo nei Derby d'Italia contro l'Inter. È il curriculum del turco che ha solo 20 anni, ma da oltre due gioca in nazionale maggiore con Vincenzo Montella e nel girone d'andata ha già pareggiato i 7 gol dello scorso campionato.

GIOVANE HELLAS – Come non citare tra i giovani che si sono distinti nella prima metà di stagione, un calciatore che di nome risponde a: Giovane Santana do Nascimento. Dei nomi brasiliani ci piace sentire il suono esotico, come nel caso dell'ex Corinthias, arrivato a parametro zero ma con un bagaglio tecnico notevole. Ventiduenne, alle prime battute ha dato sfoggio della sua parte più estrosa, poi è diventato concreto e nel giro di un mese ha segnato 3 gol: Inter, Parma e Atalanta. Contro i bergamaschi la sua più evidente dimostrazione di talento, ma soprattutto la stima inscalfibile di Paolo Zanetti che lo ha scelto per l'undici iniziale 18 volte su 21.

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I FRANCESI - Dalla fantasia brasiliana a quella francese rappresentata dal giocatore dell'Udinese Arthur Atta. I friulani hanno il merito di scovarlo nel Metz, club dove è cresciuto e si è messo in mostra passando dalla seconda squadra in Championnat National (quinto livello del calcio francese) alla prima in Ligue 1. Approcci timidi in Serie A, il prestito e poi il riscatto, dunque il graduale coinvolgimento da parte di Runjaić lo eleva e lo esalta come centrocampista tecnico abile nell'inserimento, predisposto per gli assist ai compagni. La consacrazione del primo gol in Serie A arriva alla Scala del Calcio contro l'Inter ed ora – rientrato dopo un mese ai box per infortunio muscolare – punta a riprendersi la scena e raccogliere ciò che finora ha seminato.

Un altro transalpino, coetaneo di Atta, che sta lasciando un’impronta evidente sul campionato è Ange-Yoan Bonny. Il passaggio all’Inter, lungi dal richiedere un fisiologico periodo di adattamento al nuovo contesto competitivo, ha finito per esaltarne immediatamente le qualità, proiettando l’ex Parma in una dimensione ancora più ambiziosa. In 16 presenze complessive – sei delle quali da titolare – Bonny ha già prodotto otto partecipazioni attive a gol (4 reti e 4 assist), fermandosi a sole due marcature dal bottino complessivo della scorsa stagione. Numeri che certificano una crescita costante e che spiegano perché, per Chivu, il francese sia già considerato un’alternativa credibile a Thuram, con margini di sviluppo che continuano a spingerne verso l’alto le quotazioni.

Come lui, anche Rasmus Højlund si è aggiudicato un Rising Star of the Month nel corso della stagione. Il centravanti danese si è rapidamente imposto come uno dei centravanti più completi nel panorama, incarnazione moderna dell’attaccante nordico: potente e veloce, capace di legare il gioco e devastante quando ha campo davanti a sé. Con 6 gol e 2 assist già a referto, il classe 2003 di København viaggia con decisione verso il superamento del bottino realizzato nella sua unica precedente esperienza in Serie A con l’Atalanta (nove reti e quattro assist), dimostrando di aver compiuto un ulteriore salto di maturità

L'apporto che i giovani stanno dando al nostro calcio è progressivamente in aumento e un'altra bella storia ce l'ha consegnata il Cagliari. Yael Trepy lo scorso 8 gennaio è diventato il primo francese sotto i 20 anni (ne ha 19) a debuttare con un gol (nel 2-2 con la Cremonese) in uno dei quattro maggiori campionati europei nel 21° secolo.

Una bella soddisfazione per il Direttore del settore giovanile del Cagliari Pierluigi Carta che lo scova nell'Under 17 del Créitel Lusitanos, lo porta in Sardegna anticipando la concorrenza di tanti club italiani. Poi in Primavera cresce, esalta la sua struttura fisica imponente, con Fabio Pisacane trova i gol in finale di Coppa Italia e Supercoppa. Nel pieno del suo momento d'oro nel Campionato Primavera 1 in corso segna 5 gol in 4 partite, ma si concede anche il lusso del primo in Serie A che lo proietta in un futuro vincente tra i grandi.

(Foto Getty Images)