Le qualità dell’Inter contro la pressione avversaria
Gol e leadership, ma non solo
Che l’Inter avesse sentito particolarmente la mancanza di Lautaro Martinez non è certo un mistero: nelle 7 partite giocate senza il suo capitano, solo in due occasioni (a Lecce e contro il Genoa in casa) la squadra di Chivu era riuscita a segnare almeno due reti in una singola partita, abbassando in modo cospicuo la propria media realizzativa. Ma oltre alle proprie abilità in zona gol e al carisma trascinante del numero 10 nerazzurro, c’è anche altro: i meccanismi nei movimenti senza palla dell’undici titolare dell’Inter sono automatizzati, e nessun attaccante presente in rosa riesce a compensare in questo fondamentale il lavoro invisibile svolto da Martinez, decisivo per offrire linee di passaggio nella fase di uscita dalla prima pressione avversaria o nello sviluppo del gioco.
Vediamo un esempio tratto dalla partita contro la Roma: in questa clip registrata con il radar di Imcoach, riusciamo ad apprezzare l’uscita dell’Inter dalla pressione giallorossa. Con la Roma perfettamente accoppiata nei riferimenti uomo su uomo, decisivi per i nerazzurri sono i movimenti a venire incontro in sincrono di Zielinski e Martinez, che svuotano la zona di centrocampo poi attaccata da Bastoni che duetta con Dimarco. Se poi il lavoro di Thuram in appoggio è fondamentale, è opportuno sottolineare l’abilità di Lautaro che in possesso di palla opera da rifinitore, liberando la corsa di Dimarco e ribaltando in pochi secondi l’azione nella metà campo avversaria.
Como-Inter, la partita di andata
Dopo aver disinnescato la seconda squadra per recuperi offensivi a partita in Serie A (15,3 per la Roma, seconda proprio solo ai nerazzurri con 16,6), l’Inter si appresta ad affrontare la delicata trasferta sul campo del Como, altra formazione che sa applicare una pressione attenta e organizzata sulla prima costruzione avversaria. Proprio la partita di andata è stata esemplificativa delle capacità della capolista di sfruttare l’aggressività degli avversari a proprio vantaggio: in un’altra clip, possiamo vedere un esempio molto simile a quello analizzato in precedenza, in cui nell’uscita dal lato destro della difesa il movimento che apre il campo alla transizione è quello di Thuram, e Zielinski va stavolta ad attaccare il corridoio centrale senza palla.
Pericolosità in transizione
Dopo la rete del vantaggio siglata nel primo tempo, l’Inter nella seconda frazione della partita di andata ha cambiato la sua strategia: i nerazzurri hanno accettato di attirare il Como nella propria metà campo, passando da un Field Tilt di 52% nei primi 45’ al 22% della seconda parte di gara. A questo riguardo, è molto interessante esaminare la correlazione fra il baricentro tenuto dalla squadra di Chivu nel corso del match e la pericolosità registrata minuto per minuto:
Nonostante l’atteggiamento apparentemente più conservativo, l’Inter è riuscita a rimanere efficiente nella propria produzione offensiva, sfruttando la propensione dei lariani ad alzare la pressione applicata per colpire negli spazi alle spalle della linea difensiva, producendo 1,6 xG a fronte dello 0,7 della prima metà di gara.
Una modifica di assetto che denota la capacità di adattarsi all’avversario, in attesa di vedere come Fabregas modellerà il suo Como in vista di questo delicato crocevia del campionato.