Malen e i bomber di gennaio: impatti da record
Malen, impatto totale: numeri e dominio immediato
Donyell Malen non si è limitato ad adattarsi alla Serie A: l’ha travolta. Arrivato a gennaio, l’olandese si è preso subito la scena, riscrivendo i parametri di rendimento per un acquisto invernale. I numeri raccontano nel dettaglio la portata del suo impatto dirompente: 10 gol in 12 partite, che fanno di lui l’ottavo giocatore a raggiungere la doppia cifra, ma con meno della metà delle presenze rispetto agli altri bomber della competizione. Thuram, tra i competitor, è quello con meno partite (25), più del doppio.
La tripletta contro il Pisa – la prima di questa Serie A – è stata il manifesto del suo calcio. Per ritrovare almeno tre gol in una singola partita nel massimo campionato bisognava tornare al poker di Retegui nel febbraio 2025; per un giocatore della Roma, invece, alla tripletta di Dybala contro il Torino nel 2024. Per Malen, inoltre, è stato il primo “hat-trick” nei top cinque campionati europei il secondo in assoluto in carriera nei campionati, dopo i cinque gol segnati con il PSV al Vitesse nel 2019.
E non è un caso isolato. Sette delle sue dieci reti sono arrivate in partite in cui ha segnato almeno due gol: due doppiette e una tripletta, come nessun altro nel torneo (tre marcature multiple anche per Højlund), a conferma di una capacità di incidere in modo massiccio sulle partite.
Il rendimento stagionale complessivo riflette il salto di qualità che l’olandese ha compiuto nella sua carriera a 27 anni: 18 gol tra tutte le competizioni (11 con la Roma, 7 con l’Aston Villa), nuovo record personale nei top 5 campionati europei, superando i 15 della scorsa stagione.
Un attaccante completo: perché Malen fa la differenza
Ridurre Malen, però, a un semplice finalizzatore sarebbe limitante. Il suo impatto passa anche dalla capacità di costruire gioco e creare superiorità. L’olandese non è un centravanti statico, ma un attaccante mobile e completo, capace di partire largo, attaccare la profondità o abbassarsi per partecipare alla manovra. È proprio questa versatilità ad aver convinto Gasperini, che stravede per lui, ad affidargli le chiavi dell’intero reparto offensivo giallorosso, utilizzandolo sia come riferimento offensivo che come “grimaldello” in grado di aprire le difese avversarie. Malen sa creare superiorità palla al piede, dialogare con i compagni e attaccare lo spazio con tempi diversi. I dati lo confermano: è la punta con più conduzioni palla verso l’area (2.02 a partita) e con più dribbling completati (2.6) in tutta la Serie A Enilive.
I bomber di gennaio: quando il mercato cambia la stagione
L’impatto di Malen si inserisce in una tradizione ben radicata in Serie A: quella degli attaccanti arrivati nel mercato di riparazione capaci di spostare gli equilibri del campionato. Il caso più emblematico resta quello del Milan, soprattutto negli anni della gestione Berlusconi-Galliani, quando gennaio diventava spesso il momento giusto per inserire pedine decisive.
I “colpi del Condor”
Nel gennaio 2007 si concretizza il più incredibile degli scenari: Ronaldo lascia il Real Madrid e torna a Milano ma non all’Inter, scegliendo l’altra sponda, quella rossonera. Il “fenomeno” segna 7 gol in 14 partite, con una media impressionante di una rete ogni 75 minuti, aggiungendo anche 5 assist. Indimenticabile il gol nel derby, anche se perso. Il brasiliano, all’ultima apparizione in Italia, convincerà Ancelotti a puntare su di lui in campionato, permettendo a Inzaghi di concentrarsi sulla Champions League.
Un anno dopo è il turno di Pato: arrivato nell’estate 2007 ma tesserabile solo da gennaio 2008, segna subito un gol premonitore all’esordio contro il Napoli e chiude con 9 gol in 18 partite, facendo innamorare i tifosi rossoneri e dando immediatamente l’idea del suo potenziale.
Nel 2011 Antonio Cassano saluta la Sampdoria e si unisce al Milan di Allegri: 4 gol e soprattutto 7 assist in sei mesi, con un’intesa tecnica immediata con Ibrahimovic e Robinho, decisiva nella corsa allo Scudetto.
Due anni più tardi, nel 2013, arriva Mario Balotelli dal Manchester City: 12 gol in 13 partite, una media devastante che trascina i rossoneri fino al terzo posto e ai preliminari di Champions League. Uno degli impatti più prolifici di sempre per un acquisto invernale.
Dal nuovo Milan agli exploit recenti
Anche nell’era più recente, con proprietà distinte, il mercato di gennaio è stato centrale nelle strategie del Diavolo. Nel 2019, Krzysztof Piatek, rivelazione assoluta del torneo, prosegue al Milan quanto fatto al Genoa a suon di gol. L’esordio da titolare con una doppietta al Napoli in Coppa Italia ne certifica subito il valore: saranno 9 le reti del polacco nelle prime 18 partite di campionato in rossonero.
Nel 2020 è il ritorno di Zlatan Ibrahimovic a cambiare il corso della stagione e della storia del Milan: 10 gol in 18 presenze e un impatto che va oltre i numeri, gettando le basi per il ciclo vincente culminato con lo Scudetto.
Gli altri protagonisti: tra Europa e salvezza
Non solo Milan. Nel 2007 Giuseppe Rossi sbarca a Parma dal Manchester United per invertire drasticamente le sorti della stagione dei ducali, capaci di raccogliere solo 12 punti nel girone d’andata. “Pepito”, alla sua prima parentesi in Serie A, si sblocca subito al debutto contro il Torino e in totale segna 9 gol in 18 partite, trascinando gli emiliani a una salvezza insperata, con 30 punti raccolti nel girone di ritorno.
Nel 2011 è invece il turno di Maxi Lopez, arrivato dal Gremio: l’attaccante scuola River Plate si inserisce alla perfezione nel Catania di Sinisa Mihajlovic, diventando fin da subito un riferimento offensivo per i rossazzurri. Nei suoi primi sei mesi in Sicilia realizza 11 gol in 17 partite, trascinando gli etnei verso una salvezza solida. Iconica la sua prima doppietta in Serie A, arrivata nel derby contro il Palermo.
Nel 2015 Mohamed Salah arriva alla Fiorentina nell’ambito della trattativa per Cuadrado, quasi in sordina, e chiude con 9 gol in 26 partite, cambiando il volto della stagione viola e lanciando la sua irresistibile ascesa nel calcio europeo.
Un anno dopo Stephan El Shaarawy, in forza al Monaco, si rilancia alla Roma: 8 gol in 16 presenze, con un prezioso gol di tacco all’esordio contro il Frosinone che segna simbolicamente la sua rinascita.
Tra gli exploit più sorprendenti ed esotici spicca quello di Cheick Diabaté: 8 gol in 11 partite con il Benevento nel 2018, tre doppiette consecutive come solo Dario Hübner e una media di 0,73 gol a gara, la migliore dell’intera decade 2010-2019 in Serie A. Un rendimento straordinario per l’ex attaccante del Bordeaux, anche se non sufficiente per evitare la retrocessione dei campani.
Musa Barrow, nel 2020, contribuisce alla crescita del Bologna con 9 gol nel girone di ritorno, mentre M’Baye Niang entra nella storia recente della Serie A Enilive con l’Empoli di Nicola: 6 gol in 700 minuti giocati nella seconda parte della stagione 2023/24, culminati con il rigore decisivo contro la Roma all’ultimo minuto dell’ultima partita per una salvezza memorabile.
Nelle ultime settimane anche Jeremie Boga ha acceso i riflettori sul mercato di gennaio. Arrivato alla Juventus negli ultimi giorni della sessione invernale, l’esterno francese si è inserito con rapidità nei meccanismi della squadra di Spalletti, diventando uno degli uomini chiave nella corsa europea. I numeri ne certificano l’incidenza e la capacità di lasciare il segno anche con un minutaggio limitato: 4 gol in appena 366 minuti, una media realizzativa che, nel solo mese di marzo, gli è valso il riconoscimento di EA Sports FC Player of the Month.