Milan-Inter: l'analisi tattica
Proprio a pochi giorni dal primo derby stagionale, il Milan si è tradito nell’ultima mezz’ora di partita contro il Bologna: una rimonta subìta in modo quasi sorprendente, che indubbiamente toglie un po’ di pathos ad un match che al contrario avrebbe potuto davvero mandare un segnale forte al campionato, e che ora vedrà i nerazzurri affrontare la Stracittadina con un margine di sicurezza di ben 7 punti, frutto - al contrario - del rush finale degli uomini di Chivu, che sono usciti indenni dalla trasferta di Venezia dimostrando la consueta capacità di vincere anche con molte seconde linee dall’inizio e senza brillare particolarmente.
Sembrano solo luci, ma…
25 punti dopo 9 partite: l’Inter ha eguagliato la sua migliore partenza nella storia della Serie A, confermando in questo primo scorcio di stagione il titolo di favorita numero uno alla conquista dello Scudetto. I nerazzurri sembrano imbattibili: miglior attacco, 10 giocatori a segno, una rosa profonda in grado di garantire qualità dalla panchina.
Ma analizzando più a fondo le prestazioni della squadra di Chivu, comparandole con l’inizio della scorsa stagione – in cui nonostante le 3 sconfitte nelle prime 9 giornate i nerazzurri rimanevano i più quotati per la vittoria finale - emergono alcune differenze nei dati che è opportuno approfondire, per capire quali siano ad oggi i margini di miglioramento di un collettivo che in Italia, per esperienza, qualità e continuità, sembra non avere rivali.
Partiamo dai dati difensivi: la prima cosa che salta all’occhio guardando le partite dell’Inter è la minore efficacia difensiva, in un reparto che ancora non ha potuto manifestare il suo assetto definitivo, viste le perduranti assenze di Stones e Pavard, i due ingressi provenienti dal mercato. Come spesso capita però, il risultato finale è spesso la conseguenza di qualcosa che non funziona da altre parti: se lo scorso anno le prime uscite dell’Inter avevano messo in mostra un pressing offensivo molto ben organizzato, quest’anno la prima fase di aggressione è finora meno efficiente, causando di conseguenza più problemi alla retroguardia nerazzurra.
Quale può essere la ragione di questo calo? Una delle determinanti si può trovare nelle situazioni di possesso, in cui l’Inter si trova in questo momento a dover gestire diversi aspetti spinosi: da un lato, sulla fascia destra la cessione di Dumfries è stata tamponata con soluzioni già presenti all’interno della rosa, in attesa di inserire con continuità Djed Spence, sostituto designato arrivato dal mercato; dall’altro, sulla corsia di sinistra, anche quest’anno la più utilizzata per le offensive nerazzurre, Dimarco appare più appannato rispetto alla scorsa stagione, come si nota anche osservando i suoi numeri in rifinitura (Occasioni Create passate da 2,3 a 1,7 in media) e soprattutto i cross dal fondo: lo scorso anno erano 4,1 in media, in questa stagione poco più di 2,7 ogni 90’.
Anche per queste ragioni, l’Inter cerca di trovare l’imbucata per vie centrali, dove tuttavia l’assenza di Lautaro Martinez nelle ultime partite sta privando l’Inter di un maestro nella gestione del pallone anche spalle alla porta, costringendo i compagni di reparto a svolgere un lavoro non del tutto nelle loro corde, come emerso nella trasferta di Venezia dove la coppia Thuram-Bonny non ha offerto soluzioni affidabili nella gestione del pallone, soprattutto nella zona “calda” della trequarti offensiva (non a caso, il 39% dei palloni giocati dalla coppia è stato registrato nell’area avversaria).
L’Inter finisce così per pagare a caro prezzo le palle perse, che arrivano in una zona di campo in cui la squadra è meno pronta a coprire il campo, causando ai difensori uno sforzo supplementare per reggere il contraccolpo.
La sensazione infatti è che l’Inter vada in sofferenza quando costretto alla transizione negativa, come evidente anche nella trasferta di Venezia, in cui l’Inter ha subìto ben 6 transizioni pericolose (solo contro la Roma ne ha subìte di più, 7). I nerazzurri sono spesso stati “graziati” dagli avversari: solo 4 tiri sono arrivati dalle ripartenze avversarie, che però sono in aumento rispetto alle prime 9 giornate della scorsa stagione. Un trend che, se non corretto, potrebbe diventare più costoso anche in termini di risultati, e che indubbiamente rappresenta un appiglio a cui gli avversari cercheranno di aggrapparsi nel tentativo di minare la superiorità nerazzurra.
Milan: un calo prestazionale da imparare a gestire
Ben tre gol incassati nel secondo tempo, una rimonta che coincide con la prima sconfitta in carriera di Ruben Amorim in Serie A, un’altra partita senza gol del centravanti: non sono certo poche le preoccupazioni dell’allenatore portoghese alla vigilia del suo primo Derby della Madonnina da allenatore rossonero.
Sì, perché degli 11 gol concessi dal Milan in queste prime 9 giornate, ben 8 sono arrivati nei secondi tempi, mettendo a nudo una tenuta fisica ancora non ottimale per rimanere competitivi ai vertici del campionato.
Osservando più nel dettaglio il momentum aggregato dei rossoneri in queste prime fasi di gioco, questa classifica non appare casuale: il Milan tende a concedere molto di più all’avversario nella fase centrale e finale della ripresa, proprio quella che ieri è costata tre punti nell’infrasettimanale con il Bologna, portando il Milan al primo posto fra le prime 6 della classe per punti persi da situazione di vantaggio.
I recuperi in vista del derby
Degli 11 gol concessi dai rossoneri in campionato, ben 6 sono arrivati senza Mario Gila in campo: dopo la rete siglata da Adams alla prima giornata a Torino, è stato il turno di Gatti contro la Juventus e delle 4 marcature felsinee di mercoledì sera. Eppure, Gila ha saltato solo il 26% dei minuti disponibili:
Innegabile quanto la presenza del difensore ex Lazio, tornato ad allenarsi in gruppo dopo i recenti problemi alla caviglia, sia fondamentale per approcciare la partita nel modo migliore: non solo per l’affidabilità difensiva, ma anche per le qualità nella gestione del pallone in avvio di azione (93% di passaggi riusciti in stagione, anche con l’avanzamento in posizione di terzino destro che abbiamo visto nelle scorse settimane).
Oltre a lui, potrebbe tornare disponibile anche Moreira: se quella fra Gila e Dimarco sull’asse destro del Milan sarà una sfida ad alta velocità, lo stesso problema se lo dovranno porre i nerazzurri sull’asse opposto. Il mancino dell’Inter e il nuovo acquisto belga dei rossoneri sono infatti i centrocampisti più esplosivi in Serie A, con Moreira che ha già segnato 3 gol in questo avvio di stagione, uno ogni 103’ di impiego.
Tutto pronto quindi a San Siro: dall’avvento della Serie A a Girone Unico (1929/30), sarà il Derby della Madonnina numero 185. L’Inter per il riscatto dopo le due sconfitte di misura della scorsa stagione, il Milan per dimostrare di potersi iscrivere a pieno nella lotta per le posizioni alte di classifica.