Milan-Inter, ultima chiamata scudetto
San Siro si prepara a vivere il Derby della Madonnina ad un crocevia della stagione. Per il Milan potrebbe essere l’ultima chiamata Scudetto: i rossoneri devono ridurre il gap a sette punti e rimettere pressione all’Inter per cercare di riaprire la corsa al titolo negli ultimi due mesi di campionato.
I nerazzurri arrivano alla sfida con il vento in poppa: la squadra di Cristian Chivu non perde proprio dal derby d’andata e da allora ha vinto tutte le successive quindici partite, con la sola eccezione del pareggio contro il Napoli. Il Milan, invece, ha rallentato nelle ultime settimane interrompendo una striscia positiva di 23 gare contro il Parma a San Siro e non vince in casa dal 18 gennaio (2-0 contro il Lecce).
In uno stadio acceso dalla passione del popolo rossonero, pronto a rispondere alla chiamata a raccolta del Diavolo, il derby può trasformarsi nel momento che sposta gli equilibri di una stagione. A San Siro, ancora una volta, novanta minuti possono cambiare tutto.
I numeri della sfida: Inter dominante, Milan da big match
Il Milan ha raccolto 57 punti nelle prime 27 giornate, lo stesso identico bottino registrato nella stagione 2021/22 — quella dell’ultimo Scudetto rossonero. Allora però il Diavolo guidava la classifica, a pari con il Napoli e con due punti di vantaggio proprio sull’Inter.
Oggi lo scenario è ribaltato, e sono proprio i nerazzurri a voler spegnere le ambizioni delle inseguitrici. La squadra di Chivu ha imposto un ritmo quasi irresistibile: l’Inter ha vinto almeno otto partite consecutive in Serie A per la prima volta dal periodo gennaio-marzo 2024 (quando arrivò a 10). Il passo della capolista è impressionante anche se si considerano i maggiori campionati europei: l’Inter è infatti la squadra che ha vinto più partite nelle principali leghe continentali in questa stagione (22) ed è anche quella con più clean sheet (15).
Il Milan può aggrapparsi, dal canto suo, a una credenziale tutt’altro che secondaria: la propria solidità negli scontri diretti. I rossoneri sono imbattuti nei big match e, dato ancora più significativo, non sono mai andati in svantaggio contro le altre prime otto della classifica — eccezion fatta per il Como, sia all’andata che al ritorno. E se la partita dovesse mettersi in salita, la squadra di Allegri sa anche reagire: il Milan è la squadra che ha recuperato più punti da situazione di svantaggio in campionato (14), mentre l’Inter ne ha conquistati soltanto tre.
La partita si giocherà anche sui dettagli. Le palle inattive rappresentano un punto di forza nerazzurro e una criticità rossonera. L’Inter è la squadra che ha segnato più gol su sviluppi di calcio piazzato in questo campionato: 21, di cui 15 da calcio d’angolo — entrambi record del torneo; basti pensare che solo l’Arsenal ha fatto meglio nei cinque grandi campionati europei. Il Milan, al contrario, ha subito in percentuale il maggior numero di reti da palla inattiva: 10 dei 20 gol concessi sono arrivati da calci piazzati (50%), di cui un quarto proprio da corner. Un dettaglio che Allegri sa di dover correggere se vuole evitare che il derby si decida proprio su uno dei marchi di fabbrica nerazzurri.
Derby e Scudetto: il precedente che accende la speranza rossonera
La storia del derby offre al Milan un appiglio simbolico. Nessuna delle due squadre milanesi ha mai vinto lo Scudetto dopo aver perso entrambi i Derby della Madonnina nella stessa stagione.
Un precedente che alimenta le speranze rossonere e che trova conferme nella storia recente della stracittadina. Nella stagione 2023/24 l’Inter di Simone Inzaghi travolse il Milan con uno storico 5-1 all’andata e completò l’opera al ritorno, conquistando la seconda stella proprio “in casa” dei rivali. Riavvolgendo il nastro, nel 2021/22 il Milan di Stefano Pioli, invece, dopo un primo pareggio, ribaltò il derby con la rimonta firmata dalla doppietta iconica di Olivier Giroud e diede la svolta alla corsa Scudetto. Ancora una stagione prima, l’Inter di Antonio Conte dopo aver perso l’andata (doppietta di Ibrahimović) si prese la rivincita a febbraio con un perentorio 0-3 che lanciò la fuga verso il titolo. Il derby, insomma, raramente è una partita come le altre.
I protagonisti: stelle, nuovi volti e sogni da Derby
Tra i protagonisti più attesi della sfida spiccano due giocatori simbolo delle rispettive squadre: Federico Dimarco e Rafael Leão.
Il 2026 di Federico Dimarco è semplicemente straordinario. L’esterno nerazzurro ha già segnato sei gol in campionato, suo nuovo record personale, ed è stato l’EA Sports FC Player of the Month a gennaio. La sua continuità di rendimento è impressionante: nel 2026 ha preso parte a 12 gol in 10 partite di Serie A (4 reti e 8 assist), almeno il doppio di qualsiasi altro giocatore nel periodo. Con l’assenza di Lautaro Martínez, Dimarco si è caricato l’Inter sulle spalle con prestazioni totali, tra assist, conclusioni spettacolari e anche interventi difensivi decisivi, come il salvataggio sulla linea contro il Sassuolo.
Il Milan risponde con il suo leader offensivo, Rafael Leão. Il portoghese rappresenta il terminale principale della squadra di Massimiliano Allegri ed è il capocannoniere rossonero con nove gol, quattro dei quali arrivati nel 2026. La scelta di utilizzarlo stabilmente come prima punta ha valorizzato le sue qualità di accelerazione e attacco della profondità, perfette per un calcio di ripartenze e imbucate. Leão ha segnato tre gol all’Inter in campionato, ma non trova la rete nel derby da oltre due anni e la sfida di domenica sera potrebbe essere il palcoscenico perfetto per interrompere il digiuno.
Accanto a lui, il Milan spera di ritrovare la miglior versione di Christian Pulisic. L’americano aveva deciso il derby d’andata e vanta tre reti contro l’Inter da quando è arrivato a Milano, ma nel 2026 non è ancora andato a segno, complice anche una serie di problemi fisici che hanno rallentato la sua stagione dopo un avvio brillante da 8 gol e 2 assist nelle prime 11 presenze. Allegri spera di ritrovare proprio nella notte più importante la sua miglior versione, anche perché raramente in questa stagione ha potuto schierare insieme Pulisic e Leão al massimo della condizione.
Senza Lautaro Martínez, Chivu potrebbe affidarsi al talento emergente di Francesco Pio Esposito. Il giovane centravanti vive una stagione di grandi emozioni, esordi e “prime” con la maglia nerazzurra; un percorso culminato, finora, con il gol nel big match contro la Juventus. A quasi 21 anni sarebbe l’attaccante più giovane dell’Inter a partire titolare in un derby da oltre vent’anni, dai tempi Obafemi Martins. L’ultimo attaccante italiano dell’Inter a segnare in un derby a quell’età fu Christian Vieri nel 2002: proprio Bobo con la sua fisicità prorompente è un modello dichiarato per Pio, un riferimento ideale per chi sogna di lasciare il segno nella storia nerazzurra.
Dall’altra parte, occhi puntati anche su Luka Modrić, che sta vivendo con entusiasmo il sogno di indossare la maglia rossonera tifata da bambino. Il “Maestro” continua a offrire lampi di classe e leadership, come dimostrano l’assist decisivo a Cremona e l’alto minutaggio stagionale, e coltiva il desiderio di lasciare un segno indelebile nella sua esperienza milanista proprio con un gol nel derby: sarebbe un sigillo romantico su una carriera straordinaria.
Un altro giocatore in forte crescita è Piotr Zieliński. Il centrocampista polacco ha segnato quattro gol al Milan in Serie A, una delle sue vittime preferite, e cerca la rete che possa coronare una stagione di grande maturazione.
Infine, molto passerà anche dai portieri. Mike Maignan all’andata è stato decisivo con un rigore parato e diversi interventi chiave che hanno tenuto il Milan in partita. Yann Sommer, invece, ricorda bene l’ultimo derby perso a causa di una respinta finita sui piedi di Pulisic dopo il tiro di Saelemaekers. Per il portiere svizzero, una prestazione da protagonista potrebbe cancellare quel ricordo e spingere l’Inter verso una fuga potenzialmente decisiva.