Napoli-Torino, la sfida degli ex
Il Maradona si prepara ad accendersi per una sfida che mette in palio qualcosa più dei tre punti. Il Napoli, terzo in classifica con 53 punti, vuole dare continuità alla propria corsa verso la qualificazione alla prossima Champions League e allo stesso tempo riscattare la sconfitta dell’andata contro il Torino.
Dall’altra parte, il Toro del neo allenatore Roberto D’Aversa arriva a Fuorigrotta con l’obiettivo di consolidare il proprio margine sulla zona retrocessione. I granata cercano un risultato positivo che possa dare ulteriore tranquillità alla classifica e alimentare la fiducia in un finale di stagione ancora ricco di insidie.
C’è anche una curiosità che lega questa partita alla storia recente. L’ultimo Napoli-Torino disputato di venerdì nel mese di marzo risale alla stagione 2023/24, quando proprio alla 28ª giornata le due squadre si affrontarono al Maradona sotto i riflettori del venerdì sera. Finì 1-1: Khvicha Kvaratskhelia portò avanti gli azzurri al 61’, prima del pareggio granata firmato da Antonio Sanabria appena tre minuti dopo. Un precedente che aggiunge un pizzico di fascino ai corsi e ricorsi della storia.
I grandi ex: Simeone e Zapata guidano il Toro
Il Torino si affida ai suoi attaccanti per provare a sorprendere il Napoli. In prima linea ci sono due ex azzurri dal passato importante: Giovanni Simeone e Duván Zapata, entrambi tornati al gol nelle ultime settimane.
All’andata proprio un suo spunto personale decise la sfida a favore del Torino. Ora Simeone torna a Fuorigrotta con la voglia di lasciare ancora il segno, dopo essere rientrato al gol con i granata quasi due mesi dopo l’ultima rete: sono già 6 i centri stagionali con la maglia del Toro.
Accanto a lui c’è un altro protagonista dal forte legame con Napoli. Per Duván Zapata il Maradona rappresenta il luogo delle sue origini italiane: fu proprio con il Napoli che il colombiano segnò il primo dei suoi 126 gol in Serie A. Nell’ultimo turno contro la Lazio ha ritrovato una rete che mancava dall’8 dicembre (contro il Milan), firmando con un colpo di testa il suo primo gol decisivo della stagione.
Con quella marcatura Zapata ha conquistato in solitaria la 50ª posizione nella classifica marcatori all-time de torneo, superando Gonzalo Higuaín. Il colpo di testa, in particolare, resta uno dei suoi marchi di fabbrica: nella Serie A 20 squadre, solo Luca Toni (40) e Alberto Gilardino (49) hanno segnato più gol di testa di lui (35) nel massimo campionato.
Incroci di mercato: da Torino a Napoli e ritorno
Napoli-Torino è anche una partita ricca di incroci tra giocatori che hanno vestito entrambe le maglie.
Due protagonisti della recente storia granata sono passati all’ombra del Vesuvio: Alessandro Buongiorno e Vanja Milinković-Savić. Il difensore italiano, capitano del Toro per anni e cuore granata fin da bambino, è alla sua seconda stagione in azzurro e ha già conquistato lo Scudetto nella scorsa stagione con Antonio Conte. Il portiere serbo, invece, ha colto subito la sua occasione a Napoli, guadagnandosi il posto da titolare dopo l’infortunio di Alex Meret e conquistando i tifosi a suon di parate.
Tra gli ex più recenti c’è anche Eljif Elmas. Dopo un brillante inizio di 2025 con la maglia del Torino, il centrocampista macedone è tornato al Napoli nella scorsa estate, aprendo una seconda parentesi partenopea che lo vede nuovamente coinvolto con continuità nelle rotazioni azzurre.
Nel Torino, invece, è pronto ad affrontare il suo passato Luca Marianucci. Il difensore classe 2004 è arrivato in granata nell’ultimo mercato di riparazione con la formula del prestito secco e si prepara ad impressionare Conte dall’altra parte della barricata.
Una lunga tradizione di doppi ex
La storia tra Napoli e Torino è ricca di giocatori che hanno attraversato entrambe le sponde calcistiche.
Tra i primi nomi da ricordare c’è quello del “Giaguaro” Claudio Castellini: campione d’Italia con il Torino di Radice, visse poi sette stagioni importanti con la maglia azzurra. In difesa un altro doppio ex molto noto è Giovanni Francini, soprannominato “Francio” da Diego Armando Maradona.
Nel tempo hanno indossato entrambe le maglie anche Giancarlo Corradini e Nicola Maksimović, mentre tra gli attaccanti resta il ricordo di Roberto Stellone, molto amato dalla tifoseria azzurra. Sempre sotto il Vesuvio hanno lasciato il segno anche Antonino Asta e Stefan Schwoch, quest’ultimo protagonista della promozione in Serie A del Napoli con 22 gol sotto la guida di Walter Novellino.
Tra le storie più particolari c’è quella di Fabio Quagliarella. Napoletano di nascita, cresciuto calcisticamente anche nel Torino, ha vissuto con i granata tre parentesi tra Serie A e Serie B diventando uno dei simboli della squadra, in particolare nella cavalcata europea con Giampiero Ventura. Nel 2010 arrivò poi il sogno di vestire la maglia del Napoli: un’esperienza durata una sola stagione, chiusa con 11 gol ma segnata anche da una vicenda personale difficile.
Per Simeone sarà una partita inevitabilmente speciale. Il “Cholito” torna per la prima volta al Maradona da avversario, nello stadio che lo ha accolto e celebrato negli anni in cui ha vestito l’azzurro. A Napoli ha lasciato ricordi importanti e due scudetti conquistati con la squadra partenopea. Non era un titolare fisso — prima vice Osimhen e poi alternativa a Lukaku — ma il suo contributo è stato significativo anche nelle notti europee, con gol pesanti in Champions League.
Conte contro D’Aversa: amicizia e rivalità
Dietro le panchine si nasconde un legame speciale. L’amicizia tra Antonio Conte e Roberto D’Aversa nasce nella stagione 2005/06 al Siena. In quella squadra giocava proprio D’Aversa, allenato da Luigi De Canio, mentre Conte aveva appena iniziato la carriera da allenatore come vice dopo aver lasciato il calcio giocato con la Juventus.
Da allora il rapporto tra i due tecnici è rimasto forte, ma in campo i precedenti sorridono nettamente a Conte. Nei cinque confronti diretti tra i due allenatori, il tecnico salentino è imbattuto: quattro vittorie e un pareggio.
Le sue squadre hanno sempre trovato la via del gol contro quelle guidate da D’Aversa, un dato che rappresenta un campanello d’allarme per il Torino. I granata hanno infatti la seconda difesa più battuta del campionato, nonostante una stagione che li ha comunque visti mantenere la porta inviolata per ben dieci volte.
Al Maradona, quindi, si incrociano ambizioni diverse ma ugualmente intense: la corsa europea del Napoli e la battaglia salvezza del Torino. Con tanti ex, storie incrociate e bomber pronti a lasciare il segno, Napoli-Torino promette una serata ricca di emozioni.