Nico Paz contro Dybala: il tango dei numeri 10
Nella settimana dell'addio di Lionel Messi alla Nazionale argentina, il destino porta sulle rive del lago di Como due dei possibili eredi della Pulga. Domenica 11 ottobre, al Sinigaglia, Paulo Dybala e Nico Paz si ritroveranno uno di fronte all'altro: due generazioni di talento argentino, accomunate dal sogno di raccogliere l'eredità della numero 10.
Dybala ha condiviso con Messi la gioia del Mondiale conquistato in Qatar nel 2022. Sei anni più giovane del Diez, la Joya sta attraversando uno dei momenti migliori delle ultime stagioni, proprio mentre il suo grande connazionale si ritira dalla scena internazionale. Quella maglia, del resto, Paulo ha già avuto l'onore di indossarla: il 6 settembre 2024, contro il Cile nelle qualificazioni ai Mondiali 2026, approfittando dell'assenza di Leo. Per le ultime amichevoli dell'Albiceleste ha invece scelto di rimanere a Trigoria, rinunciando alla convocazione di Scaloni per preparare il fitto calendario che attende la Roma.
Nico Paz, undici anni più giovane della Joya, ha invece vissuto da vicino le ultime apparizioni di Messi con l'Argentina, costruendo con il suo idolo una connessione che ha già il sapore dell'investitura. Il talento del Como è andato a segno in tre partite consecutive, trovando contro il Benin un gol nato proprio da un assist della Pulga. E quale modo migliore per rendere omaggio al maestro? Un sinistro a giro sul secondo palo, una conclusione alla Messi, di quelle che per vent'anni hanno fatto innamorare milioni di argentini.
Per ora Nico ha scelto il numero 18, lo stesso che un giovanissimo Lionel indossava nel 2005, all'epoca del suo debutto con l'Albiceleste. Un altro piccolo richiamo del destino, mentre la corsa alla successione della maglia più iconica del calcio argentino passa anche dal lunch match del Sinigaglia.
Due numeri 10, due modi di interpretare il calcio
Dybala e Nico Paz non rappresentano soltanto due generazioni differenti. Nei loro piedi convivono anche due interpretazioni del trequartista, sospese tra la tradizione del calcio argentino e le esigenze del gioco contemporaneo.
Paulo è il fantasista nella sua espressione più classica: tecnica, sensibilità nello stretto, visione e capacità di esaltare le qualità dei compagni. La magia nel suo calcio, proprio come quella di Messi, nasce in buona parte da uno zurdo fatato, un mancino capace di trovare traiettorie e spazi invisibili agli altri.
Nella Roma di Gasperini, la Joya ha trovato un contesto ideale per esprimere questa creatività e in Donyell Malen il compagno perfetto: uno inventa e rifinisce, l'altro attacca la profondità e la porta. I numeri delle prime cinque giornate raccontano una partenza straordinaria: Dybala guida la Serie A per passaggi riusciti nell'ultimo terzo (125), assist (4), Expected Assists (3,4), passaggi filtranti (4), grandi occasioni create (8) e occasioni create (22).
Nico Paz è invece un talento che sfugge ai confini del trequartista tradizionale. Per talento, lampi di classe e immaginario calcistico richiama l'ideale argentino del numero 10, dell'enganche, il fantasista che riceve tra le linee e inventa calcio. Ma il suo repertorio appartiene pienamente anche al presente: partecipa alla costruzione, connette i reparti, rifinisce, conclude e aggredisce gli avversari senza palla.
È quasi l'anello di congiunzione tra il mito del pibe, il ragazzo di strada capace di qualsiasi virtuosismo con il pallone, e il trequartista moderno, chiamato a leggere gli spazi, sostenere l'intensità del gioco e contribuire alla riconquista. Anche in questo caso sono i numeri a restituire la ricchezza del suo calcio. Nico è il giocatore che ha tentato più conclusioni in Serie A (27) e il secondo per passaggi riusciti nell'ultimo terzo (112). Ma colpisce soprattutto ciò che riesce a fare lontano dalla porta: nessuno ha vinto più duelli a terra (35) né effettuato più contrasti (19).
Due modi diversi di interpretare lo stesso ruolo, accomunati da una sensibilità speciale per il pallone. E domenica, inevitabilmente, molto del destino della partita passerà dai loro mancini. Dybala cerca ancora il primo gol stagionale, una rete che gli manca ormai da 13 presenze, mentre Nico Paz ha firmato finora il suo unico centro in campionato con il piede destro. I loro mancini aspettano ancora di lasciare il segno sotto porta. E quale occasione migliore per farlo, se non davanti agli occhi l'uno dell'altro?
Como e Roma, due idee di calcio per sognare in grande
Dybala e Paz sono le stelle più brillanti di due firmamenti costruiti su principi solidi. Como e Roma condividono una vocazione offensiva e aggressiva, che ha già portato entrambe ai vertici della Serie A per produzione e pericolosità, insieme all'Inter. A cambiare sono soprattutto le strade scelte per arrivare alla porta.
Il Como di Fàbregas cerca il controllo attraverso il pallone e il dominio territoriale. Una squadra che ha imparato ad arricchire il proprio possesso, alternando costruzioni elaborate ad accelerazioni improvvise quando si aprono gli spazi. Il palleggio non è soltanto uno strumento per conservare il pallone, ma anche per attirare gli avversari, muoverli e creare le condizioni per colpirli. È in questo sistema che Nico Paz può esprimere tutta la varietà del proprio repertorio, grazie alla capacità di muoversi tra le linee e offrire soluzioni in ogni fase della manovra.
La Roma di Gasperini esprime invece la propria aggressività soprattutto attraverso il pressing, i duelli individuali e la capacità di guadagnare rapidamente campo. I giallorossi cercano spesso la progressione verticale, senza rinunciare al fraseggio quando la situazione lo richiede. In questo contesto, la qualità di Dybala offre alla Roma una risorsa preziosa negli ultimi metri: la capacità di trasformare il campo guadagnato dalla squadra in occasioni per i compagni, soprattutto attraverso l'intesa con Malen.
Due squadre che vogliono comandare le partite, dunque, ma con accenti differenti. Ad accomunarle è anche la fiducia nel talento giovane. Como e Roma sono tra le grandi del campionato con l'età media più bassa: 24,5 anni per i lariani, 25,8 per i giallorossi. Il confronto del Sinigaglia sarà così anche una vetrina per alcune delle promesse più interessanti della Serie A.
Il futuro è già in campo
La sosta per le Nazionali ha offerto un'ulteriore dimostrazione del patrimonio tecnico a disposizione di Fàbregas e Gasperini. Nel Como si sono messi in evidenza con la Spagna Under 21 Jacobo Ramón, Álex Valle e Jesús Rodríguez, tre talenti che hanno già trovato spazio e continuità nel massimo campionato italiano. La Roma ha invece visto Pisilli e Lulli rispondere alla chiamata dell'Italia Under 21, mentre Ghilardi ha assaporato l'esperienza della Nazionale maggiore, pur senza scendere in campo.
Ma tra i talenti che potrebbero animare il confronto del Sinigaglia meritano particolare attenzione Mattia Liberali e Rodrigo Mora. Il primo ha brillato con gli Azzurrini, anche se a Como ha finora raccolto soltanto 25 minuti; il secondo è stato protagonista della sosta con il Portogallo Under 21 e, a 19 anni, ha già trovato il primo gol in Serie A. Entrambi cercano spazio in squadre ricche di alternative offensive e potrebbero diventare due delle carte da giocare a partita in corso, aggiungendo fantasia e imprevedibilità a una sfida già piena di talento.
Gioventù, ambizione, idee di calcio e due squadre che hanno già dimostrato di poter guardare in alto. Ma soprattutto, al centro della scena, due mancini argentini cresciuti nel mito dello stesso numero 10.
Per novanta minuti, il Sinigaglia diventerà il loro palcoscenico. Con Messi ormai uscito di scena in nazionale, Dybala e Nico Paz rappresentano due modi diversi di immaginare il futuro della fantasia argentina. Domenica si ritroveranno uno di fronte all'altro, con le ambizioni di Como e Roma sulle spalle e il sogno Albiceleste sullo sfondo.