Pessina, nel solco dei giovani portieri azzurri
È stata una domenica memorabile per Massimo Pessina, terzo portiere del Bologna, protagonista in campo tra i grandi per la prima volta nella sua giovane carriera. L’esordio in Serie A Enilive, il clean sheet, la prestazione contro i campioni d’Italia del Napoli, la vittoria per 2-0. La data da ricordare per sempre è l’8 novembre 2025, all’età di 17 anni e 10 mesi, per uno dei debutti tra i pali più precoci nella memoria della massima serie italiana.
Quasi un segno del destino: Łukasz Skorupski che dopo 8 minuti scarsi accusa un dolore al flessore, Federico Ravaglia (secondo di sicuro affidamento) fuori già in settimana per una distorsione alla caviglia e il quadro si completa. Pessina scatta in piedi, il tempo di due corse per sciogliere muscoli e nervi, indossa i guantoni, un buffetto paterno di Vincenzo Italiano, un bacio di benedizione di Skorupski e lo scatto verso i pali. Poco più tardi, un tiro morbido di Elmas lo mette in condizione di entrare in fretta nelle corde della partita. Il Napoli non calcia molto, lui partecipa attivamente con la costruzione dal basso, migliorando la cura del pallone col passare dei minuti. Nella ripresa il Bologna passa: prima Dallinga, poi Lucumí; i partenopei cercano di organizzare l’assalto, ma creano poco. Pessina comanda la difesa, nella seconda metà di frazione cominciano a spiovere con frequenza cross insidiosi, ma lui si dimostra all’altezza. Gli interventi vengono sottolineati con i boati dello stadio Dall’Ara. “Massimo, Massimo!” La curva urla il suo nome come al Colosseo, i minuti trascorrono, Chiffi fischia tre volte. Massimo Pessina da Alzano Lombardo viene portato in spalle dalla squadra, lui piange di gioia e abbraccia tutti. La favola è realtà. Il racconto di una giornata perfetta per un ragazzo al quale non è mai mancata la voglia di crederci, arrivando a scoprirsi un predestinato nel momento in cui il fato ha deciso di strizzargli l’occhio. Nel posto giusto, al momento giusto, come già capitato tempo addietro con altri colleghi di Pessina. La scuola italiana, per quanto concerne il ruolo di portiere, ha da sempre fornito risvolti di qualità. Quali sono stati, quindi, gli esordi e le tappe da ricordare nel passato della Serie A? Di Gianluigi Buffon, debuttante in Serie A a 17 anni, 9 mesi, 21 giorni durante Parma-Milan nel 1995, ne abbiamo già discusso all’interno del racconto sui figli d’arte del calcio italiano; ci sono invece altre pagine con cui confrontarci nel viaggio intorno all’orbita dei numeri uno italiani. Prima di Buffon, la porta della nazionale italiana si chiamava Angelo Peruzzi. Non altissimo di statura, con un fisico da mediano di mischia del rugby, possedeva una forza esplosiva nelle gambe tale da risultare uno dei migliori interpreti del ruolo sui tiri dalla corta-media distanza. Carismatico, amato dai propri tifosi, fu leader della prima Juventus di Marcello Lippi e poi della Lazio scudettata di Sven-Göran Eriksson. L’esordio in Serie A avvenne il 13 dicembre 1987 quando subentra ancora minorenne a San Siro in Milan-Roma a Franco Tancredi. Nella stagione successiva (1988-89) diventa un’alternativa di lusso per la Roma, prosegue nel Verona e poi arriva la chiamata della Juventus. In bianconero ci resta 8 anni, vince tutto e decide di trasferirsi all’Inter. In nerazzurro è solo una parentesi, va alla Lazio e chiude con il calcio nel 2007, arrivando a toccare quota 479 gettoni in Serie A. Con l’immenso rivale Gianluca Pagliuca si spartisce le presenze in azzurro prima dell’avvento di Buffon, toccando infine quota 31 match complessivi con l’Italia. Il più giovane portiere titolare nell'era dei gironi unici di Serie A fu Gianluigi Donnarumma. A 16 anni e 8 mesi, nella stagione in cui Siniša Mihajlović sedette sulla panchina dei rossoneri. Proprio sotto la guida dell’allenatore serbo, Donnarumma scalò presto le gerarchie. Dietro agli esperti Diego López e Christian Abbiati, il portiere di Castellamare di Stabia aveva già mostrato il proprio valore durante la preseason del 2015, in un match chiuso ai calci di rigore contro il Real Madrid; la chiamata ufficiale giunse il 25 ottobre dello stesso anno nella sfida interna vinta 2-1 ai danni del Sassuolo in campionato.
Gigio la porta non la mollerà più, restando in rossonero fino all’estate del 2021, periodo in cui si trasferisce in Ligue 1 al PSG. In nazionale, durante un’amichevole contro la Francia il 27 agosto 2016, divenne il più giovane portiere ad esordire con l’Italia (17 anni, 189 giorni). Attualmente sta vivendo la prima annata in Premier League, dopo il passaggio al Manchester City di Pep Guardiola. Pensando al passato recente e altri principi meritevoli, coloro i quali sono riusciti a costruirsi ottime carriere partendo da molto lontano, sono stati Simone Scuffet e Luigi Sepe. Due che hanno abitato i pali della Serie A fino a pochissimo tempo fa, dimostrandosi profili di affidamento per diverse stagioni nel massimo campionato. Per Scuffet, lanciato dall’Udinese, la prima partita fu caratterizzata da una prestazione brillante contro il Bologna nel febbraio del 2014. L’allora portiere friulano mantenne la porta inviolata e a 17 anni e 7 mesi, venendo presto catapultato dentro al calderone mediatico del nostro calcio. Ebbe un inizio di carriera travolgente: il paragone scomodo con Buffon e la decisione di trascorrere differenti esperienze lontano dalla Serie A. Torna in Italia nel 2023 per difendere la porta del Cagliari; a gennaio 2025 va in prestito al Napoli: vince lo scudetto con i partenopei, giocando da titolare la gara del 7 aprile con il Bologna, come in occasione dell’esordio tra i grandi. Nel 2017 si è tolto la soddisfazione di registrare una presenza con la maglia azzurra in amichevole contro San Marino. Attualmente fa parte della rosa del Pisa. Giocare in Serie A può essere magico, riuscire a farlo con la squadra del cuore, per la città in cui sei cresciuto, è qualcosa di indescrivibile. Con Luigi Sepe è stato un po’ così: nativo di Torre del Greco, plasmatosi nell'Accademy del Napoli, strappò la prima presenza allo stadio Franchi in casa della Fiorentina a soli 17 anni e 8 mesi. Ai tempi di quel 28 gennaio 2009 ricopriva il ruolo di quinto portiere della prima squadra e, per proseguire il percorso di formazione, decise di affrontare diversi prestiti in giro per le serie inferiori. Giocò con continuità con Pisa, Empoli e Lanciano; cambiò aria accasandosi a Parma nel 2018. Il continuo girovagare, salvo poi trovare la dimensione perfetta in terra emiliana. Qualche stagione più tardi, accettò la corte della Salernitana proseguendo la sua parabola. In prestito alla Lazio nel 2023, registrò il ritorno in Campania per l’annata 2024-25 in Serie B. (Foto LaPresse)