Verdetti e addii da brividi nella 38ª giornata
Una notte lunga un’intera stagione. La 38ª giornata di Serie A Enilive consegna gli ultimi verdetti tra emozioni forti, ribaltoni continui e addii destinati a restare nella memoria dei protagonisti. Roma e Como si prendono la scena conquistando due storiche qualificazioni alla prossima UEFA Champions League: i giallorossi tornano nell’élite europea dopo sette anni, mentre i lariani completano un’autentica impresa, centrando l’Europa dei grandi senza aver mai disputato prima una competizione UEFA. Un risultato riuscito, nell’era moderna, soltanto a Girona e Brest.
A fare rumore è anche l’esclusione contemporanea di Milan e Juventus dalla Champions: non era mai successo nell’era della competizione moderna, dal 1992/93. In coda, il Lecce completa la propria missione salvezza e si garantisce la quinta stagione consecutiva in Serie A, mentre la Cremonese saluta il massimo campionato dopo appena un anno dal ritorno. Sullo sfondo, tanti addii: dalla standing ovation del Maradona per Antonio Conte al romantico saluto di Stephan El Shaarawy alla Roma, passando per Pedro che chiude la sua avventura laziale con un ultimo gol d’autore.
Fiorentina-Atalanta 1-1
Quella che potrebbe essere l’ultima partita di Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta si chiude con un pareggio al Franchi. La Fiorentina passa avanti grazie a Roberto Piccoli, al primo gol casalingo con la maglia viola, ma nella ripresa un’autorete di Comuzzo ristabilisce l’equilibrio definitivo. Una gara intensa, aperta e giocata a ritmi alti fino all’ultimo minuto, con la Dea capace di costruire oltre 20 conclusioni senza però trovare il guizzo vincente. Per i viola arriva il terzo pareggio casalingo consecutivo, mentre cresce anche il dato legato alle autoreti: solo il Verona, con quattro, ha fatto peggio delle due registrate dalla Fiorentina in questo campionato.
Bologna-Inter 3-3
Il Dall’Ara saluta la stagione con una delle partite più spettacolari dell’annata rossoblù. Bologna e Inter si affrontano a viso aperto e si colpiscono senza sosta fino al 3-3 finale, in un pomeriggio senza pressioni di classifica ma pieno di giocate e gol. I nerazzurri partono forte con la punizione a giro di Federico Dimarco, poi i rossoblù ribaltano tutto prima della rimonta finale firmata da Francesco Pio Esposito e Diouf.
L'Inter porta a termine la stagione con 89 reti in campionato, esattamente come nelle precedenti due stagioni culminate con lo Scudetto. Dimarco chiude un’annata semplicemente storica: con 24 partecipazioni al gol (7 reti e 17 assist) diventa il difensore più produttivo nei top-5 campionati europei nelle ultime venti stagioni. Da applausi anche Francesco Pio Esposito, autore della settima rete stagionale: soltanto Balotelli e Martins avevano fatto meglio con l’Inter prima dei 21 anni nell’era dei tre punti. Per il Bologna, invece, resta il rammarico di una stagione interna altalenante, con appena sei vittorie casalinghe.
Lazio-Pisa 2-1
Pedro saluta la Lazio alla sua maniera, decidendo una partita: dopo l’annuncio dell’addio ai biancocelesti, lo spagnolo firma il gol che completa la rimonta contro il Pisa e regala alla squadra romana l’ultima vittoria della stagione. I toscani erano passati avanti con Moreo, prima della reazione laziale firmata da Dele-Bashiru, autore del momentaneo pareggio. Per Pedro arriva la 100ª vittoria con la maglia laziale e il quinto gol stagionale, tutti realizzati nel 2026. Curioso il dato offensivo della Lazio: ben 15 marcatori differenti in campionato, ma nessuno in doppia cifra. Il Pisa chiude invece un campionato sotto quota 20 punti, diventando la quarta squadra nelle ultime quattro stagioni a fermarsi così in basso. Per i biancocelesti, infine, arriva anche un amaro primato negativo: il nono posto rappresenta il peggior piazzamento finale dal 2013/14.
Parma-Sassuolo 1-0
Il derby emiliano premia il Parma, che chiude la stagione davanti ai propri tifosi con una vittoria di misura con il Sassuolo firmata Mateo Pellegrino. Ancora una volta decisivo il gioco aereo dell’attaccante argentino, che incorna il gol vittoria regalando a Cuesta l’ultima gioia stagionale al Tardini.
Pellegrino entra anche nella storia recente del club: con 6 gol aerei, è il primo giocatore del Parma dal 2004/05 a segnare più di cinque reti di testa in una singola Serie A. Ancora più impressionante il dato percentuale: il 67% dei suoi gol nel massimo campionato (otto su dodici) è arrivato proprio con questo fondamentale, record assoluto tra gli attaccanti con almeno 10 reti da quando il dato è disponibile. Al netto di una stagione offensivamente complicata — appena 28 gol segnati, peggior dato della propria storia in Serie A — il Parma di Cuesta trova così un finale positivo. Grosso invece non riesce ad evitare il crollo del Sassuolo, sconfitto per la terza gara consecutiva.
Napoli-Udinese 1-0
Il Maradona vive una serata ricca di emozione, applausi e malinconia. Nel giorno dell’addio di Antonio Conte, il Napoli supera l’Udinese grazie alla rete decisiva di Rasmus Højlund, servito splendidamente da un passaggio filtrante di Kevin De Bruyne. Basta un gol ai partenopei per blindare il secondo posto e chiudere davanti ai propri tifosi una stagione di alto livello.
Højlund raggiunge quota 16 reti stagionali considerando tutte le competizioni, eguagliando il suo miglior bottino europeo. De Bruyne, invece, continua ad aggiornare il proprio libro dei record: con 156 assist nei top-5 campionati europei dal 2012/13, nessuno ha fatto meglio di lui, nemmeno Lionel Messi. Conte saluta e chiude una stagione particolare: per la prima volta termina una Serie A completa sotto quota 80 punti, pur restando l’allenatore con più vittorie per 1-0 nei principali campionati europei dal suo arrivo all’ombra del Vesuvio due stagioni fa. Per l’Udinese, invece, il decimo posto rappresenta il miglior piazzamento finale dal 2012/13.
Milan-Cagliari 1-2
San Siro passa dall’illusione al silenzio. Il Milan va avanti con Saelemaekers, ma viene ribaltato da Borrelli e Juan Rodríguez e vede sfumare definitivamente la Champions League, dovendosi accontentare dell’Europa League. Un epilogo amarissimo per i rossoneri, protagonisti di un crollo verticale nel finale di stagione.
I numeri raccontano tutta la frenata del Diavolo: appena un punto nelle ultime quattro gare casalinghe e soltanto 10 punti raccolti dalla vittoria nel derby in avanti (28 ª giornata), gli stessi della retrocessa Cremonese. Peggio hanno fatto solo Pisa e Verona. Il Cagliari torna invece a vincere a San Siro contro il Milan dopo quasi trent’anni, trascinato ancora da Borrelli e dal primo gol in Serie A dell’uruguayano classe 2005 Juan Rodríguez.
Cremonese-Como 1-4
Il Como completa il proprio capolavoro allo Zini travolgendo la Cremonese e conquistando la prima qualificazione alla Champions League della sua storia, chiudendo una stagione destinata a restare negli annali del calcio italiano. La squadra di Fabregas domina con qualità, personalità e talento, trascinata ancora una volta da Tasos Douvikas e dalla doppietta di Lucas da Cunha.
Per Douvikas arriva il terzo gol consecutivo in trasferta, mentre Da Cunha trova la prima doppietta della carriera. Continua anche la crescita di Jesús Rodríguez, il più giovane giocatore della Serie A con almeno 10 partecipazioni al gol. La Cremonese, invece, saluta il massimo campionato dopo appena un anno: la sconfitta coi lariani chiude definitivamente il sogno salvezza dei grigiorossi.
Verona-Roma 0-2
La Roma torna finalmente in Champions League e lo fa con una vittoria dal peso enorme al Bentegodi. A Verona decidono Donyell Malen e Stephan El Shaarawy, in una notte piena di emozioni e significati. L’olandese continua la sua stagione irreale in giallorosso, mentre il “Faraone” firma il gol dell’addio nell’ultima azione della sua carriera romanista, servito da un tacco poetico di Paulo Dybala.
La squadra di Gasperini chiude in crescendo con cinque vittorie consecutive e torna sopra quota 70 punti per la prima volta dal 2017/18, ultima partecipazione romanista alla Champions. Malen raggiunge quota 14 reti in appena 18 presenze, numeri da fuoriclasse assoluto. Per il Verona, invece, si chiude un finale di stagione da dimenticare, con sei gare casalinghe consecutive senza segnare.
Torino-Juventus 2-2
Il Derby della Mole chiude la stagione della Juventus con un altro boccone amaro. I bianconeri sembrano avere la partita in mano grazie alla doppietta di Dusan Vlahovic, ma il Torino reagisce e strappa il pareggio con Casadei e Che Adams, certificando il fallimento europeo della squadra di Spalletti.
Il Toro resta imbattuto in entrambi i derby stagionali contro la Juventus per la prima volta dal 2001/02, e conferma la solidità costruita da Roberto D’Aversa in casa: sei gare interne senza sconfitte dall’arrivo del tecnico. Vlahovic chiude comunque in crescita, con quattro reti nel solo mese di maggio, più di qualsiasi altro giocatore nel periodo. Per Spalletti, invece, arriva una delusione inattesa: non chiudeva una stagione fuori dalle prime quattro dal 2008/09 con la Roma.