Ringiovanimento e consolidamento: le strategie in vista dei primi big match
In ambito professionale, il concetto di “porte girevoli” si descrive come un flusso di persone che entrano ed escono da un posto di lavoro: questa espressione può benissimo descrivere la situazione vissuta in casa Juventus durante questa estate, e in particolare negli ultimi giorni della sessione di mercato. Fuori i due portieri e le due punte della scorsa stagione, dentro 3 nuovi centravanti (Woltemade, Kolo Muani, Ekhator), uno dei giovani più ambiti del mercato (Alajbegovic) due portieri (Vicario e il polacco Grabara), uno dei difensori centrali emergenti della nostra Serie A (Lucumì), un terzino per dare fiato a Kalulu e Cambiaso (Celik), e nel mezzo il reintegro di due grandi delusioni della gestione Thiago Motta come Douglas Luiz e Nico Gonzalez.
Un restyling completo quello della Vecchia Signora, che si presenta al primo appuntamento di gala della stagione 2026/27 con tante incognite ma anche qualche segnale positivo.
Il rendimento nelle prime due uscite
Ma cosa stanno portando i nuovi arrivi alla squadra di Spalletti? Sugli scudi indubbiamente Celik e Douglas Luiz, che stanno garantendo alla Juventus copertura in ruoli finiti negli ultimi anni nel mirino della tifoseria e della critica. In particolare, il centrocampista ex Aston Villa è tornato a dimostrare confidenza con la palla fra i piedi, affiancando Locatelli nell’avvio della manovra.
Con i dati, proviamo a dare una dimostrazione tangibile dell’impatto dei nuovi acquisti che hanno già potuto beneficiare di un minutaggio sufficiente:
Il gol per Kolo Muani non è ancora arrivato, ma con lui Spalletti si può godere un attaccante mobile, che seppur a volte impreciso nella gestione del pallone, è propenso al dialogo con i compagni. Il dato degli Expected Goals può fare ben sperare: con le tante occasioni che la Juventus costruisce, l’attaccante francese avrà molte chance per riequilibrare il deficit attuale.
Occasioni all’interno delle quali figura spesso anche il nome di Douglas Luiz: già 3 occasioni create per i compagni, all’interno di prestazioni intense anche dal punto di vista atletico (contro il Parma è stato il primo giocatore della Juventus per Pressione Applicata con il 56%). Il brasiliano, grazie alla sua qualità, ha anche la chance di tamponare una grossa falla della Juventus: lo scorso anno solo un gol da calcio di punizione diretto, per una squadra che non aveva un calciatore affidabile designato.
Positivi i nuovi innesti in difesa: 2 clean sheets nelle prime due uscite per Vicario, che ha messo il timbro anche nella partita contro il Parma, ben protetto fra gli altri proprio da Celik, titolare in entrambe le occasioni e già capace di mostrare le proprie caratteristiche principali, ovvero intensità e quantità, come sottolineato dai dati atletici e fisici a nostra disposizione.
Il rinnovamento del Milan
Così come per la Juventus, anche la linea del Milan, dopo l’obiettivo sfumato la scorsa stagione della qualificazione alla Champions League, è stata quella del ringiovanimento e del cambio drastico, a partire dalla panchina affidata ad Amorim.
Forze fresche sugli esterni e un leader in difesa, oltre alla ciliegina in attacco: nel mercato rossonero sono indubbiamente Gonçalo Ramos e Mario Gila i colpi copertina, ma l’impatto del ritorno di Chukwueze e la freschezza del giovane Cissé hanno dato da subito nuova linfa alle corsie laterali, come evidente anche dai dati cumulati di questo primissimo scorcio di campionato.
A destare ancora qualche preoccupazione è la fase difensiva, che contro un avversario come la Juventus dovrà essere più attenta rispetto a quanto accaduto contro Torino e Venezia: poco più di 2 xG concessi nelle prime due giornate, ma qualche occasione nitida di troppo come quella che proponiamo con la visuale privilegiata di Imcoach: dopo un passaggio sbagliato in avanti di Gila (34), il Venezia recupera il pallone con Schingtienne (3) che cerca subito Busio (6), riferimento principale in costruzione per i lagunari. La linea difensiva del Milan è molto alta: De Winter (5) perde il contatto con Adams (45), e al Venezia bastano due semplici passaggi in verticale prima dello stesso Busio e poi di Yeboah (10) per trovare l’imbucata decisiva per l’attaccante, disturbato dal rientro di Chukwueze (21) al momento della conclusione neutralizzata da Maignan.
Inter e Napoli in continuità
Le contendenti degli ultimi due campionati di Serie A si affronteranno sabato pomeriggio, in una sfida che ormai ha il sapore del grande classico. Il Napoli, pur affidando la panchina a Massimiliano Allegri, ha optato per la linea della continuità: un solo vero acquisto – Benoit Badiashile dal Chelsea, che ancora non ha disputato un minuto – e tre ritorni da prestiti, due dei quali (Marin e Lang) hanno trovato anche spazio dal 1’ nella sconfitta interna contro il Como, a cui si aggiunge Lucca, entrato a partita in corso per dare fiato a Hojlund.
Proprio la fase offensiva ha rappresentato uno dei talloni d’Achille del Napoli nelle prime due gare della stagione: prima la trasferta di Genova sbloccata solo nel finale con l’ingresso dalla panchina di De Bruyne e Vergara, poi l’esordio casalingo contro il Como, comandato dai lariani nell’inerzia per ampi tratti del match. Considerando le big 7 del nostro campionato – ossia le squadre che giocano in Europa – il Napoli ha prodotto meno di tutte, fatta eccezione per l’Atalanta:
I Campioni d’Italia in carica hanno infine adottato una strategia di consolidamento e ampliamento della rosa: l’ingresso di Stones, unito al rientro dal prestito al Marsiglia di Pavard, contribuisce a rendere la retroguardia di Chivu ancora più completa. Curtis Jones, in attesa di verificare il suo adattamento alla Serie A, sembra poter rappresentare quel centrocampista box-to-box con la giusta propensione alla riaggressione immediata da valorizzare, come fatto da Klopp al tempo dei primi passi del prodotto del Liverpool in Premier League. L’incognita più grande può essere rappresentata da Spence, chiamato a sostituire il peso – soprattutto offensivo – di Dumfries, leader fra i difensori nella scorsa stagione sia per tocchi in area avversaria (2,7 a partita) che per tentativi a rete (1,6 di media).
Il primo weekend delicato della stagione è alle porte: fra pochi giorni avremo le prime indicazioni su chi avrà le carte in regola per mettere in discussione la difesa del titolo della squadra di Cristian Chivu.