Roma-Inter è scontro tra giganti
Serie A Enilive

Roma-Inter è scontro tra giganti

Il meglio contro il meglio. Prima della lunga sosta per le Nazionali, la Serie A Enilive mette in cartellone il primo vero scontro al vertice della stagione: Roma e Inter arrivano all'Olimpico con quattro vittorie su quattro, pronte a giocarsi il primato solitario e a mandare un primo segnale forte al campionato.

Dodici punti a testa, un percorso netto che assume ancora più valore allargando lo sguardo oltre i confini italiani. Roma e Inter sono tra le sole squadre ancora a punteggio pieno nei cinque maggiori campionati europei, insieme a Barcellona, Arsenal, Manchester City e Bayern Monaco.

Un incrocio che mancava dal 1960

Per trovare Roma e Inter insieme a punteggio pieno dopo quattro giornate bisogna tornare fino al 1960/61, quando a quota massima insieme alle due c'era anche la Juventus. Più di sessant'anni dopo, l'Olimpico torna così a ospitare uno scontro diretto tra giallorossi e nerazzurri senza ancora un punto lasciato per strada.

La Roma non vinceva le prime quattro partite di campionato dal 2014/15, quando la squadra di Rudi Garcia viaggiava appaiata alla Juventus di Allegri. Prima di Gasperini, soltanto quattro volte i giallorossi erano riusciti a partire con quattro successi: in nessuno di quei precedenti, però, avevano poi conquistato lo Scudetto.

L'Inter ritrova invece il 12 su 12 a tre anni di distanza dal 2023/24, stagione conclusa con lo Scudetto della seconda stella. Ancora più lontano l'ultimo precedente dei nerazzurri con più squadre appaiate a punteggio pieno dopo quattro turni: nel 2017/18 erano Inter, Juventus e Napoli.

Numeri da capolista

La supremazia delle due squadre non si misura soltanto nella classifica: Roma e Inter stanno dettando il passo anche sul piano offensivo, occupando le prime due posizioni del campionato in una lunga serie di indicatori, a partire dai gol fatti: 13 per i nerazzurri, 12 per i giallorossi.

Le due capoliste sono ai vertici anche per xG e differenza xG, viaggiano praticamente appaiate nei tiri nello specchio — 8 a partita l'Inter, 7,8 la Roma — e nella presenza dentro l'area avversaria: 183 tocchi per la Roma, 177 per l'Inter. Anche sulle fasce il passo è simile, con 8,3 cross completati a partita dall'Inter e 7,3 dalla Roma. Perfetta parità, invece, nei gol arrivati al termine di azioni manovrate: 10 a testa.

Una produzione offensiva molto simile nei numeri. A cambiare sono soprattutto le sfumature del percorso per arrivarci: la Roma spinge maggiormente su pressione alta, riconquista e uno contro uno; l'Inter accompagna la propria forza offensiva con più possesso, una fitta rete di passaggi e una gestione estremamente pulita del pallone.

Roma, pressione e uno contro uno

Il momento d’oro giallorosso, in realtà, comincia ben prima di agosto. La Roma ha chiuso lo scorso campionato con cinque successi consecutivi e ha aperto il nuovo vincendone altri quattro: nove vittorie di fila in Serie A.

La squadra di Gasperini vuole recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria. Il PPDA (passaggi concessi per azione difensiva) di 7,82 è il terzo più basso del campionato e la Roma è prima per recuperi sulla trequarti, sei a partita: esattamente il doppio dell'Inter, dodicesima con tre.

Una volta riconquistato il possesso, i giallorossi hanno poi interpreti capaci di creare il vantaggio attraverso l'uno contro uno. La Roma è prima in Serie A con 41 dribbling riusciti, contro i 21 dell'Inter (17ª). Una qualità distribuita in tutti i reparti: da Malen, a Soulé e Mora**,** fino a Ghilardi e Mancini, capaci anche dalla difesa di superare la pressione palla al piede e rompere le linee avversarie.

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E davanti Gasperini ha trovato una coppia che sembra completarsi naturalmente. Donyell Malen e Paulo Dybala uniscono caratteristiche differenti e complementari: l'olandese attacca profondità e area con velocità, rapidità d'esecuzione e senso del gol; l'argentino può esaltarne i movimenti con l'ultimo passaggio, la lettura degli spazi e la qualità tra le linee.

Malen, che guida già la classifica marcatori con sei reti, sabato dovrà misurarsi con una difesa nerazzurra che in questo avvio ha mostrato di poter essere attaccata: sei gol subiti dall'Inter fin qui, mentre la Roma si presenta allo scontro diretto con appena una rete incassata, miglior dato del campionato.

Inter, il pallone per comandare

L'Inter costruisce il proprio dominio territoriale partendo da sfumature differenti. La squadra di Chivu ama comandare la partita tenendo il pallone, come dimostra il possesso medio più alto della Serie A, 66%, davanti anche alla Roma, terza con il 59,8%.

Nessuno completa più passaggi dei nerazzurri, che sono anche penultimi per palloni persi: appena 52, contro i 75 dei giallorossi. Una qualità nella gestione del pallone che si traduce direttamente nella produzione offensiva: l'Inter in totale ha già calciato 100 volte nelle prime quattro giornate, ossia 25 conclusioni a partita di media.

A impressionare è soprattutto quanto questa produzione sia distribuita. In appena 360 minuti sono già andati a segno nove giocatori differenti: Çalhanoğlu, Pio Esposito, Lautaro, Thuram, Barella, Bisseck, Bonny, Carlos Augusto e Zielinski. E tra tutti i giocatori di movimento utilizzati da Chivu, soltanto Sučić non ha ancora provato almeno una conclusione.

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Dentro questa coralità, la ThuLa resta il riferimento offensivo. Lautaro Martínez e Marcus Thuram sono stati tra gli uomini chiave della rimonta contro il Napoli; una settimana più tardi, con il capitano argentino in panchina, il francese ha segnato ancora contro l'Udinese.

Due partite che raccontano anche il carattere della nuova Inter: per due giornate consecutive i nerazzurri si sono ritrovati sotto 0-2 e per due volte hanno ribaltato la partita fino alla vittoria. Una capacità di reazione che ha permesso alla squadra di Chivu di arrivare all'Olimpico con un percorso netto nonostante, numeri alla mano, l'undicesima difesa del torneo.

Thuram è uno dei simboli di questa partenza e il suo momento viene da lontano: da inizio aprile soltanto Malen (15) ha partecipato a più gol del francese in Serie A, a quota 12 tra otto reti e quattro assist.

Due conti ancora aperti

Roma-Inter porta con sé anche due sfide dentro la sfida.

La prima riguarda Gasperini. Il tecnico giallorosso non batte l'Inter da 17 confronti: cinque pareggi e 12 sconfitte, con dieci ko consecutivi negli ultimi dieci incroci. L'attesa della Roma all'Olimpico è quasi altrettanto lunga: l'ultimo successo casalingo contro i nerazzurri risale al 2-1 dell'ottobre 2016, con Luciano Spalletti sulla panchina giallorossa e Frank de Boer su quella interista.

Per Chivu, invece, l'Olimpico rappresenta un'altra occasione per allontanare definitivamente uno dei temi che avevano accompagnato l'Inter nella scorsa stagione. Nel pieno della corsa Scudetto, i nerazzurri non erano riusciti a battere né Napoli né Milan in campionato, raccogliendo complessivamente tre sconfitte e un pareggio nei quattro scontri diretti.

La nuova stagione ha già offerto una prima risposta: contro il Napoli, alla terza giornata, l'Inter è riuscita a trasformare il doppio svantaggio iniziale in una vittoria. La Roma alza ulteriormente il livello dell'esame: lo scontro diretto dirà quanto le certezze costruite nelle prime quattro giornate sappiano reggere di fronte a un'avversaria che viaggia allo stesso ritmo. È soltanto la quinta giornata, ma Roma-Inter può già raccontare qualcosa sulle reali ambizioni delle due capoliste.