Roma Juventus, all-in per il quarto posto
Serie A Enilive

Roma Juventus, all-in per il quarto posto

All’Olimpico va in scena un vero e proprio spareggio Champions tra passato e presente: Gasperini contro la squadra che lo ha lanciato in panchina, Spalletti di nuovo nella Capitale per salvare la stagione bianconera

Il Marzo della Serie A Enilive si apre con una sfida che può indirizzare la corsa al quarto posto: Roma-Juventus non è soltanto un classico del campionato, è uno spartiacque nella corsa alla Champions. Giallorossi e bianconeri arrivano all’Olimpico con stati d’animo diversi ma con la medesima necessità di dare una svolta a una stagione finora segnata da alti e bassi.

È anche la partita dei ritorni e dei confronti personali. Per Gian Piero Gasperini, cresciuto come allenatore nel settore giovanile della Juventus, è l’occasione per dare una spallata a una rivale chiave e marcare un passo decisivo verso l’obiettivo. Per Luciano Spalletti, che nella Roma ha vissuto due capitoli importanti della sua carriera, è una partita da dentro o fuori: una sconfitta nella Capitale rischierebbe di addensare una nube nera sulle ambizioni bianconere di quarto posto.

La storia recente, intanto, parla chiaro: la Roma ha vinto solo uno degli ultimi 11 scontri diretti contro la Juventus (1-0 di tre anni fa deciso da Mancini). Un dato che potrebbe pesare in una gara nella quale la componente psicologica giocherà un ruolo centrale.

Juventus: quattro punti da recuperare e un febbraio da cancellare

La Juventus si presenta all’Olimpico con quattro punti di ritardo dalla Roma e con la pressione di un’annata già compromessa su due fronti: Coppa Italia e Champions League sono sfumate, e ora anche la corsa al quarto posto è complicata. Il momento è certificato dai numeri, che dipingono un febbraio nero, nel quale i bianconeri hanno raccolto un solo punto nelle ultime tre gare di campionato, con due sconfitte consecutive contro Inter e Como: è la prima volta che succede in Serie A con Spalletti in panchina.

46 punti in 26 giornate: la Signora non faceva registrare così pochi punti dai 41 della stagione 2010/11, un’era fa, prima dei cicli vincenti di Antonio Conte e Massimiliano Allegri; si tratta dunque del peggior parziale degli ultimi 15 anni. Un dato che fotografa la delicatezza dell’attualità bianconera, che non può però essere compresa senza tener conto di una componente di episodi sfavorevoli: la Juventus, infatti, ha ricevuto tre espulsioni nelle ultime quattro partite tra tutte le competizioni, una sequenza che ha inevitabilmente condizionato equilibri e risultati.

In campo, sono emerse fragilità inattese tra i pali: il primo tiro in porta subito dalla Juventus in questo campionato è stato parato in 12 occasioni, ma in 13 casi si è trasformato in gol — il dato più alto registrato finora nel torneo. Un segnale di vulnerabilità che spesso ha messo la squadra nelle condizioni di dover rincorrere.

Uno spiraglio di fiducia arriva però dal calendario. A fine febbraio la Signora avrà già archiviato gli incroci con Napoli, Inter, Lazio, Como e Roma: un ciclo durissimo concentrato in poche settimane. Spalletti ha ancora tre mesi per raddrizzare la stagione e, superato questo blocco di sfide ad alta tensione, la Juventus potrà giocarsi le proprie carte con un percorso sulla carta meno impervio. L’Olimpico, in questo senso, diventa uno spartiacque: da una parte l’occasione per prendere le restanti undici gare con slancio, dall’altra la necessità di continuare a rincorrere.

Roma: solidità difensiva e occasione per cambiare marcia contro le big

La Roma arriva alla sfida con sette punti nelle ultime tre giornate e due clean sheet casalinghi consecutivi per la prima volta in questa Serie A. Gasperini può contare sulla difesa meno battuta dei top 5 campionati europei, un dato che certifica la solidità del suo impianto.

Eppure, fin qui, i giallorossi hanno steccato diversi appuntamenti con le big: una sola vittoria contro squadre attualmente tra le prime sette (col Como), anche se nel 2026 si è intravisto un miglioramento con due pareggi di spessore contro Milan e Napoli.

Sul piano personale, Gasperini affronta un doppio tabù. Da allenatore ha perso 21 delle 40 sfide contro la Juventus. E anche il bilancio con Spalletti è in salita: 5 vittorie e 9 sconfitte in 17 precedenti. Numeri che rendono il confronto ancora più intrigante, tra strategia, memoria e ambizione.

I protagonisti: McKennie, Malen e Cristante

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Se la Juventus cerca risposte, molto passerà da Weston McKennie. L’arrivo di Spalletti a fine ottobre gli ha consegnato un ruolo centrale, arricchito da nuove responsabilità: l’ex CT azzurro lo considera indispensabile per un calcio moderno fatto di movimenti e occupazione intelligente degli spazi. Il rendimento dell’americano ne ha risentito in positivo anche in zona gol: nessun giocatore di Serie A ha segnato più di lui nel 2026 tra tutte le competizioni, sei volte.

McKennie è diventato in settimana il terzo centrocampista della Juventus a raggiungere la doppia cifra di reti in Champions League dopo Platini (17) e Nedved (11), entrando in una cerchia ristretta della storia juventina e certificando uno status da giocatore chiave nel nuovo corso bianconero. In Serie A, dall’addio di Tudor, ha prodotto 4 gol e 5 assist. Incursore, jolly tattico, capace di invadere gli spazi come pochi altri, è stato schierato perfino da falso nueve in Champions contro il Galatasaray, scelta che permette di tracciare un parallelo con Simone Perrotta, fedelissimo del tecnico che nella Roma spallettiana aveva un ruolo “prezzemolo” che gli permetteva di essere l’equilibratore della squadra pur agendo da diverse zone dal campo.

Sul fronte giallorosso l’effetto Donyell Malen è stato immediato: cinque reti nelle prime sei presenze nella Capitale, dietro soltanto a Gabriel Omar Batistuta per impatto realizzativo all’esordio in giallorosso. In sei partite ha già fatto meglio, in proporzione, di quasi tutti i compagni nella stagione in corso: solo Cristante, Dybala e Soulé hanno numeri complessivi superiori, ma con un minutaggio decisamente più ampio. Un inserimento lampo che lo ha reso subito una colonna della formazione di Gasperini.

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E poi c’è Bryan Cristante, oggi capitano e punto fermo della Roma. Sta vivendo il momento di massima maturità da quando è arrivato nella Capitale dall’Atalanta. Gasperini, suo maestro fin dai tempi di Bergamo, non ha mai rinunciato a lui e Cristante ha risposto con prestazioni di sostanza e gol pesanti: contro la Cremonese ha deciso la partita con una torsione di testa — dal 2017 nessun centrocampista ha segnato più gol aerei di lui in Serie A (15) — e con l’assist per il momentaneo 2-0 di Ndicka. Insieme a Manu Koné forma una coppia di ferro votata a reggere l’urto di una sfida che vale una stagione.

Roma-Juventus è tutto questo: storia recente, tabù da infrangere e protagonisti pronti a prendersi la scena. All’Olimpico non si assegnano trofei, ma una fetta di futuro sì.

(Foto Getty Images)