Alla scoperta degli 'Expected Goals'
Giudicare un libro dalla copertina è sempre rischioso e per capire meglio il dato sul modello dei gol attesi (xG) e analizzare al meglio l’abilità offensiva delle squadre servono almeno 3 passaggi: quantificazione della produzione, capitalizzazione della produzione, qualità della produzione.
Produzione e pericolosità
L’indice xG permette di capire il grado di pericolosità offensiva prodotto dalla squadra in una singola azione, all’interno di una singola partita e nel corso della stagione intera. Calcolando attraverso il modello dei gol attesi la probabilità che ogni singola conclusione si trasformi in rete, partendo da elementi oggettivi come la distanza dalla porta, la posizione del portiere e l’angolazione del tiro, è possibile comprendere quali squadre nel nostro campionato manifestano più potenzialità offensive.
L’Inter, grazie al suo impianto di gioco collaudato e alla qualità individuale dei suoi interpreti, è leader incontrastata per produzione offensiva dopo 30 giornate della Serie A 2025/26:
Capitalizzazione della produzione
La correlazione fra produzione offensiva e pericolosità creata non è sempre lineare: ciò dipende dalle prestazioni e dalle abilità individuali dei calciatori. Alcune squadre necessitano di un numero maggiore di occasioni per segnare una rete, altre al contrario massimizzano la propria produzione offensiva pur costruendo un numero inferiore di azioni con bassa probabilità di trasformazione.
Vediamo chi sono nella nostra Serie A le squadre con il miglior differenziale fra gol segnati e gol attesi:
Il ranking mette in evidenza una overperformance da parte di due squadre in particolare della nostra Serie A, nello specifico Udinese e Sassuolo, in grado finora di mantenere un saldo positivo fra opportunità di realizzazione e gol segnati. A loro quindi il titolo provvisorio di squadre più “ciniche” del campionato.
Situazioni opposte
La 31° giornata presenterà la sfida fra Inter e Roma, due squadre con bilanci offensivi molto diversi fra loro: se i nerazzurri hanno nelle loro file il capocannoniere della Serie A (Lautaro Martinez, 14 gol), i giallorossi hanno faticato nella prima parte della stagione a capitalizzare la mole delle occasioni create, migliorando il proprio bilancio dopo l’arrivo a gennaio di Donyell Malen (7 gol segnati dal suo arrivo).
Considerando quindi le squadre in lotta per le prime 7 posizioni, l’Inter è seconda solo al Como per capacità di capitalizzare le occasioni create:
Qualità più che quantità
Alla luce di quanto detto, l’obiettivo di ogni allenatore non è solo quello di produrre tanto, ma di produrre bene: conseguenza di una tattica ben applicata, di uno sviluppo fluido o di un’azione ben congegnata è un tiro più pericoloso, con più probabilità di trasformarsi in rete. Il tutto si può tradurre con il concetto di facilitare il lavoro dell’offendente ultimo: da qui l’importanza di analizzare il valore atteso di trasformazione di ogni singola conclusione, per capire se una squadra è in grado oltre che di rendersi pericolosa con continuità di essere pungente e cinica con una singola azione.
Osservando il valore xG medio delle conclusioni per le squadre di Serie A, quella che risulta essere la migliore per qualità di occasioni create è sull’altro versante di Milano:
Stili di gioco diversi
Chiudiamo con l’analisi di questi ultimi valori: il Milan, delle prime 7 squadre della classifica della Serie A 2025/26, è quella con la percentuale di possesso palla inferiore (52,6%), ma il vertice nel ranking della pericolosità media dei tiri rappresenta il manifesto del pragmatismo rossonero. Situazione che accomuna il Pisa alla squadra di Allegri, in un dato indubbiamente influenzato dai 7 calci di rigore assegnati alla squadra nerazzurra: i toscani sono addirittura ultimi per possesso palla (39,7%), ma con la capacità di valorizzare le transizioni positive riescono mediamente ad agevolare il lavoro dei propri attaccanti, al livello di compagini che brillano di più nel controllo del gioco, come Como e Inter, a dimostrazione di come non esista una ricetta univoca, ma strade diverse per arrivare al medesimo obiettivo.