Si accende la bagarre salvezza
La venticinquesima giornata di Serie A Enilive ridisegna la geografia del campionato. In basso riapre giochi che sembravano più che indirizzati, in alto eleva ulteriormente i giri di una corsa che non concede pause. La Fiorentina torna a respirare, il Lecce si rimette nella scia del treno salvezza, il Parma scappa via dalle sabbie mobili. Davanti, le milanesi continuano a macinare punti, mentre Roma e Atalanta si prendono spazio nella bagarre europea.
Il Milan passa dall’Arena Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa con la maturità delle squadre che sanno aspettare il momento giusto. A decidere la sfida con i toscani è Luka Modrić, ancora lui, con un guizzo nel finale che tiene i rossoneri agganciati all’Inter e allunga la striscia utile a 23 partite, terza migliore nella storia del club in una singola stagione di Serie A. La squadra di Allegri resta imbattuta in trasferta, un primato condiviso nei cinque grandi campionati solo con il Bayern Monaco. Anche quando Füllkrug fallisce il rigore — secondo errore stagionale dal dischetto — il Milan resta dentro la partita e la porta dove vuole, nonostante un Pisa coriaceo, che la rimette su con Loyola al 71’. Bene anche Atekame (assist) e Loftus-Cheek (gol), protagonisti nella rete dell’iniziale vantaggio rossonero (minuto 39).
Al Sinigaglia di Como, la Fiorentina ritrova vittoria e ossigeno lontano dal Franchi dopo un mese. I viola sbloccano con Fagioli e raddoppiano dal dischetto con Kean, che firma il suo primo gol esterno stagionale, a distanza di quasi nove mesi dall’ultimo centro in trasferta. Il Como accorcia con l’autorete di Parisi, che comunque non basta ad evitare la seconda sconfitta interna stagionale. Il successo in trasferta della Fiorentina, il secondo nelle ultime tre gare lontani dalla Toscana, evidenzia una ritrovata concretezza: con 29 gol segnati quello viola è il miglior attacco nella fascia destra della classifica, a pari merito con Sassuolo e Genoa.
L’Atalanta passa all’Olimpico di Roma con la Lazio, con autorità e numeri che certificano la crescita degli orobici nel nuovo anno. Éderson segna il suo primo rigore in Serie A, Zalewski chiude con un destro da fuori, e non è un caso: quattro dei suoi cinque gol nel torneo sono arrivati dalla distanza. La Dea nel 2026 non ha ancora perso, in compagnia delle sole Inter e Milan, e con sei clean sheet è la squadra che ha mantenuto più volte la porta inviolata nei Big-5 europei nell’anno solare. La Lazio, al contrario, incassa almeno due gol in casa per la quinta partita consecutiva, uscendo sconfitta in tre delle ultime cinque all’Olimpico e perdendo dunque terreno nell’inseguimento ad un posto in Europa.
A San Siro va in scena un Derby d’Italia che vive di episodi e nervi scoperti. L’Inter trova per la prima volta nella sua storia un gol decisivo contro la Juventus oltre il 90’ grazie alla stoccata di Zielinski, al quarto centro nel 2026, ormai leader imprescindibile del centrocampo di Chivu. I nerazzurri, a lungo in superiorità numerica per l’espulsione di Kalulu, si prendono una vittoria che vale molto più dei tre punti in classifica, ma in precedenza dentro la partita succede di tutto: il botta e risposta continuo, la rete di Cambiaso dopo il suo autogol iniziale, la freschezza di Pio Esposito, la profondità offensiva bianconera che con Locatelli, autore del momentaneo 2-2, trova il diciassettesimo marcatore stagionale diverso. Al triplice fischio sorride l’Inter, che supera indenne uno degli ostacoli più proibitivi nel suo cammino.
In Friuli, Solet porta avanti i padroni di casa con il Sassuolo, ma nella ripresa, nello spazio di 1 minuto e 36 secondi Laurienté (55:55) e Pinamonti (57:31) capovolgono il punteggio. I neroverdi firmano un altro ribaltone e conquistano il terzo successo nelle ultime quattro gare: nessuna squadra ha guadagnato più punti da situazione di svantaggio nelle ultime 14 giornate. Pinamonti interrompe un digiuno di 13 partite segnando il suo quinto gol stagionale, tutti in trasferta, e serve anche l’assist di tacco per il vantaggio. Tra gli emiliani, da segnalare il primo assist in campionato per Ulisses Garcia. Per l’Udinese, invece, è la seconda sconfitta consecutiva mentre Solet, dal suo esordio nel gennaio 2025, è il centrale con più partecipazioni al gol in Serie A (sette).
Allo Zini di Cremona, padroni di casa e Genoa si accontentano di un punto a testa, un mattoncino che serve più a muovere la classifica che a sorridere. In un match combattuto ma avaro di spunti, l’episodio che avrebbe potuto scrivere un’altra storia arriva allo scadere, quando Bonazzoli spedisce sul palo le speranze del pubblico di casa. La Cremonese spezza la striscia di tre sconfitte, ma dei quattro punti raccolti nelle ultime undici partite, tre sono arrivati con 0-0, segno da una parte di solidità, ma dall’altra anche di poca incisività in zona gol. I grigiorossi vantano la miglior difesa interna tra le squadre della zona bassa (15 gol subiti, come il Cagliari), ma restano a tre lunghezze dalla salvezza insieme proprio al Genoa.
Il Parma scopre contro il Verona la continuità nel successo in un momento delicato del campionato. Seconda vittoria consecutiva per i ducali, ed è la prima volta in questa stagione. Alle reti di Bernabè e Harroui nella prima frazione, risponde Pellegrino al 93’ con il quarto gol di testa nel torneo (come Lautaro Martinez): dal suo esordio (22 febbraio 2025), solo Budimir ha segnato più reti aeree nei Big-5 europei dell’attaccante del Parma (sei). Il Verona non si schioda dall’ultimo posto, mentre i ducali si allontanano dalla zona calda grazie ancora una volta alla capacità degli uomini di Cuesta di colpire nel finale.
Il Bologna espugna l’Olimpico Grande Torino e interrompe con i granata un mese di digiuno e soprattutto un filotto di quattro sconfitte consecutive. Succede tutto nei primi 20 minuti della ripresa: Vlašić prima propizia il gol degli ospiti (poi assegnato a Moro) ma poi segna il gol del pareggio, sancendo la sua miglior stagione realizzativa in Serie A con il sesto centro stagionale. A risolvere le contese per gli ospiti ci pensa Santiago Castro, che va a segno per la seconda gara consecutiva lontano dal Dall’Ara e dà respiro a Italiano e compagni. Il Torino, invece, incassa la quinta sconfitta nelle ultime sette partite.
Al Maradona il confronto tra Napoli e Roma è un braccio di ferro senza esclusione di colpi. Donyell Malen conferma di essere l’acquisto rivelazione dei giallorossi e con la seconda doppietta consecutiva sale a cinque gol, entrando nella storia romanista: solo Batistuta (6) ed El Shaarawy avevano segnato almeno quattro reti nelle prime cinque gare con la Roma nell’era dei tre punti a vittoria. Nessuno dei nuovi acquisti del mercato di gennaio ha avuto un impatto come quello dell’olandese: dal suo esordio (21ª giornata) è il giocatore più prolifico del torneo. Il Napoli però risponde a ogni giro, prima con Spinazzola — al suo miglior bottino personale stagionale con tre marcature— e poi con Alisson Santos, primo a segnare al debutto con gli azzurri in Serie A dal 13 settembre 2025 (allora furono Beukema e Højlund contro la Fiorentina). La squadra di casa si conferma inossidabile per non aver mai perso da posizione di vantaggio, ma è anche la squadra che ha incassato più gol su rigore nel campionato in corso. Primo assist in Serie A infine per Bryan Zaragoza, uno dei volti nuovi che hanno animato la giornata.
Nel posticipo all’Unipol Domus di Cagliari il Lecce piazza un colpo fondamentale per la bagarre salvezza. Gandelman ripete il gol della giornata precedente, mentre Ramadani chiude i conti, firmando la seconda vittoria consecutiva dei giallorossi — evento inedito in questa stagione per i salentini. Il Cagliari, in difficoltà offensiva, non trova ancora la via del gol per la seconda partita consecutiva e ora deve guardarsi alle spalle con maggiore attenzione.
(Foto Getty Images + LaPresse)