Venezia-Udinese, un secolo di calcio tra laguna e Friuli
Due città, due identità e una tradizione calcistica che attraversa oltre un secolo di storia. Da una parte Venezia, con la laguna e uno degli stadi più suggestivi del calcio italiano; dall'altra Udine, espressione di un territorio che ha costruito nel tempo un legame profondo con la propria squadra.
Venezia-Udinese, anticipo dell'undicesima giornata di Serie A Enilive, in programma venerdì 6 novembre alle 20:45 allo stadio Pier Luigi Penzo, è anche un incontro tra due realtà storiche del Nordest, protagoniste di percorsi differenti ma capaci di lasciare un segno importante nel calcio italiano.
Una sfida che attraversa le generazioni e che, tra le sue pagine, custodisce anche un capitolo legato a due futuri protagonisti del Grande Torino.
Venezia e Udinese, le origini del calcio nel Nordest
La storia dell'Udinese affonda le proprie radici nel 1896, quando la Società Udinese di Ginnastica e Scherma partecipò a una delle prime competizioni calcistiche disputate in Italia, organizzata a Treviso. Un episodio che precede la nascita della Federazione Italiana Giuoco Calcio e testimonia quanto antica sia la tradizione sportiva friulana.
Il Venezia nasce invece il 14 dicembre 1907, dall'unione delle sezioni calcistiche di due società sportive cittadine, la Società Ginnastica Marziale e la Costantino Reyer.
Due origini diverse, ma accomunate da un calcio ancora lontano dalle grandi competizioni moderne, cresciuto inizialmente grazie all'entusiasmo delle società sportive locali.
A Venezia, il pallone trova presto casa sull'isola di Sant'Elena. Nel 1913 viene inaugurato l'impianto che diventerà lo stadio Pier Luigi Penzo, destinato a diventare uno dei luoghi più riconoscibili del calcio italiano. Uno scenario particolare, immerso nella laguna, che ancora oggi contribuisce a rendere speciale ogni appuntamento casalingo degli arancioneroverdi.
Il 1941, Mazzola e Loik: quando Venezia-Udinese entrò nella storia
Per ritrovare uno degli incroci più significativi tra Venezia e Udinese bisogna tornare alla primavera del 1941. L'Italia vive gli anni della Seconda guerra mondiale, ma il calcio continua a regalare storie destinate a rimanere nella memoria.
Le due squadre si affrontano negli ottavi di finale di Coppa Italia e il Venezia si impone con un netto 5-0, proseguendo il cammino verso quello che sarebbe diventato il trofeo più prestigioso della storia del club.
In quella squadra giocano anche Valentino Mazzola ed Ezio Loik, due calciatori destinati a scrivere pagine indimenticabili del calcio italiano. Prima di diventare colonne del Grande Torino, i due sono protagonisti di una delle stagioni più importanti della storia veneziana.
Il Venezia supera successivamente Bologna e Lazio, conquistando l'accesso alla finale contro la Roma. Nella prima sfida, disputata nella Capitale, i giallorossi si portano sul 3-0 grazie a una tripletta di Amedeo Amadei, ma i lagunari riescono a rimontare fino al 3-3 con le reti di Mazzola, Diotalevi e Alberti.
Serve così una seconda partita per assegnare la Coppa Italia. Il 15 giugno 1941, al Penzo, è proprio Ezio Loik a segnare il gol dell'1-0 che consegna il trofeo al Venezia.
Una vittoria che rappresenta uno dei momenti più importanti della storia arancioneroverde e che precede di un anno il trasferimento di Mazzola e Loik al Torino, dove i due diventeranno protagonisti di una delle squadre più leggendarie del calcio italiano.
Ripercorrendo il cammino di quella Coppa Italia, anche il confronto con l'Udinese trova così posto in un racconto che va ben oltre il risultato di una singola partita.
Dal 1941 al 2024, il Penzo continua a regalare emozioni
Le epoche cambiano, così come i protagonisti, ma il Penzo rimane uno scenario capace di ospitare partite ricche di emozioni. Un altro Venezia-Udinese particolarmente spettacolare è quello del 30 ottobre 2024, valido per la decima giornata di Serie A.
Questa volta sono i friulani a partire meglio. Lovric e Iker Bravo portano l'Udinese sul doppio vantaggio nei primi 25 minuti, dando l'impressione di una partita già indirizzata.
Il Venezia, però, trova la forza di reagire. Prima dell'intervallo Pohjanpalo accorcia le distanze su rigore, poi nella ripresa l'espulsione di Touré cambia gli equilibri dell'incontro. Nicolussi Caviglia firma il pareggio su calcio di punizione, mentre ancora Pohjanpalo, nuovamente dal dischetto, completa la rimonta all'86'.
Finisce 3-2, al termine di una sfida che conferma quanto questo confronto possa offrire anche sul piano dello spettacolo.
Più di ottant'anni separano il successo veneziano nella Coppa Italia del 1941 dalla rimonta del 2024. Due incontri lontanissimi per epoca, protagonisti e contesto, ma accomunati dallo stesso scenario e dalla capacità di lasciare un ricordo nella storia della sfida.
Venezia-Udinese, due identità e una lunga tradizione
Il calcio del Nordest ha conosciuto percorsi differenti. Il Venezia ha attraversato stagioni di grande prestigio e periodi difficili, risalendo più volte verso la massima serie. L'Udinese, soprattutto negli ultimi decenni, ha costruito una presenza importante nel calcio italiano, distinguendosi anche per la capacità di individuare e valorizzare talenti provenienti da ogni parte del mondo.
Sono due modi diversi di vivere e interpretare il calcio, entrambi espressione di territori nei quali il legame con la propria squadra conserva un significato particolare.
Venerdì 6 novembre, quando Venezia e Udinese torneranno ad affrontarsi al Penzo, si aggiungerà un altro capitolo a questa lunga storia. Una storia cominciata quando il calcio italiano stava ancora prendendo forma, passata attraverso Mazzola e Loik e arrivata fino alle emozioni della Serie A contemporanea.
Paolo Zanetti, un esordio speciale contro il suo Venezia
A rendere ancora più particolare il prossimo confronto sarà il debutto di Paolo Zanetti sulla panchina dell'Udinese. Il tecnico veneto, scelto dai friulani per sostituire Kosta Runjaic, inizierà la sua nuova avventura proprio nello stadio in cui ha vissuto uno dei momenti più significativi della propria carriera da allenatore.
Alla guida del Venezia, infatti, Zanetti aveva conquistato la promozione in Serie A nella stagione 2020/21, riportando gli arancioneroverdi nella massima categoria dopo 19 anni di assenza. Un traguardo che gli aveva permesso di proseguire l'esperienza in laguna anche nella stagione successiva.
Ora il ritorno al Penzo avrà un significato completamente diverso: non più sulla panchina di casa, ma alla guida dell'Udinese, chiamata a invertire la rotta dopo un avvio di campionato complicato.
Un incrocio che aggiunge un ulteriore elemento narrativo a una sfida già ricca di storia. Perché Venezia-Udinese, questa volta, sarà anche la partita di un allenatore che torna dove aveva scritto una delle pagine più importanti della propria carriera, pronto a cominciarne una nuova.