Verso Inter-Como, pressioni a confronto
Dopo la pesante sconfitta nel derby, l’Inter proverà a rilanciarsi contro il Como, che dal suo ritorno in Serie A non è mai riuscito a imporsi contro i nerazzurri, dimostrando una certa difficoltà nell’affrontare la squadra Campione d’Italia.
Ma mese dopo mese i lariani sembrano guadagnare fiducia in loro stessi, e per la prima volta si trova di fronte ad un vero e proprio scontro diretto: la sfida del Giuseppe Meazza può infatti valere il sorpasso, con il Como che con la vittoria sofferta contro il Venezia si è portato a soli due punti dalla squadra di Chivu.
Per il Como un rebus da risolvere
Cinque sconfitte su 6 incontri fra campionato e Coppa Italia, 396’ prima di trovare la prima rete: per il Como, l’Inter è stata decisamente la squadra più indigesta nei primi due anni dal ritorno in Serie A.
I nerazzurri hanno sempre dimostrato di avere tutte le carte in regola per disinnescare le qualità del Como: la circolazione in grado di vanificare la pressione avversaria (non a caso, il minimo stagionale di recuperi nella metà campo offensiva per il Como coincide proprio con la semifinale di ritorno di Coppa Italia, con soli 4 eventi contro una media di poco inferiore a 13), la grande abilità sui calci piazzati, quella personalità da grande squadra capace di ribaltare anche le partite apparentemente indirizzate verso gli avversari, come accaduto per due volte lo scorso anno sia nel ritorno di campionato a Como che nel poc’anzi citato secondo atto della Semifinale di Coppa Italia, quando negli ultimi 5’ Calhanoglu e Sucic riuscirono a completare la rimonta nerazzurra.
Ma perché queste difficoltà? Provando ad analizzare le sfide dello scorso anno, emerge effettivamente una difficoltà del Como nell’affrontare i Campioni d’Italia rispetto a quanto accaduto con le altre squadre.
All’Inter, Fabregas ha provato nel corso della stagione 2025/26 a riservare un trattamento speciale, rimanendo però scottato dalla propria intraprendenza: nelle 4 sfide disputate fra campionato e Coppa Italia, il Como ha pressato con più intensità, subendo però la qualità avversaria, in grado di scardinare la prima barriera lariana con efficacia, impedendo contemporaneamente la transizione avversaria.
A cambiare contro l’Inter sono soprattutto le contro-pressioni, ovvero quelle azioni di recupero palla che avvengono entro i 5” dalla palla persa: l’efficacia dei comaschi cambia radicalmente nelle sfide contro l’Inter, rispetto a quanto accade contro le altre formazioni di Serie A.
Nella nuova stagione un approccio più controllato
Le due contendenti che si incontreranno nella serata di domenica sono quindi state spesso esaltate per il lavoro in non possesso, che non sempre però si manifesta con transizioni aggressive: in particolare per i nerazzurri, capaci di esaltarsi nella scorsa stagione grazie alla loro disciplina tattica sulla prima costruzione avversaria, la situazione in questa stagione sembra cambiata. Entrambe le squadre non sfruttano il recupero palla per andare ad aggredire immediatamente l’area avversaria, ma forse le ragioni sono differenti: se infatti il Como ha grande fiducia nella qualità del suo possesso palla, i nerazzurri stanno soffrendo la mancanza di Lautaro, che in coppia con Thuram garantisce uno sfogo verticale immediato per ribaltare con velocità l’azione, trasformando il recupero palla in una transizione pericolosa.
Comparando le due squadre con il resto delle contendenti in Serie A, entrambe mostrano dati sotto la media per quanto riguarda il numero di ripartenze in grado di far male all’avversario, mostrando uno stile molto diverso rispetto alle squadre più intense e “feroci” del campionato, ovvero Roma e Frosinone.
La cautela del Como
Andando più in profondità nei dati, emerge l’attitudine del Como nell’essere una squadra ancora più “pensante” rispetto al passato, a dimostrazione della crescita di maturità di un gruppo che accetta anche situazioni tattiche diverse rispetto a quanto mostrato nelle ultime due stagioni.
Pur conservando numeri simili, rispetto all’Inter, che concentra le azioni di pressione in una zona più centrale del terreno di gioco, il Como non ha timore di abbassare il proprio baricentro in alcune fasi delle partite, esercitando mediamente più pressioni dei nerazzurri, ma facendolo con più intensità nel terzo difensivo.
La qualità e la capacità di lettura della squadra di Fabregas vengono però confermate dalla concretezza: sono già 4 le reti segnate da Nico Paz e compagni in seguito a transizioni da recupero. Al di là della scelta tattica, il Como dimostra di avere sempre le idee chiare, e si presenta all’assalto dei Campioni d’Italia con un anno di “lezioni” in più sulle spalle: sicuramente un punto di partenza diverso con cui provare a sfatare il tabù Inter, e compiere così un altro passo in avanti nel percorso di crescita del club lombardo.