Vette strette e affollamento in coda: è tempo di 7ª giornata
Serie A Enilive

Vette strette e affollamento in coda: è tempo di 7ª giornata

Trasferte calde per Inter e Lazio contro Bologna e Juventus. Esordio per Nicola a Venezia, Roma e Como chiamate alla reazione post Champions.

Le prime somme da tirare. Sono trascorsi 540 minuti dal calcio d’avvio di questa Serie A Enilive e le protagoniste del campionato cominciano ad intravedere possibili scenari sulla rotta da seguire. In testa a braccetto sono rimaste Inter e Lazio; a guidare il gruppo delle inseguitrici c’è la Roma, il sorprendente Cagliari si piazza quarto ed è a sole tre lunghezze dal vertice. In alto si sta stretti, ma anche dalla quinta posizione a scendere è stato fin qui un susseguirsi di sorpassi e controsorpassi senza che nessuna sia riuscita a trovare una spinta decisa con cui prendere quota. È interessante soprattutto l’equilibrio delle retrovie: con 4 punti, appena sopra al Venezia ultimo a zero, troviamo un quintetto composto da Udinese, Monza, Genoa, Parma e Fiorentina. Dietro l’angolo si presenta la 7ª giornata: nella mente dei tifosi si fanno spazio i primi obiettivi da mettere a fuoco, mentre allenatori e giocatori vivono il momento attuale per sistemare in cascina un tesoretto di punti da sfruttare più avanti. L’inverno sta arrivando, agire nell’immediato è fondamentale.

Frosinone-Sassuolo (venerdì, ore 20.45)

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Il Friday Night del Benito Stirpe apre le porte al nuovo turno. I gialloazzurri sono reduci dal passo indietro del Maradona, che pure qualche segnale positivo lo aveva portato in dote. Contro il Napoli mister Alvini ha mantenuto invariato il proprio credo, decidendo di affrontare la trasferta con il solito disegno coraggioso e verticale. Alla lunga il Frosinone ha pagato la fragilità difensiva, ma in casa contro il Sassuolo la musica potrebbe tornare quella delle prime giornate. Per i neroverdi di Aquilani, invece, l’1-1 con il Milan è il risultato con il quale ripartire di slancio e prendere fiducia. La cattiva notizia è la rottura del crociato per Leysen; difesa che ora presenta una coperta abbastanza corta, caratterizzata da scelte quasi obbligate. Gli emiliani cercheranno comunque di sfruttare l’entusiasmo della buona prestazione contro i rossoneri per strappare la prima vittoria esterna della propria stagione.

Venezia-Napoli (sabato, ore 15)

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In laguna inizia l’era di Davide Nicola. Il neotecnico del Venezia torna in Serie A Enilive dopo l’esperienza alla Cremonese della scorsa stagione, avventura conclusasi a marzo con l’esonero. Battesimo di fuoco contro il Napoli di Max Allegri, convincente nel 3-0 rifilato al Frosinone. Arancioneroverdi a -4 dal trenino di fronte a sé, lo zero in casella pesa e la strada da macinare è ancora parecchia. Fronte Napoli, Allegri deve digerire frettolosamente il ko di Champions contro il Villarreal, risultato che ha fatto scricchiolare le certezze acquisite nel turno di campionato precedente. Entrambe le squadre hanno fame di risultato: il Venezia vincendo tornerebbe subito a ridosso del gruppetto salvezza, il Napoli sa perfettamente quanto sia essenziale riprendere feeling con le prime della classe. Fermarsi ancora potrebbe essere molto problematico.

Bologna-Inter (sabato, ore 18)

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Al Dall’Ara l’Inter testa la propria maturità. È un Bologna finalmente vittorioso quello che si prepara ad accogliere i campioni d’Italia in carica; domenica scorsa, infatti, Palladino è riuscito finalmente a prendersi il bottino pieno in casa del Lecce, scacciando fastidiosi umori in vista delle prossime tappe. Per Chivu il viaggio in Emilia è da prendere con le pinze: i nerazzurri hanno perso in Champions 3-4 contro il Brugge, manifestando forse un po’ di stanchezza in più rispetto alle attese. In campionato, anche grazie a rimonte spettacolari e dispendiose, l’Inter era riuscita in parte a nascondere la fatica dell’ultimo periodo. Adesso per i nerazzurri, senza Lautaro almeno fino a dopo la sosta, la prova del nove: tornare a fare la voce grossa in Serie A, riacquisire fiducia e piazzare un altro colpo alle tante inseguitrici.

Roma-Genoa (sabato, ore 20.45)

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Gasperini perde i pezzi, ma la Roma formato campionato resta una certezza di questi primi mesi. Da smaltire c’è la cocente delusione dell’epilogo con il Real Madrid: un finale amaro che invoglia la squadra a ritrovare presto il sorriso. Svilar infortunato, Malen fuori dopo il rosso al Sinigaglia, per il tecnico di Grugliasco il focus è sulla ricerca di una spina dorsale solida in vista di un calendario molto fitto. A Como è stato chiamato in causa Gollini, l’ex portiere dell’Atalanta ha risposto sul campo con una prestazione convincente anche quando la squadra è rimasta in dieci uomini. Un altro alla ricerca dell’occasione è Santiago Castro, speranzoso di una maglia da titolare al centro dell’attacco. Come per l’Inter, anche la Roma sa di non dover sottovalutare l’avversario di questo turno, considerando il morale ritrovato della banda di Daniele De Rossi. Al Genoa contro la Fiorentina serviva il successo, e il 2-1 finale trasmette sicurezza nel prosieguo della stagione. Il mister rossoblù torna a casa, all’Olimpico, provando a trasformare le proprie emozioni in energia positiva da trasmettere al gruppo. Il Grifone è in crescita, la gara promette incertezza.

Udinese-Lecce (domenica, ore 12.30)

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Una vittoria nelle ultime cinque uscite, stesso bottino di punti per Runjaić e Di Francesco nel recente periodo. La marcia d’avvicinamento è da aggiustare, il confronto del Bluenergy Stadium scotta e non ammette incertezze. L’Udinese delle primissime uscite sembra lontana parente dell’ultimo mese, complice anche la perdita di elementi chiave come Piotrowski e Zaniolo. La sconfitta subita per mano del Torino brucia, i bianconeri guardano la classifica ipotizzando di poter ricalibrare il passo, a patto di riuscirci con ritmo e compattezza nel piano gara. Dall’altra parte, il Lecce è caduto 1-2 contro il Bologna durante la 6ª giornata, acutizzando i problemi manifestati nelle settimane precedenti. In attacco i gol sono ancora troppo pochi, la difesa qualcosa ha concesso e a conti fatti gli episodi non hanno aiutato a raggiungere punti salvezza. Lunch match senza margine di errore, in terra friulana Udinese e Lecce devono tornare ad incidere.

Fiorentina-Como (domenica, ore 15)

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Viola e lariani per la svolta. Situazioni di classifica differenti e una nuova direzione da prendere. Da un lato la Fiorentina è caduta nella trappola del Ferraris, mancando il test con il Genoa, dall’altro il Como non è andato oltre lo 0-0 nello scontro diretto contro la Roma, nonostante la superiorità numerica per larghi tratti della gara. Per Paolo Vanoli, tornato a sistemare la situazione in casa gigliata, il compito è continuare a lavorare sull’identità di squadra senza perdere di vista l’obiettivo primario: fare punti ed evitare così di rincorrere come già accaduto l’annata passata. La prova Como chiama una prestazione di massima attenzione e abnegazione, provando a dimostrare sul campo di meritare posizioni più nobili. Il discorso per Fabregas è invece legato ad un entusiasmo da ritrovare: sì perché è proprio sul piano dell’intensità e del dominio del gioco che la squadra ha leggermente abbassato i toni nelle gare a cavallo della sosta. La prima battuta d’arresto in Champions a Rotterdam per mano del Feyenoord è un incidente di percorso da dimenticare rapidamente. L’allenatore spagnolo mira a rimettere energia nel serbatoio, una zampata esterna al Franchi faciliterebbe l’opera.

Milan-Atalanta (domenica, ore 18)

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A San Siro in scena uno dei momenti clou della settima giornata. I rossoneri ospitano la Dea nel tentativo di non perdere ulteriore contatto dalle posizioni d’alta classifica, nel primo vero big match casalingo della stagione milanista. Il passaggio a Reggio Emilia nella tana del Sassuolo ha lasciato il bicchiere mezzo vuoto: la formazione di Amorim deve migliorare nella gestione del risultato, un fattore impattante e sul quale lavorare nelle prossime settimane. Atalanta tornata in sella nel 3-1 rifilato al Venezia, trascinata da un Krstovic desideroso di vincere nuovamente il ballottaggio con Scamacca. Il Milan dovrà fare a meno di Gabbia per molto tempo, in tal senso c’è curiosità sul modulo: il tecnico portoghese è chiamato a decidere se continuare l’evoluzione verso la difesa a 4, oppure insistere su quella a 3. Bergamaschi corsari in casa rossonera nella scorsa stagione, padroni di casa in cerca di riscatto.

Juventus-Lazio (domenica, ore 20.45)

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Il faccia a faccia dell’Allianz Stadium si prende la prima pagina e chiama alcune considerazioni molto interessanti. La Juve arriva al confronto in ritardo in classifica, senza essere riuscita a centrare il bersaglio grosso a Cagliari domenica scorsa. Dalla sua, Gennaro Gattuso ha il vantaggio di poter preparare il viaggio a Torino senza l’impegno europeo. Prima in classifica e ancora imbattuta, la formazione biancoceleste è conscia dell’occasione per rafforzare la propria candidatura. Fino ad ora negli scontri diretti la Juventus ha quasi sempre dimostrato di poter imprimere la propria filosofia: in casa è arrivato il pari con il Milan e la vittoria rotonda sull’Atalanta. Per quanto riguarda la Lazio, molto dipenderà probabilmente dalla tenuta atletica della squadra, a volte in calo nella parte finale delle gare. In ogni caso, Juventus-Lazio è appuntamento da non lasciarsi sfuggire.

Monza-Cagliari (lunedì, ore 18.30)

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Il primo posticipo del lunedì al Brianteo mette in palio punti d'oro per salvezza e stabilità di classifica. Ivan Jurić vuole sfruttare il fattore casalingo per dare una sterzata decisa dopo il passo indietro derivato dalla sconfitta esterna per mano della Lazio. La partita in casa dei biancocelesti ha lasciato alcuni elementi interessanti sui quali costruire il futuro, ed è sulla concretezza che la squadra è obbligata ad alzare l’asticella. Punta a non fermarsi il Cagliari, apparso roccioso e organizzato nell’1-1 con la Juventus; Daniel Maldini ha centrato il 4° gol di fila e sembra davvero aver trovato la propria dimensione in Sardegna. A Monza ci si aspetta un Cagliari con la consueta attenzione tattica, verticale nelle transizioni, ma anche capace di tenere un blocco più alto rispetto alla sfida con i bianconeri. Tanti ingredienti, esito incerto nel confronto tra Jurić e Pisacane.

Parma-Torino (lunedì, ore 20.45)

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Il sipario sulla 7ª giornata cala allo stadio Tardini con la sfida tra gialloblù e granata. Alberto Gilardino, davanti al proprio pubblico, spera di poter racimolare i primi punti e, contestualmente, agganciare il Torino in classifica. Non è stato un esordio facile per l’allenatore biellese: il 3-0 netto subito dall’Inter è maturato nel primo tempo, lasciando poco spazio di manovra per una narrazione diversa nella ripresa. Parma quindi in cerca di una reazione immediata, ma il Torino ha già saputo incidere anche lontano dalle mura amiche, dimostrandosi squadra camaleontica in base all’avversario da affrontare. Ignazio Abate sta avendo pazienza nel processo di crescita del gruppo, le conferme sono visibili e il bel 2-1 sull’Udinese è un chiaro indizio di quanto la squadra stia viaggiando nella direzione giusta.