Giovani sottotraccia: i talenti da seguire nella nuova Serie A
Il calcio d'estate è anche il momento delle scoperte. I risultati contano relativamente, le gerarchie sono ancora in costruzione e le amichevoli diventano il terreno ideale per concedere minuti ai più giovani, osservare nuovi talenti e immaginare protagonisti inattesi della stagione che verrà.
Alcuni hanno già sfruttato la vetrina della pre-season, come Oulaï e Valdepeñas alla Fiorentina, Fitz-Jim al Torino o Stankovic e Cissé nelle milanesi. Alle loro spalle, però, c'è una seconda linea di prospetti ancora lontani dai grandi riflettori, ma già pronti a bussare alla porta dei rispettivi allenatori. Talenti reduci da percorsi molto diversi, dalle grandi Academy europee alla Serie B, accomunati dalla possibilità di trasformare la prossima stagione in quella del salto di qualità.
Como, Cuenca e Lahdo: Fàbregas coltiva il futuro
Pochi club hanno investito sul binomio tra talento e prospettiva quanto il Como. Tra i tanti giovani a disposizione di Cesc Fàbregas, Andrés Cuenca e Adrian Lahdo rappresentano due dei profili più interessanti. Con tre competizioni da affrontare e rotazioni inevitabilmente più profonde, entrambi potrebbero trovare durante la stagione occasioni importanti.
Cuenca, difensore spagnolo classe 2007, arriva da una delle scuole calcistiche più riconoscibili d’Europa. Entrato nella Masia nel 2019, ha completato la propria formazione nel Barcellona partecipando a tre edizioni della UEFA Youth League e vincendo quella del 2024/25, impreziosita da un suo gol nella finale contro il Trabzonspor. Dopo essersi affermato nel Barça Atlètic, ha assaggiato anche il calcio dei grandi esordendo in UEFA Champions League contro lo Young Boys nel 2024. Nella seconda parte della scorsa stagione è passato in prestito allo Sporting Gijón, in Segunda División, dove un problema muscolare ne ha limitato l'impiego a otto presenze. Nel frattempo ha continuato a crescere con le selezioni giovanili spagnole, contribuendo alla vittoria dell'Europeo Under 19 del 2026.
La formazione di stampo blaugrana indica perché il Como abbia deciso di puntare su di lui: centrale mancino, tecnico e abituato alla costruzione dal basso, possiede qualità nella prima impostazione e una duttilità che gli permette di essere utilizzato anche da terzino. Un identikit particolarmente adatto al calcio di Fàbregas.
Ancora agli inizi del proprio percorso tra i grandi, Adrian Lahdo è un altro classe 2007 su cui il Como punta molto. Cresciuto nell'Hammarby, ha già esordito nel massimo campionato svedese e nel 2025 ha raccolto le prime due presenze internazionali nelle qualificazioni alla UEFA Conference League, oltre ad aver rappresentato la Svezia dall'Under 17 all'Under 19. A Como ha già trascorso sei mesi di allenamenti tra Primavera e prima squadra, un periodo prezioso per assimilare le richieste di Fàbregas. Mezzala moderna, Lahdo abbina una notevole progressione palla al piede a una naturale propensione all'inserimento offensivo.
Due talenti diversi, accomunati da un club che ha fatto della valorizzazione dei giovani uno dei cardini del proprio progetto.
Genoa, Meichtry nei meccanismi di De Rossi
Daniele De Rossi ha aggiunto al proprio centrocampo uno dei giovani più interessanti emersi dal calcio svizzero. Franz-Ethan Meichtry, classe 2005, arriva dal Thun, la squadra della sua città, dopo una stagione nella quale ha contribuito alla conquista dello storico titolo nazionale.
Alla prima annata nel massimo campionato svizzero ha messo insieme 35 presenze e 8 gol, numeri importanti per un centrocampista. La capacità di inserirsi senza palla e accompagnare l'azione fino all'area avversaria rappresenta infatti uno dei tratti distintivi del suo gioco.
I primi segnali in rossoblù sono già arrivati durante la pre-season: nell'amichevole vinta contro il Leicester al King Power Stadium è stato proprio Meichtry a servire a Colombo il pallone del decisivo 1-0. La duttilità potrebbe aiutarlo a ritagliarsi spazio rapidamente. Nel 3-4-2-1 di De Rossi può essere utilizzato sia in mezzo al campo sia sulle corsie, a destra o a sinistra, offrendo al tecnico una soluzione particolarmente versatile.
Lazio, Provstgaard avanza nelle gerarchie. Ratkov cerca spazio
La linea verde della Lazio trova uno dei suoi simboli in Oliver Provstgaard. Il difensore danese classe 2003 ha già alle spalle una stagione importante in biancoceleste, chiusa con 27 presenze ufficiali, e si presenta al nuovo campionato pronto a compiere un ulteriore salto nelle gerarchie.
Centrale longilineo di 1,93 metri, Provstgaard ha accompagnato il proprio percorso con la Lazio a una progressiva affermazione anche in Nazionale. Capitano della Danimarca Under 21 all'Europeo del 2025, di recente ha conquistato anche le prime due presenze con la Nazionale maggiore. Con Doekhi è pronto a giocarsi un posto al centro della retroguardia di Gattuso e, in caso di partenza di Romagnoli, le sue responsabilità potrebbero aumentare ulteriormente.
Situazione differente per Petar Ratkov. Arrivato a gennaio dal Salisburgo, il centravanti serbo ha trovato poco spazio nella seconda metà della passata stagione: otto presenze in campionato, soltanto due da titolare, per complessivi 228 minuti.
L'estate, però, ha raccontato un'altra storia. Con sei gol contro Flaminia, Avellino, Ascoli e Ostiamare, il classe 2003 è stato il miglior marcatore del precampionato biancoceleste. I suoi 1,93 metri ne fanno un centravanti di peso con caratteristiche differenti rispetto agli altri attaccanti della rosa: se resterà, Gattuso potrà avere a disposizione una soluzione tattica in più.
Monza, Bakoune corre verso la Serie A
Dalla trafila nel settore giovanile del Milan alla possibilità di imporsi con il Monza. Adam Bakoune, classe 2006, ha già alle spalle un percorso importante a livello giovanile, con 75 presenze in Primavera e altre 20 in UEFA Youth League, competizione nella quale ha raggiunto anche la finale.
La prima stagione tra i professionisti gli ha permesso di confrontarsi con la Serie B e conquistare progressivamente spazio nel Monza: 18 presenze, 771 minuti e due assist. Un apprendistato utile prima del salto nella massima categoria. Terzino destro veloce e fisicamente strutturato, Bakoune fa della corsa, dell'intensità e della propensione offensiva le proprie armi migliori. Caratteristiche che sembrano adattarsi naturalmente al ruolo di esterno nel 3-4-2-1 di Ivan Juric, dove avrà la possibilità di sfruttare tutta la fascia. La convocazione con l'Italia Under 21 per l'amichevole contro l'Albania dello scorso 8 giugno ha aggiunto un altro tassello a una crescita costante.
Cagliari, da Kofler a Mendy: tre giovani pronti a emergere
Il Cagliari presenta una delle pattuglie di giovani più interessanti. Il primo nome da cerchiare è quello di Raphael Kofler, arrivato dal Südtirol dopo essersi imposto giovanissimo in Serie B. A vent'anni ha già alle spalle tre stagioni nella categoria, con 74 presenze e quattro reti, numeri notevoli per un difensore classe 2005. Alto 1,93 metri, Kofler unisce presenza fisica, capacità di lettura e personalità nella guida del reparto, senza rinunciare alla qualità nella costruzione dell'azione. Le prestazioni con il Südtirol gli hanno aperto anche le porte delle Nazionali giovanili italiane. L'approdo in Serie A rappresenta ora un nuovo passo per un giocatore che negli ultimi anni ha bruciato rapidamente le tappe.
Se Kofler è una delle scommesse per la difesa, davanti Yael Trepy e Paul Mendy incarnano il potenziale offensivo del vivaio rossoblù.
Trepy, francese classe 2006, era andato a segno nella storica finale di Coppa Italia Primavera contro il Milan. Alla prima vera occasione tra i grandi non ha perso tempo: contro la Cremonese ha trovato il gol all'esordio in Serie A, entrando in un ristretto gruppo di prodotti del vivaio rossoblù capaci di segnare già alla prima presenza nella massima categoria.
Ancora più fragoroso l'impatto di Paul Mendy. Arrivato nella Primavera sarda nel 2025, il senegalese classe 2007 ha debuttato da titolare in Serie A il 27 aprile 2026 contro l'Atalanta e ha impiegato appena 16 secondi per segnare il primo gol, stabilendo il record per la rete più veloce del Cagliari nella massima serie. Sette minuti più tardi aveva già completato la doppietta: dall'introduzione dei tre punti a vittoria, soltanto Francesco Grandolfo e Lorenzo Venturino erano riusciti a realizzare una marcatura multipla in Serie A a un'età inferiore. Nella stagione 2025/26, inoltre, Mendy è stato il terzo classe 2007, dopo Lamine Yamal e Robinio Vaz, a segnare più di una rete nella stessa partita nei cinque principali campionati europei.
Forza fisica, velocità e mobilità ne fanno un attaccante ancora da modellare ma dal potenziale evidente. Fabio Pisacane conosce bene i giovani rossoblù: per Trepy e Mendy la nuova stagione può rappresentare l'occasione per trasformare gli exploit iniziali in un ruolo stabile nelle rotazioni del Cagliari.
Frosinone, Palmisani dalla Serie C alla Nazionale
Tra i giovani da seguire c'è infine chi la propria occasione l'ha già ricevuta e sfruttata fino in fondo. Lorenzo Palmisani, cresciuto nel Frosinone, era tornato in Ciociaria dopo l'esperienza in prestito alla Lucchese in Serie C. Massimiliano Alvini gli ha consegnato la porta e il giovane estremo difensore ha risposto diventando uno dei protagonisti della promozione.
Palmisani ha chiuso la Serie B al secondo posto tra i portieri per numero di parate e al primo per percentuale di tiri neutralizzati, accompagnando il Frosinone fino al secondo posto e al ritorno nella massima categoria. Da prodotto del vivaio a titolare in cadetteria, fino alla chiamata della Nazionale maggiore per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia: una scalata rapidissima che adesso lo porta davanti alla sfida più importante. La Serie A dirà fin dove può arrivare uno dei giovani più interessanti del nuovo corso ciociaro.