Capocannonieri che non ti aspetti: Raimondo e gli altri
Tredici presenze in Serie A con le maglie di Bologna e Venezia, senza mai trovare la via del gol. Poche occasioni per mettersi in mostra nel calcio dei grandi, prima di una serie di prestiti in Serie B alla ricerca di spazio e continuità. Poi l'incontro con Massimiliano Alvini, la promozione con il Frosinone e un inizio di stagione che ha cambiato tutto. Ad Antonio Raimondo sono bastate sette giornate per prendersi lo scettro di capocannoniere della Serie A Enilive.
Con la tripletta nel 4-2 contro il Sassuolo, l'attaccante ravennate classe 2004 è salito a sette reti, scavalcando Donyell Malen. Alle sue spalle, a quota sei, l'olandese della Roma e Gustavo Varela del Monza. Un exploit che porta alla ribalta un centravanti di 22 anni, che prima di questa stagione non aveva mai segnato nel massimo campionato.
Raimondo e Alvini, la forza del collettivo
Sette dei tredici gol segnati dal Frosinone portano la firma di Raimondo. Più della metà del bottino offensivo di una squadra che, dopo sette giornate, occupa il sesto posto con 13 punti. Numeri che raccontano tanto della crescita del centravanti quanto del lavoro di Alvini, capace di costruire un sistema offensivo che ne valorizza le qualità.
Cinque reti sono arrivate al termine di azioni manovrate, due da sviluppi di calcio piazzato. Il gioco aggressivo e propositivo dei ciociari offre a Raimondo occasioni da finalizzare, ma il classe 2004 ci mette del suo: attacca l'area con i tempi giusti, conclude con entrambi i piedi e di testa, combina rapidità e tecnica individuale con un notevole senso del gol. E partecipa al pressing alto, uno dei principi del calcio di Alvini.
La tripletta contro il Sassuolo ha aggiunto altri primati alla sua partenza: nessun calciatore del Frosinone aveva mai segnato tre gol in una partita di Serie A e, tra gli italiani, soltanto Domenico Berardi era riuscito a firmare una tripletta in età più giovane. Raimondo ha inoltre già realizzato tre marcature multiple, un traguardo raggiunto nei cinque maggiori campionati europei soltanto da Lamine Yamal (tre) e Raphinha (quattro).
A 22 anni, l'attaccante di proprietà del Bologna si sta ritagliando un posto anche tra i giovani da seguire in chiave Nazionale. Le sue caratteristiche da centravanti mobile, unite alla disponibilità nel lavoro senza pallone, ne fanno un profilo interessante per il futuro azzurro. Una prospettiva che, soltanto pochi mesi fa, sembrava un miraggio.
Cutrone, Denis e Borriello: i bomber delle neopromosse
Raimondo non è il primo attaccante di una neopromossa a sorprendere la Serie A conquistando, almeno per qualche giornata, la vetta della classifica marcatori. Il precedente più recente è quello di Patrick Cutrone, che nel 2024/25 raggiunse quota quattro reti dopo sei giornate con il Como, affiancando Retegui, Thuram, Vlahović e Pulisic.
Nel 2020/21 era toccato ad Andrej Galabinov, autore di tre gol nelle prime due presenze con lo Spezia. Il bulgaro si ritrovò momentaneamente in testa insieme a Cristiano Ronaldo, Lukaku e Papu Gómez.
Per trovare un altro esempio significativo bisogna tornare al 2011/12 con il primato di Germán Denis con l'Atalanta. Grazie alla doppietta nel 2-2 contro il Siena, l'argentino salì a nove gol dopo undici giornate, staccando Antonio Di Natale, fermo a otto. Era dai tempi di Filippo Inzaghi che un attaccante nerazzurro non occupava da solo la prima posizione.
Nel 2007/08, invece, la classifica marcatori divenne terreno di confronto tra due attaccanti di neopromosse. David Trezeguet, tornato in Serie A con la Juventus dopo un anno in cadetteria, cominciò con una tripletta e conservò la vetta, da solo o a pari merito, per 24 giornate.
A interrompere il suo primato fu Marco Borriello, protagonista della stagione del ritorno in Serie A del Genoa. Dopo anni trascorsi tra prestiti e occasioni mancate, il centravanti campano trovò in rossoblù la propria consacrazione: alla 25ª giornata, segnando contro il Napoli, raggiunse 16 reti e superò “TrezeGol”. Entrambi furono poi scavalcati da Alessandro Del Piero, capocannoniere a fine stagione.
Due percorsi differenti, quelli di Trezeguet e Borriello: da una parte un campione già affermato, tornato immediatamente protagonista dopo la promozione; dall'altra un centravanti che proprio con una neopromossa riuscì finalmente a esprimere tutto il proprio potenziale.
Piątek e Dely Valdés, gli esordienti senza paura
Non tutti gli exploit appartengono ad attaccanti di neopromosse. A volte basta un esordiente capace di adattarsi immediatamente al campionato italiano per sovvertire ogni pronostico.
Nel 2018/19 Krzysztof Piątek si presentò con la maglia del Genoa segnando nove gol nelle prime sette presenze. Una partenza folgorante che proiettò il polacco in testa alla classifica marcatori, davanti anche a Cristiano Ronaldo.
Ventacinque anni prima, nel 1993/94, era stato Julio César Dely Valdés a conquistare la scena. Alla prima stagione in Serie A con il Cagliari, il panamense raggiunse sei reti dopo nove giornate, condividendo il primato con Maurizio Ganz e Andreas Möller.
Protti e Riganò, il riscatto dopo la gavetta
C'è poi chi ha dovuto aspettare prima di affermarsi nel massimo campionato. Come Igor Protti, che aveva chiuso la sua prima stagione in Serie A, nel 1994/95 con il Bari, segnando sette gol. Nel campionato successivo, a 28 anni, si ritrovò in vetta alla classifica marcatori già dopo quattro giornate e non si fermò più: 24 reti e titolo di capocannoniere insieme a Giuseppe Signori, senza però riuscire a evitare la retrocessione dei pugliesi.
La consacrazione di Christian Riganò arrivò ancora più tardi. Nel 2006/07, alla terza stagione in Serie A dopo le esperienze con Fiorentina ed Empoli, il centravanti del Messina raggiunse nove gol dopo quindici giornate, affiancando Francesco Totti in testa alla classifica. A 32 anni, dopo una lunga gavetta nelle categorie inferiori, Riganò si ritrovò a competere con i migliori bomber del campionato.
Rolando Bianchi, il precedente che fa sognare Frosinone
Il parallelo più suggestivo porta però alla Reggina del 2006/07 e alla stagione della consacrazione di Rolando Bianchi. Fino ad allora il centravanti bergamasco aveva raccolto 54 presenze e appena tre gol in Serie A. Alla prima giornata, sul campo del Palermo, segnò una tripletta nel rocambolesco 4-3 finale, eguagliando in una sola partita l'intero bottino realizzato in precedenza nel massimo campionato. Dopo tre giornate era già capocannoniere solitario con quattro reti. Quell'avvio si trasformò in una stagione da 18 gol, decisivi per trascinare la Reggina verso una salvezza straordinaria, conquistata all'ultima giornata nonostante la pesante penalizzazione iniziale.
È il precedente che più ricorda l'exploit di Raimondo: un giovane centravanti ancora tutto da scoprire in Serie A, una tripletta a segnare la svolta e un ruolo da trascinatore di una squadra di provincia.
Bianchi trasformò la propria esplosione nella salvezza della Reggina. Raimondo ha davanti la possibilità di inseguire un'impresa altrettanto significativa: trascinare il Frosinone alla prima permanenza in Serie A della sua storia.