Derby, salvezza e big match: l'11ª di Serie A vale tanto
Serie A Enilive

Derby, salvezza e big match: l'11ª di Serie A vale tanto

Da Venezia-Udinese a Fiorentina-Juventus: il turno pre-sosta offre sfide regionali infuocate, incroci pesanti davanti e in coda al gruppo.

Le prime dieci giornate di campionato sono in archivio. Il prossimo passo è il turno pre-sosta nazionali: uno stop più breve rispetto a quello di settembre, ugualmente utile a ricaricare le batterie e pianificare gli obiettivi per l’immediato futuro. Il Matchday-11, articolato da venerdì 6 a domenica 8 novembre, si presenta come un mix di sfide tra squadre con obiettivi similari, scivoloni da evitare per le prime della classe e classiche da derby regionale. La novità è rappresentata dal ritorno in Serie A Enilive di Paolo Zanetti, che ha preso il posto di Kosta Runjaić sulla panchina dell’Udinese per risollevarne le sorti. Venerdì spazio a Venezia-Udinese, mentre sabato sarà confronto emiliano con Parma-Bologna. Domenica in giostra per le tante big in vetrina: subito Napoli-Lazio a pranzo, alle 18 posta altissima a San Siro con Inter-Como, domenica sera Fiorentina-Juventus è la giusta conclusione di un turno bollente. Il colpo prima della pausa alimenterebbe la fiducia, le protagoniste vogliono lasciare una traccia positiva in vista della ripresa.

Venezia-Udinese (venerdì, ore 20.45)

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È il derby del Triveneto ad aprire le danze. Affascinante per tradizione, nonostante siano appartenenti a regioni diverse, la gara tra Venezia e Udinese viene vissuta non solo come un incrocio delicatissimo in chiave salvezza, ma anche tra le corde della distanza ridotta che divide le città. Il campo chiama punti: Nicola ha incassato complimenti sia contro l’Inter che contro il Como, ma il riflesso dei risultati ha portato in laguna due ko brucianti. Per gli ospiti il discorso è diverso: Runjaić ha pagato il lungo periodo negativo, culminato con la sconfitta senza appelli patita dalla Roma al Bluenergy Stadium; l’arrivo di Zanetti è indirizzato a scuotere un gruppo al momento scarico sul piano fisico ed emozionale. Friulani obbligati ad alzare nettamente il livello per non farsi travolgere dalla fame del Venezia, squadra viva al netto dell’ultimo posto in classifica.

Cagliari-Frosinone (sabato, ore 15)

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Condizioni di forma agli antipodi**. Il Cagliari, dopo il sontuoso avvio di campionato, è caduto in una spirale di sconfitte consecutive particolarmente preoccupante**. Nelle ultime due uscite, contro Roma e Lazio, la squadra ha dato risposte a corrente alternata, sfiorando il pareggio in entrambi i casi. Per mister Pisacane i principali aggiustamenti devono coincidere con la sistemazione della fase difensiva: troppi i 12 gol incassati nelle recenti quattro sconfitte di fila. Un dato in controtendenza rispetto alla prima parte di stagione, questione da risolvere già in vista dello scoglio Frosinone. La favola della squadra di Alvini prosegue: piegato il Torino con un rotondo 2-0, la notizia dell’infortunio di Raimondo ha rovinato in parte l’esaltante momento di forma dei ciociari. Senza l’attaccante di proprietà del Bologna dovrebbe toccare a Bîrligea, protagonista di una doppietta una decina di giorni fa contro il Lecce. I gialloazzurri mantengono la rotta, il sesto posto è una poltrona da difendere con tutte le armi a disposizione.

Torino-Lecce (sabato, ore 15)

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Due partite perse in fila per i granata, addirittura tre per i salentini. Biglietto da visita poco rassicurante per Abate e Di Francesco, reduci da una serie di gare da archiviare in fretta. Solo pochi giorni prima del turno infrasettimanale si prospettava uno scenario roseo per il Torino, a ridosso delle posizioni europee, capace di esprimere un calcio verticale e convincente. Le battute d’arresto per mano di Como e Frosinone hanno trascinato indietro di almeno due passi il progetto tecnico di Ignazio Abate. Nulla è perduto, ma per un campionato da parte sinistra della classifica è necessaria una tabella di marcia più ambiziosa. Non è da sottovalutare il Lecce, squadra spesso in grado di reagire alle parentesi negative anche in questo campionato. I giallorossi, tra alti e bassi, non hanno mai mollato la presa fino a qui, rimanendo fuori dalla zona rossa con costanza. Dietro Parma e Fiorentina hanno strappato vittorie pesanti nell’ultimo turno, ciò comporta una situazione più compatta. Il Lecce deve nuovamente battere un colpo per galleggiare a distanza di sicurezza.

Parma-Bologna (sabato, ore 18)

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Spazio al derby d’Emilia. La giornata prosegue tra i contorni delle sfide intraregionali. La classica del Tardini è caratterizzata da formazioni in salute, pronte a cavalcare l’onda. Sul fronte crociato Gilardino sembra finalmente aver calibrato la squadra secondo il proprio credo, tirando fuori il talento da giocatori poco appariscenti nei primi mesi di Serie A Enilive. Su tutti Giovanni Fabbian, autore del gol apripista con l’Atalanta e trascinatore con una prova da leader tecnico dalla metà campo in su. Lo 0-3 di Bergamo è ossigeno puro, e adesso i ducali sono tornati a essere uno spauracchio per chiunque. Di contro, il Bologna si è confermato in piena salute nel 2-1 sul Monza, giunto grazie alla maturità messa sul piatto nella rimonta del Dall’Ara. Orsolini è tornato a disposizione, Piccoli tenta il rientro prima della sosta, contestualmente Palladino raccoglie il massimo da tutti i componenti della rosa. Il successo ingolosisce entrambe le squadre: il Parma può allungare sensibilmente sul terzultimo posto, il Bologna punta alla scia della zona coppe europee.

Roma-Sassuolo (sabato, ore 20.45)

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L’occasione dell’anticipo. La Roma gioca prima rispetto a Inter e Lazio, e con ciò si prospetta una possibilità di acchiappare il secondo posto in solitaria a -1 dai biancocelesti. L’intento di Gasperini è anche quello di cancellare in fretta il bruciante epilogo dell’Old Trafford e il 3-2 patito dal Manchester United. La Roma in campionato resta imbattuta, forte di un percorso quasi netto all’Olimpico. Per l’ex Alberto Aquilani, invece, continua il momento no: nonostante la battaglia ad armi pari con la Fiorentina, nell’ultimo turno è arrivato un ulteriore ko, 2-4 in casa per mano dei viola. La classifica allo stato dell’arte spaventa l’ambiente e le magagne difensive rischiano di prendere ancor più forma nella prossima trasferta. I neroverdi, in questa stagione, hanno vinto solo al Mapei Stadium; per immaginare l’impresa all’Olimpico ad Aquilani serve la prova più che perfetta, magari sfruttando la stanchezza europea della Roma e il morale leggermente più basso per via della gara in Champions.

Napoli-Lazio (domenica, ore 12.30)

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La via della fuga passa dal Maradona. Appuntamento imperdibile all’ora di pranzo: il Napoli di Allegri ha bisogno della reazione di carattere per frenare la corsa a ritmi altissimi della Lazio di Gattuso. L’allenatore dei partenopei ritrova quello che fu uno dei perni di centrocampo del suo primo Milan: l’allievo sfida il maestro per dimostrare come questa Lazio possa spingersi oltre la favola di inizio stagione. È quasi una chiamata senza appello per i padroni di casa, usciti frastornati dal 2-0 rimediato dalla Juventus e dal 4-1 in casa del Porto in Champions. La Lazio, da parte sua, ha forzato la mano contro il Cagliari, trascinata da Isaksen nel ribaltone con cui ha incasellato la nona vittoria su dieci partite. Numeri da mal di testa, vetta solitaria e possibilità di rinforzare la propria candidatura alla lotta scudetto. In casa biancoceleste il profilo resta basso, ma il colpaccio a Fuorigrotta è nella testa di tutti i tifosi biancocelesti. Le fatiche della Champions come fattore da non tralasciare: il Napoli ha bisogno della sua miglior versione per tenere a bada la macchina da corsa di Rino Gattuso.

Genoa-Milan (domenica, ore 15)

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Per rendere speciale il proprio cammino Genoa e Milan cercano punti rassicuranti. La sosta sullo sfondo, nella mente il ricordo positivo delle ultime uscite. Grifone uscito di prepotenza dalla crisi della prima parte: è un gruppo sicuro e veloce, rinfrancato dalle tre vittorie consecutive nel recente periodo. De Rossi ha sfruttato in ogni suo elemento la rosa a disposizione, dividendo minuziosamente le forze, allontanando lo stress delle tante gare disputate. Lo scoglio Milan si staglia all’orizzonte come la classica prova del nove. I rossoneri si sono goduti apieno la serata magica del derby vinto 3-1 sull’Inter, assottigliando il ritardo dai cugini. Amorim non deve distrarsi: la classifica dice quinto posto, fuori dalla zona Champions. Davanti il ritmo della Lazio è indiavolato, appena dietro la Juventus è tornata a premere, in mezzo Como e Roma hanno costanza di rendimento. La battaglia del Ferraris può fornire spunti.

Monza-Atalanta (domenica, ore 15)

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Ci si sposta in Lombardia per un’altra gara dal profumo di derby. Rimettersi in carreggiata è la priorità per due squadre in cerca di una sterzata. Le tre sconfitte consecutive hanno trascinato la formazione di Jurić verso il basso: non è bastata una buona ora di gioco contro il Bologna per uscire dal Dall’Ara con in mano punti utili verso la salvezza. Il Monza continua ad esprimere un calcio convincente, ma l’equazione non trova soluzione se declinata alla tenuta sui 90 minuti. I biancorossi ricercano praticità per costruire un campionato solido, sfruttando al massimo le potenzialità nascoste in rosa. L’Atalanta, dal canto suo, non può regalare nulla. Lo 0-3 scottante patito dal Parma pone l’accento sulla scarsa produttività sottoporta durante il match: troppe le occasioni sprecate dalla Dea, ora costretta al tredicesimo posto in classifica. La situazione infortuni è una tematica calda e anche la Conference va amministrata con un occhio di riguardo, evitando di spremere troppo i titolari rimasti a disposizione. Il terreno per recuperare c’è, i nerazzurri hanno la qualità sufficiente per rialzare immediatamente la testa. Dopo la sosta c’è l’Inter alla New Balance Arena, Maurizio Sarri spera di arrivarci con qualche pedina in più e il morale ritrovato.

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Dal Duomo alla riva del lago: Inter-Como è l’altro derby della Lombardia nel menù dell’11ª giornata. In Champions hanno convinto: Chivu ha stampato lo 0-3 al De Kuip sul Feyenoord, Fàbregas ha incantato l’Europa con il roboante 1-9 rifilato al Lens. Il focus si sposta sul campionato: Inter a 25, Como a 23 e una Lazio da riacciuffare là in cima. Per i meneghini pesa la sconfitta contro il Milan. I fatti dicono che l’Inter è pienamente in linea per recitare la solita parte da protagonista anche in questa stagione, la prova Como offre l’opportunità ghiotta per rimarcare autorevolezza e consapevolezza del gruppo. I lariani, però, al momento non sembrano aver alcun limite. La Champions ha fortificato le certezze del collettivo, le rotazioni funzionano e permettono un’amministrazione fluida sui due impegni. San Siro, per il Como, è il terreno di caccia perfetto per dimostrare quanto possa davvero giocarsela fino al traguardo per qualunque obiettivo. Occhi sul Giuseppe Meazza, Inter-Como promette scintille e spettacolo.

Fiorentina-Juventus (domenica, ore 20.45)

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Vittoriose nell’ultimo turno di campionato e rinfrancate dalle prestazioni, le due formazioni si affacciano al match con la carica adeguata all’appuntamento. Viola e bianconeri si apprestano a vivere l’ennesimo capitolo di una rivalità storica, dalla quale frequentemente ne sono scaturite partite memorabili. È presto per definire la Fiorentina fuori da una crisi pericolosa, in ogni caso la vittoria sul Sassuolo ha riportato in auge la qualità offensiva di Mastantuono e compagni. Discorso similare per gli uomini di Spalletti, convincenti nel 2-0 sul Napoli e capaci di svoltare la gara con i colpi dei singoli. Per i bianconeri un risultato pieno in trasferta vorrebbe dire maturità, per i toscani un tentativo di fuga dalle zone pericolanti. Fiorentina-Juventus aspetta le risposte giuste da squadre che devono riprendere in mano il proprio destino.