LA MARCIA NERAZZURRA VERSO IL 21° TITOLO
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LA MARCIA NERAZZURRA VERSO IL 21° TITOLO

Dall’estate del cambiamento alla consacrazione definitiva: il percorso dell’Inter di Chivu fino allo Scudetto conquistato contro il Parma

L’Inter è Campione d’Italia. Con il successo contro il Parma a San Siro, la formazione guidata da Cristian Chivu conquista matematicamente il 21° Scudetto della sua storia, il secondo nelle ultime tre stagioni, chiudendo i conti con tre giornate d’anticipo. Un trionfo costruito passo dopo passo, con un progetto tecnico chiaro e una crescita costante che hanno reso i nerazzurri la squadra più completa del campionato.

Reduce da una stagione chiusa al secondo posto in campionato e dalla delusione della sconfitta in finale di Champions contro il Psg, l’Inter cambia rotta, affidando la panchina a Cristian Chivu: tecnico cresciuto nella scuola calcio del club e richiamato alla base dopo la prima esperienza in Serie A alla guida del Parma.

Attorno a lui, un gruppo già solido e vincente, in gran parte ereditato dalla gestione Inzaghi, arricchito da innesti mirati: Akanji in difesa, Luis Enrique, Sučić e Diouf a centrocampo, mentre in attacco Bonny e Pio Esposito hanno portato freschezza e soluzioni.

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L’impatto iniziale è subito fragoroso: 5-0 al Torino all’esordio di Chivu sulla panchina dell’Inter, una dichiarazione d’intenti. Ma la stagione nerazzurra non è una corsa lineare: arrivano due battute d’arresto consecutive, entrambe in rimonta, contro Udinese e Juventus. Due partite diverse, ma stesso copione, che mettono alla prova la solidità mentale del gruppo, costretto a guardare Napoli e Juventus in testa con sei lunghezze di vantaggio.

È il primo snodo della stagione. E l’Inter risponde da grande squadra: quattro vittorie consecutive con Sassuolo, Cagliari, Cremonese e Roma rimettono subito in carreggiata Lautaro Martínez e compagni. Il calendario propone quindi il primo vero crocevia, lo scontro diretto al Maradona contro il Napoli campione in carica. Finisce 3-1 per gli azzurri che passano al comando assieme alla Roma, ma anche in questo caso la reazione nerazzurra è immediata: tre successi di fila con Fiorentina, Verona e Lazio riportano l’Inter in vetta, a braccetto con la Roma.

Il derby perso contro il Milan, deciso da un gol di Pulisic, rappresenta un altro passaggio potenzialmente destabilizzante. Invece, è proprio da lì che scatta la scintilla che porta il gruppo a compattarsi e procedere con la massima fiducia nei propri mezzi. Tra il 30 novembre 2025 e il 28 febbraio 2026, i nerazzurri infilano una striscia impressionante: 15 risultati utili consecutivi, con un solo pareggio, 2-2 nella gara di ritorno col Napoli a San Siro.

È il periodo in cui l’Inter prende definitivamente il largo assicurandosi il controllo del campionato. Il primato arriva alla 15ª giornata a Genova e non verrà più lasciato. Il gioco si consolida e i numeri certificano il dominio: attacco prolifico, difesa solida e un rendimento che non lascia spazio al ritorno delle rivali.

Il 15 gennaio 2026, battendo il Lecce nel recupero della 16ª giornata, l’Inter si laurea campione d’inverno, mettendo un primo sigillo simbolico sulla stagione.

L’Inter di Chivu si esalta nella sua coralità. Lautaro Martínez guida un attacco affidabile e letale, ma è tutto il sistema a funzionare. I cross e le giocate di Dimarco diventano una costante offensiva, mentre a centrocampo Zieliński sale in cattedra accanto a Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan. In difesa, l’innesto di Akanji completa un reparto già solido con Bastoni, De Vrij e Bisseck.

A metà febbraio, arriva una vittoria simbolica: il 3-2 sulla Juventus firmato Zieliński al 90’, primo successo stagionale in uno scontro diretto.

L’Inter cade ancora nel derby contro il Milan, ma il margine accumulato permette di assorbire il colpo, lasciando Allegri a sette punti di distanza. Due pareggi con Atalanta e Fiorentina rallentano il ritmo, ma i rossoneri non ne approfittano appieno, riuscendo ad avvicinarsi solamente di una lunghezza. Nel big match pasquale contro la Roma, la capolista firma una vittoria spettacolare per 5-2: determinante la svolta a cavallo dei due tempi, con Calhanoglu in gol allo scadere del primo tempo e Martínez a colpire in apertura di ripresa, due fiammate che indirizzano definitivamente la gara. Dietro, il Napoli supera il Milan e si porta a -7, ma è la giornata successiva a segnare lo snodo decisivo. La vera sliding door del finale di campionato arriva al Sinigaglia contro il Como: una partita folle, in cui l’Inter va sotto, soffre, ma ribalta tutto vincendo 3-4. È la vittoria che indirizza definitivamente la corsa Scudetto.

Da lì in avanti, i nerazzurri non sbagliano più: successo col Cagliari, pareggio col Torino e poi il match point col Parma in un Meazza vestito a festa.