La scommessa del Gila si chiama Daffara
Il Parma continua a puntare sui giovani portieri. Dopo aver lanciato tra i grandi due profili emergenti come Edoardo Corvi e Filippo Rinaldi nella scorsa stagione, i ducali hanno deciso di dare fiducia a Giovanni Daffara, classe 2004 cresciuto nel vivaio della Juventus. Una scommessa che ha subito dato i suoi frutti: con il nuovo estremo difensore tra i pali, i gialloblù hanno collezionato due clean sheet consecutivi, interrompendo una serie di nove partite, tra tutte le competizioni, nelle quali avevano sempre subito almeno un gol.
Merito di una squadra che sta ritrovando equilibrio e di un reparto difensivo in crescita, ma anche delle risposte offerte dal suo nuovo interprete. La scelta di Gilardino ha acceso i riflettori su uno dei portieri più interessanti della nuova generazione, arrivato in Emilia dopo un percorso di formazione tra Juventus e Serie B.
Chi è Giovanni Daffara
Nato a Biella il 5 dicembre 2004, Giovanni Daffara è cresciuto nel settore giovanile della Juventus, completando tutta la trafila fino alla Primavera, con cui ha disputato anche la UEFA Youth League. Nel marzo 2023 è arrivato l'esordio tra i professionisti con la Next Gen, della quale sarebbe diventato il portiere di riferimento nelle due stagioni successive, raccogliendo complessivamente 83 presenze tra Serie C e Coppa Italia Serie C.
Nell'estate 2025 è arrivato il primo salto di categoria, con il prestito all'Avellino. Complice l'infortunio di Iannarilli, Daffara ha trovato spazio tra i pali dei Lupi, collezionando 25 presenze in Serie B. Un'esperienza importante, che gli ha permesso di mettere in mostra le proprie qualità in un campionato più competitivo, distinguendosi anche nella sfida di cartello contro il Venezia.
A dispetto dei 39 gol subiti, il bilancio individuale della stagione è stato positivo: Daffara ha chiuso il campionato al quinto posto per gol evitati (+5,5), un dato che racconta la sua capacità di incidere in una squadra spesso chiamata a difendersi.
L'attesa è finita: la fiducia di Gilardino e la svolta di Parma
Il percorso di crescita di Daffara è passato anche attraverso convocazioni di prestigio, seppur senza provare la gioia di un esordio ufficiale. Nell'estate 2025 aveva seguito la prima squadra della Juventus negli Stati Uniti per il Mondiale per Club, convocato come quarto portiere.
Nel marzo 2026 era poi entrato nel giro dell'Italia Under 21 di Silvio Baldini, che lo aveva successivamente aggregato anche alla Nazionale maggiore per le due amichevoli di giugno, dirette in qualità di commissario tecnico ad interim.
Occasioni preziose per allenarsi accanto a giocatori di alto livello, osservare e accumulare esperienza. Ma senza mai riuscire a debuttare né con la prima squadra bianconera né con quella azzurra. Daffara ha dovuto aspettare il proprio momento, costruendo la sua crescita lontano dai riflettori.
La svolta è arrivata nell'estate 2026, con il trasferimento a titolo definitivo al Parma, dove è stato chiamato a contendere il posto a un altro giovane portiere in ascesa, Edoardo Corvi, classe 2001. L'ex Juventus e Avellino ha fatto il suo esordio in maglia crociata nei sedicesimi di Coppa Italia, nella sconfitta contro la Cremonese, prima di tornare alle spalle del compagno nelle gerarchie.
Nel frattempo, però, la stagione del Parma ha preso una piega complicata. I risultati al di sotto delle aspettative hanno portato all'avvicendamento in panchina tra Cuesta e Alberto Gilardino, mentre la classifica si è fatta sempre più preoccupante.
È stato proprio il nuovo allenatore, biellese come Daffara, a decidere di cambiare le gerarchie tra i pali, affidandogli una maglia da titolare nella sfida contro l'Udinese.
Una scelta coraggiosa, ripagata immediatamente sul campo. Al debutto da titolare in Serie A, Daffara risponde con cinque interventi e conquista il primo clean sheet stagionale del Parma, guadagnandosi la conferma per la trasferta successiva. A Bergamo non soltanto si ripete, ma alza ulteriormente il livello della prestazione: sei parate, cinque delle quali su conclusioni ravvicinate, e ben 2,11 gol evitati rispetto alla qualità dei tiri affrontati. Una prova che permette ai ducali di uscire vittoriosi dalla New Balance Arena e di mantenere nuovamente inviolata la propria porta.
Il bilancio delle prime due presenze da titolare è eloquente: 180 minuti senza subire gol, il 100% di parate sui tiri in porta affrontati e oltre tre reti evitate rispetto alle attese statistiche.
La scommessa di Gilardino sul suo concittadino ha dunque dato i primi frutti. Quattro punti preziosi in due partite e una porta che ha finalmente smesso di subire gol: il Parma ha trovato nuove certezze proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno. E per Daffara, dopo una lunga attesa, la maglia da titolare potrebbe presto diventare qualcosa di più di un'occasione.